ROMA, 29 maggio - Sono due gli indagati per il rogo del camper in cui sono morte tre sorelle il 10 maggio nel parcheggio di un centro commerciale a Centocelle, quartiere di Roma. Si tratta di due uomini, anche loro di origine rom come le vittime, da oggi iscritti nel registro degli indagati con l'accusa di omicidio plurimo, tentato omicidio e porto di oggetti incendiari. La pista seguita da inquirenti ed investigatori è quella della vendetta. I due sono stati identificati attraverso alcune testimonianze e l'esame delle immagini riprese da telecamere di sicurezza della zona. In un video è ripresa una persona che lancia una bottiglia incendiaria contro il camper dove dormivano, assieme alle tre sorelle, altri membri della numerosa famiglia che riuscirono a mettersi in salvo. Le tre sorelle morte avevano 4, 8 e 20 anni.
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lunedì 29 maggio 2017
mercoledì 15 marzo 2017
ROMA, sanità pubblica: 9 arresti per corruzione, indagati deputato FI e giudice
ROMA, 15 marzo - Nove arresti a Roma per corruzione e turbativa di appalti nella sanità pubblica. In manette sono finiti due dirigenti di un'Asl della Capitale, un gestore di laboratori di analisi cliniche e sei tra dipendenti dell'azienda sanitaria e imprenditori. Le indagini hanno portato a scoprire gravi condotte corruttive e di turbativa di gara pubblica per l'assegnazione di opere manutentive di strutture sanitarie romane. Indagati anche il deputato di FI Angelucci e il giudice Amedeo Franco, relatore del processo Mediaset. Sono infatti ben 19 le persone finite sotto inchiesta, e tra di loro figurano, appunto, anche il parlamentare FI Antonio Angelucci e l'ex magistrato di Cassazione Amedeo Franco. Sul primo si ipotizza ilt raffico di influenze, mentre per il secondo - relatore del collegio che ha giudicato e condannato Silvio Berlusconi - si parla di corruzione.
Secondo quanto accertato dal procuratore aggiunto Paolo Ielo e dal sostituto Corrado Fasanelli, Angelucci avrebbe contattato Maurizio Ferraresi, medico dirigente dell'Asl Rm1, uno dei nove arrestati, per un tentativo, non riuscito, di aggiustare un procedimento in Cassazione su un sequestro preventivo. In cambio, secondo la procura, il deputato avrebbe assicurato a Ferraresi l'assunzione delle fidanzate dei due figli. Il dirigente Asl, a sua volta, si sarebbe rivolto a Franco, ex presidente di sezione della Cassazione attualmente in pensione. Questi, in seguito alla promessa di una falsa certificazione che avrebbe consentito a una sua amica di ottenere il rimborso di un intervento di mastoplastica, avrebbe tentato l'aggiustamento del procedimento presso il giudice competente, ma quest'ultimo si sarebbe rifiutato. Per questo episodio Ferraresi è indagato per corruzione in concorso con Franco.
Coinvolti poi dirigenti e pubblici ufficiali, imprenditori ed altri soggetti che sarebbero entrati in una rete di reciproche facilitazioni affaristiche. Queste ultime erano finalizzate alla realizzazione di profitti e vantaggi personali mediante traffici di influenze e la redazione di false attestazioni.
Angelucci si difende: "Estraneo ai fatti" - Il deputato di Fi Antonio Angelucci, in relazione all'avviso di garanzia notificato dalla procura di Roma, sottolinea in una nota che l'ipotesi di traffico di influenze illecite a suo carico riguarda "due assunzioni che non sono avvenute" e si dichiara "totalmente estraneo ai fatti", confermando "la sua piena fiducia nell'operato della magistratura".
Secondo quanto accertato dal procuratore aggiunto Paolo Ielo e dal sostituto Corrado Fasanelli, Angelucci avrebbe contattato Maurizio Ferraresi, medico dirigente dell'Asl Rm1, uno dei nove arrestati, per un tentativo, non riuscito, di aggiustare un procedimento in Cassazione su un sequestro preventivo. In cambio, secondo la procura, il deputato avrebbe assicurato a Ferraresi l'assunzione delle fidanzate dei due figli. Il dirigente Asl, a sua volta, si sarebbe rivolto a Franco, ex presidente di sezione della Cassazione attualmente in pensione. Questi, in seguito alla promessa di una falsa certificazione che avrebbe consentito a una sua amica di ottenere il rimborso di un intervento di mastoplastica, avrebbe tentato l'aggiustamento del procedimento presso il giudice competente, ma quest'ultimo si sarebbe rifiutato. Per questo episodio Ferraresi è indagato per corruzione in concorso con Franco.
Coinvolti poi dirigenti e pubblici ufficiali, imprenditori ed altri soggetti che sarebbero entrati in una rete di reciproche facilitazioni affaristiche. Queste ultime erano finalizzate alla realizzazione di profitti e vantaggi personali mediante traffici di influenze e la redazione di false attestazioni.
Angelucci si difende: "Estraneo ai fatti" - Il deputato di Fi Antonio Angelucci, in relazione all'avviso di garanzia notificato dalla procura di Roma, sottolinea in una nota che l'ipotesi di traffico di influenze illecite a suo carico riguarda "due assunzioni che non sono avvenute" e si dichiara "totalmente estraneo ai fatti", confermando "la sua piena fiducia nell'operato della magistratura".
Appalti ASL e mazzette, 9 arresti a ROMA
ROMA, 5 marzo - Nove arresti a Roma per corruzione e turbativa di appalti nella sanità pubblica. In manette sono finiti due dirigenti di un'Asl della Capitale, un gestore di laboratori di analisi cliniche e sei tra dipendenti dell'azienda sanitaria e imprenditori. Le indagini hanno portato a scoprire gravi condotte corruttive e di turbativa di gara pubblica per l'assegnazione di opere manutentive di strutture sanitarie romane. Nel quadro degli accertamenti di piazzale Clodio sono indagate altre dieci persone tra dirigenti e pubblici ufficiali, imprenditori ed altri soggetti ritenuti coinvolti in una rete di reciproche facilitazioni affaristiche. Queste ultime erano finalizzate alla realizzazione di profitti e vantaggi personali mediante traffici di influenze e la redazione di false attestazioni.
lunedì 1 giugno 2015
ROMA, presi i due ragazzi rom ricercati per l'incidente dove è morta una donna filippina
ROMA, 1 giugno - Sono stati catturati dalla polizia i due ragazzi rom ricercati per l'incidente avvenuto la scorsa settimana alla periferia di Roma dove ha perso la vita una donna filippina e 8 persone sono rimaste ferite. I due sono stati rintracciati questa mattina dalla squadra mobile.
I due sarebbero stati a bordo dell'auto pirata, causa dell'investimento mortale nei giorni scorsi. Arrestati dalla Polizia, hanno 17 e di 19 anni, il primo sembra fosse alla guida. Lo afferma il ministro dell'Interno Alfano che ringrazia la Polizia per le indagini scrupolose e per l'impegno che ha consentito di arrivare all'obiettivo.
Uno dei due, quello di 19 anni, è stato rintracciato in Sardegna. L'altro, invece, è stato preso a Roma, nella zona periferica di Massimina. econdo le prime informazioni i due sarebbero fratelli. Rischiano l'accusa di omicidio volontario. Per l'incidente, costato la vita alla donna filippina, è già in carcere una 17enne che deve rispondere di concorso in omicidio volontario. Da subito le indagini hanno puntato ad una coppia di ragazzi che erano in auto con la minorenne presa subito dopo lo schianto. Uno dei due è il marito della ragazzina arrestata. La coppia ha un figlio di 10 mesi.
Uno dei due, quello di 19 anni, è stato rintracciato in Sardegna. L'altro, invece, è stato preso a Roma, nella zona periferica di Massimina. econdo le prime informazioni i due sarebbero fratelli. Rischiano l'accusa di omicidio volontario. Per l'incidente, costato la vita alla donna filippina, è già in carcere una 17enne che deve rispondere di concorso in omicidio volontario. Da subito le indagini hanno puntato ad una coppia di ragazzi che erano in auto con la minorenne presa subito dopo lo schianto. Uno dei due è il marito della ragazzina arrestata. La coppia ha un figlio di 10 mesi.
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giovedì 28 maggio 2015
AUTO ROM non si ferma all'alt a ROMA e e falcia 9 persone, una muore. Salvini: ruspe nei campi
ROMA, 28 maggio - Stavano aspettando ieri sera l'autobus a una fermata alla periferia di Roma quando una Lancia Lybra lanciata a velocità insensata li ha falciati senza rallentare, uccidendo sul colpo una donna filippina di 44 anni. A terra sono rimaste altre quattro persone, tra urla e sangue sull'asfalto. La macchina pirata, inseguita da una volante della polizia che le aveva intimato l'alt poco prima, ha proseguito la corsa e investito altre due donne in motorino e un'altra a piedi.
I tre a bordo hanno poi abbandonato l'auto e due di loro sono fuggiti a piedi, con gli agenti alle calcagna. Otto in tutto le persone ferite: due di nazionalità filippina, un uomo di 38 anni e una donna di 47 ricoverata in codice rosso; 3 donne italiane, una di 33 anni in codice rosso e altre due di 19 e 29 anni; due ragazze francesi di 24 anni, di cui una in codice rosso; ferito infine un ragazzo moldavo di 22 anni.
Una ragazza di 17 anni è stata bloccata. Sono nomadi del campo della Monachina. E questo ha scatenato la polemica politica e rabbia e razzismo sui social. La procura di Roma procede per omicidio volontario, reato che sarà contestato al conducente della macchina. "Una scena apocalittica", così ha descritto un testimone quanto successo stasera nel quartiere di Primavalle, una borgata della capitale. La Lancia - secondo la questura - verso le ore 20 viaggiava a forte velocità su via di Boccea facendo zig zag tra le altre automobili. Una pattuglia ha intimato l'alt, ma il conducente invece di rallentare ha accelerato ancora nel tentativo di fuggire. Arrivato all'altezza della stazione metro Battistini della linea A - secondo la prima ricostruzione -, ha investito un gruppo di persone e proseguito ancora la corsa. L'inseguimento è durato alcuni chilometri - mentre la gente accorreva a soccorrere i feriti e chiamare il 118 - finché i tre non si sono fermati all'altezza di via di Montespaccato e scesi dalla macchina sono fuggiti. Inseguiti dai poliziotti, due dei tre occupanti sono riusciti a dileguarsi, mentre la ragazza è stata bloccata. In via di Montespaccato l'auto ha investito altre due donne a bordo di uno scooter e un'altra a piedi. Alla fine il bilancio di pochi minuti di follia è di un morto - una donna filippina di 44 anni - e sette feriti, tre dei quali in codice rosso.
"Tre rom sono scappati all'alt della Polizia" e "hanno ammazzato una donna, otto i feriti". "Pare che l'auto sia intestata a un Rom, che ne ha altre 24. Una preghiera. Per il resto... ruspa!!!!! Quando torneremo al governo, raderemo al suolo uno per uno tutti 'sti maledetti campi Rom, partendo da quelli abusivi". Così su Fb il leader della Lega Matteo Salvini.
martedì 4 novembre 2014
MILANO, arrestati 14 rom. Avevano comprato 20 "schiavi" per l'accattonaggio ai semafori
MILANO - Quattordici nomadi romeni sono stati arrestati con l'accusa di riduzione in schiavitù, tratta e "acquisto" di schiavi nell'ambito del racket dell'accattonaggio. Nell'inchiesta è stato accertato che una ventina di vittime sarebbero state portate dalla Romania in Italia, dopo essere state comprate, per farle elemosinare, a forza di botte, ai semafori. Il giro d'affari era di decine e decine di migliaia di euro.
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