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martedì 4 luglio 2017

REGGIO CALABRIA, 106 fermati per associazione mafiosa


REGGIO CALABRIA, 4 luglio - Maxi operazione dei carabinieri contro la 'ndrangheta. Dalle prime ore di questa mattina, oltre 1000 carabinieri del Ros e del comando provinciale di Reggio Calabria, coadiuvati da elicotteri, unità cinofile e militari specializzati nella localizzazione di bunker e cavità nascoste, sono impegnati nell’esecuzione di un provvedimento di fermo, emesso dalla locale procura distrettuale, nei confronti di 116 indagati per associazione mafiosa, estorsione, porto e detenzione illegale di armi, trasferimento fraudolento di valori, truffa ed altri reati, tutti aggravati dalla finalità di agevolare la ‘ndrangheta.
I provvedimenti, fanno sapere i carabinieri, scaturiscono da un’indagine diretta dalla procura reggina e condotta dai carabinieri del Ros e del gruppo di Locri in direzione delle più importanti “locali” ‘ndranghetiste ricomprese nel “mandamento” ionico, ritenuto il cuore pulsante dell’intera ‘ndrangheta nonché il punto di riferimento di tutte le articolazioni extraregionali, nazionali ed estere.
"Lo Stato sono io qua Pe'!...Controlla.....La mafia. La mafia originale però, non la scadente". E' quanto afferma il figlio di un boss intercettato.
Le indagini hanno consentito di individuare le gerarchie e gli organigrammi di ben 23 cosche ricomprese nel ''mandamento'' jonico della Calabria e di identificare i presunti autori di estorsioni, danneggiamenti e infiltrazioni in appalti pubblici e lavori privati. Sono state inoltre individuate nuove cariche e strutture tra loro sovraordinate di cui la 'ndrangheta si è dotata negli ultimi anni.
Dalle indagini dei carabinieri sono emerse anche le modalità di funzionamento di veri e propri ''tribunali'' competenti a giudicare quegli affiliati sospettati di violazioni delle regole del sodalizio criminale e le procedure da applicare per sanare faide all'interno delle 'ndrine. 

giovedì 9 marzo 2017

ALITALIA taglia tutti i voli per REGGIO CALABRIA


Dal 27 marzo prossimo Alitalia interromperà ogni operazione sull’aeroporto di Reggio Calabria, cancellando i 56 voli settimanali da e per Roma Fiumicino, Milano Linate e Torino (38 voli con Roma, 14 con Milano e 4 con Torino). La decisione, si legge in una nota della compagnia, si è resa necessaria dopo che, per oltre un anno, Alitalia "ha ripetutamente cercato di trovare un’intesa con le autorità locali e regionali allo scopo di adottare soluzioni che rendessero economicamente sostenibili i collegamenti con Reggio Calabria, che nel solo 2016 hanno registrato una perdita di 6 milioni di euro".


Fra le ipotesi suggerite da Alitalia a più livelli e a più riprese, rileva la compagnia, "quella della continuità territoriale e degli Oneri di Servizio Pubblico, previsti e ampiamente regolati dal diritto comunitario e dunque assolutamente in linea con le normative vigenti. Questo modello avrebbe consentito di sostenere i voli e dunque la mobilità da e per un’area altrimenti difficilmente raggiungibile".

giovedì 1 dicembre 2016

ROSARNO, arrestato boss della 'ndrangheta ricercato da 6 anni


ROSARNO, 1 dicembre - E' stato catturato dalla Polizia a Rosarno (Reggio Calabria) il latitante Marcello Pesce, boss della 'ndrangheta ricercato per associazione di stampo mafioso. Marcello Pesce, detto ''U Ballerinu'', fa parte dell'omonima cosca guidata da Antonino Pesce, operativa nella Piana di Gioia Tauro e con propaggini in Lombardia e tutto il Nord Italia. E' stata la stessa Polizia di Stato a comunicare la cattura sul suo profilo Twitter.  Pesce era nascosto in un'abitazione al centro di Rosarno. Il blitz degli uomini del Servizio centrale operativo (Sco) e della squadra mobile di Reggio Calabria è scattato attorno alle 5, quando si è avuta la certezza che il boss fosse proprio lì. Il boss era ricercato dal 26 aprile 2010, quando sfuggì alla cattura nell'operazione "All inside". L'uomo, al momento della cattura, era in camera da letto e non era armato. Non ha opposto resistenza ed è stato arrestato insieme a due uomini, padre e figlio, che erano nell'appartamento con lui. Condannato in appello a 16 anni e 8 mesi di reclusione per associazione mafiosa, Marcello Pesce è ritenuto dagli investigatori il capo strategico dell'omonima cosca, una delle più potenti dell'intero panorama 'ndranghetista. Pesce era tra i latitanti di 'ndrangheta più importanti ancora liberi.

mercoledì 6 luglio 2016

CALABRIA, "beccati" 24 furbetti del cartellino



REGGIO CALABRIA, 6 LUG - Una vasta operazione dei carabinieri è in corso dalle prime ore di oggi nei comuni di Oppido Mamertina, Taurianova, Varapodio, Palmi e Terranova Sappo Minulio nei confronti di un gruppo di presunti furbetti del cartellino, dipendenti di quei comuni. I carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria stanno procedendo all'esecuzione di misure cautelari nei confronti di 24 persone ritenute responsabili dei reati di concorso in false attestazioni, con modalità fraudolenta, della presenza in servizio e truffa aggravata e continuata in danno di Ente Pubblico.
Le misure cautelari sono state emesse dal tribunale di Palmi su richiesta della procura e sono rispettivamente 4 ordini di custodia cautelare agli arresti domiciliari e di 20 obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria. Dalle indagini sarebbe emersa la piena responsabilità di tutti gli indagati, i quali attestavano falsamente la presenza in servizio e poi, violando i doveri inerenti alla loro qualità di dipendenti del Comune, omettevano di prestare servizio e facevano risultare fittiziamente la loro presenza in ufficio.

giovedì 21 aprile 2016

REGGIO CALABRIA, coprivano gli errori in reparto, 4 medici arrestati


REGGIO CALABRIA, 21 aprile - Quattro medici sono stati sottoposti agli arresti domiciliari dalla Procura diReggio Calabria con l'accusa di aver coperto errori commessi su pazienti nei reparti di Ostetricia e Ginecologia, di Neonatologia e di Anestesia degli "Ospedali riuniti". Inoltre altri sei medici e un'ostetrica sono stati sospesi. Secondo quanto emerso nelle indagini volevano evitare di incorrere nelle responsabilità soprattutto giudiziarie. medici avrebbero messo in atto un vero e proprio un sistema di copertura illecito in occasione di errori commessi in interventi su singole gestanti o altri pazienti.
A portare ad arresto e sospensione dei medici sono state le indagini della Guardia di finanza di Reggio Calabria riguardanti la morte di due neonati e le lesioni irreversibili riportate da un altro bimbo, dichiarato invalido al 100 per cento. Inoltre, l'inchiesta ha riguardato anche traumi e crisi epilettiche di una partoriente, il presunto procurato aborto di una donna non consenziente e le lacerazioni di parti intime e connotative di altre. Alcuni degli indagati oggi non sono più in servizio al presidio ospedaliero "Bianchi-Melacrino-Morelli" (cioè gli "Ospedali Riuniti"). Gli arresti domiciliari e la sospensione dalla professione per 12 mesi sono stati disposti dal gip su richiesta della Procura Per i medici le accuse sono quelle di falso ideologico e materiale, soppressione, distruzione e occultamento di atti veri e interruzione della gravidanza senza consenso della donna. Il presunto sistema di copertura degli errori, secondo l'accusa, sarebbe stato condiviso dall'intero apparato sanitario.

lunedì 22 febbraio 2016

MOLOCHIO (Rc), uccide a fucilate la moglie dopo un litigio


REGGIO CALABRIA, 22 febbraio - Una donna, Annamaria Luci di 55 anni, è stata uccisa con colpi di fucile a Molochio, in provincia di Reggio Calabria. 
A sparare è stato il marito, Salvatore Morabito, 65 anni, che in un primo momento si è dato alla fuga. Poi, sentendosi braccato dai carabinieri di Taurianova, si è consegnato ai militari
L'omicidio, secondo quanto si è appreso successivamente, è avvenuto nell'abitazione dei due. Secondo una prima ricostruzione fatta dei carabinieri, tra marito e moglie ci sarebbe stato l'ennesimo litigio per questioni familiari, al culmine del quale l'uomo ha preso un fucile calibro 12 caricato a pallini, detenuto regolarmente, ed ha sparato contro la moglie uccidendola
Quindi si è allontanato per andare poco dopo a consegnarsi ai carabinieri.

venerdì 29 gennaio 2016

REGGIO CALABRIA, arrestati in un bunker due capicosca di 'ndrangheta


REGGIO CALABRIA, 29 gennaio - Giuseppe Ferraro e Giuseppe Crea, ricercati di 'ndrangheta latitanti rispettivamente dal 1998 e dal 2006, sono stati arrestati dalla polizia in provincia di Reggio Calabria, Melicucco e Rizziconi. I due erano nascosti in un bunker, all'interno del quale gli agenti hanno trovato anche un vero e proprio arsenale di armi. Il bunker era nascosto dentro un costone in una località chiamata Agro di Maropati. Si tratta di una costruzione in metallo dotata all'interno di tutti i comfort.
I due arrestati sono due importanti boss locali. Giuseppe Ferraro, latitante dal 1998, deve scontare una condanna all'ergastolo per omicidio e associazione mafiosa, mentre Giuseppe Crea, irreperibile dal 2006, è stato condannato per associazione mafiosa. Entrambi sono capicosca.

sabato 8 agosto 2015

Fatti della Vita/ REGGIO CALABRIA, sbarcati 800 migranti salvati da una motonave


REGGIO CALABRIA, 8 agosto - Nel porto di Reggio Calabria è giunta la motonave "Siem Pilot" dalla quale sono sbarcati 800 migranti di varie nazionalità. Ci sono 658 uomini, 94 donne (di cui quattro incinte) e 48 minori. Le condizioni di salute dei migranti sono buone, ma per due persone si è reso necessario il ricovero in ospedale per accertamenti. Le attività di primo soccorso e assistenza sono coordinate dalla Prefettura di Reggio Calabria.

mercoledì 22 luglio 2015

Le mani della 'NDRANGHETA sui giochi on line, 41 misure cautelari, sequestrati BENI PER 2 MILIARDI


REGGIO CALABRIA, 22 luglio - Duro colpo al gioco illecito on line controllato dalla 'ndrangheta: in corso di esecuzione 41 ordinanze di custodia cautelare e il sequestro di 56 imprese nazionali ed estere, 1.500 punti commerciali e 82 siti nazionali e internazionali, per un valore stimato pari a circa 2 miliardi di euro. A capo dell'attività di riciclaggio c'era il boss della 'Ndrangheta Francesco Ietto, già ai domiciliari nella sua casa di San Colombano al Lambro, nel milanese, per associazione a delinquere di stampo mafioso. Dalle prime luci dell'alba personale dei comandi provinciali dei Carabinieri e della Guardia di finanza, della Squadra mobile della Polizia di Stato e della Direzione investigativa antimafia (Dia) di Reggio Calabria unitamente al Servizio centrale di investigazione sulla criminalità organizzata (Scico) e al nucleo speciale Frodi tecnologiche di Roma della Gdf stanno effettuando su tutto il territorio nazionale un'imponente operazione, sotto il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia (Dda) di Reggio Calabri, volta all'esecuzione di 28 ordinanze di custodia cautelare in carcere, 13 misure cautelari degli arresti domiciliari, cinque divieti di dimora, cinque obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria, nonché al sequestro dei beni per 2 miliardi di euro.

mercoledì 17 giugno 2015

REGGIO CALABRIA, tonnellate di coca arrivavano dalla Colombia in barca a vela, 34 arresti

REGGIO CALABRIA, 17 giugno - I finanzieri del Gruppo investigazione criminalità organizzata (Gico) di Catanzaro hanno eseguito 34 misure cautelari nei confronti di presunti affiliati alla 'ndrangheta responsabili di un traffico internazionale di droga dalla Colombia. Arresti anche in Spagna. All'inchiesta, della Dda di Reggio Calabria, ha collaborato la Dea americana. Quattro tonnellate di cocaina sono state sequestrate durante le indagini dei finanzieri del Gico che stamani hanno portato agli arresti nell'operazione della Dda di Reggio Calabria "Santa Fe" in collaborazione con Dea e Guardia civil spagnola. 

La droga viaggiava dalla Colombia su barche a vela dirette in Spagna. Nella notte tra il 25 e 26 agosto 2014 unità navali spagnole con il supporto aereo portoghese hanno abbordato una barca con 856 kg di cocaina. Altri 725 kg erano su un veliero abbordato al largo delle Canarie all'inizio dell'anno.


Identificato narcos aderente alle Farc
 Un narcotrafficante fornitore di cocaina alle cosche di 'ndrangheta calabresi ed esponente di spicco dell'organizzazione paramilitare colombiana Farc è stato identificato nel corso delle indagini condotte dalla Dea americana in sinergia con la sezione Goa del Gico della Guardia di finanza di Catanzaro in Brasile, Argentina, Repubblica Dominicana, Colombia, Spagna e Montenegro. Paesi nei quali, secondo l'accusa, erano radicati o i principali esponenti dell'organizzazione calabrese indagata e soggetti ad essi collegati. Il narcotrafficante, è stato riferito, è oggetto di grande attenzione da parte delle forze speciali colombiane e americane, che impiegano anche i Navy Seals, dal momento che la sua cattura è ostacolata dal fatto che opera all'interno della Foresta Amazzonica dove dispone di basi operative, raffinerie e di un imponente apparato per la sua sicurezza.

sabato 28 marzo 2015

REGGIO CALABRIA, spara due colpi in aria davanti al teatro dove c'erano giudici e il ministro Orlando. Preso

L'auto dello sparatore
REGGIO CALABRIA, 28 marzo -  Un uomo ha sparato in aria due colpi di pistola calibro 7,65 davanti al teatro Cilea di Reggio Calabria, dove si tiene il congresso di Magistratura democratica al quale partecipa il ministro della Giustizia Andrea Orlando. L'uomo, il 61enne Fausto Bortolotti, originario di Bergamo ma residente a Ventimiglia, nell'Imperiese, ha cercato di fuggire ma è stato arrestato: è già noto alle forze dell'ordine per furto e rapinaHa sparato senza scendere dall'auto, una vecchia Suzuki rossa: si è fermato dietro una delle macchine della scorta dei magistrati che partecipano al congresso ed ha sparato il primo colpo. Quindi ha iniziato a muoversi esplodendo il secondo. Fatti neanche 20 metri, è stato bloccato dai poliziotti di una delle scorte e poi preso in consegna dai carabinieri di una gazzella. Al momento dell'arresto non ha opposto resistenza. l'arma, una calibro 7,65 con un colpo in canna e quattro nel caricatore, è stata recuperata.
Il congresso di Magistratura democratica, intanto, è proseguito regolarmente: in sala nessuno si è accorto di nulla. Chi invece era in prossimità dell’ingresso ha sentito prima un colpo e subito dopo le sirene dei carabinieri. Pochi però hanno pensato che il colpo potesse essere uno sparo.
Il ministro della Giustizia Andrea Orlando ha detto: «Grazie alle forze dell’ordine che hanno fermato l’uomo, non tanto per la mia incolumità quanto per la sicurezza delle altre persone visto che gli spari sono avvenuti in una strada in pieno centro».

domenica 2 febbraio 2014

Maltempo, paese isolato nel Reggino


REGGIO CALABRIA - Pioggia, vento e mareggiate stanno flagellando la Calabria. Nel vibonese una frana sta interessando il centro abitato di Arena con alcune abitazioni e una chiesa medievale a rischio. Nel reggino, sempre per una frana, è isolata la frazione di Natile di Careri. Le mareggiate hanno provocato danni ai lungomare di Monasterace, Marina di Caulonia, Roccella e Siderno. Nel catanzarese, crotonese e reggino alberi caduti e allagamenti. A Catanzaro alcune abitazioni sono senza corrente.

mercoledì 29 gennaio 2014

Sequestrato a Brancaleone (RC) complesso turistico abusivo da 200 milioni ('ndrangheta?)


REGGIO CALABRIA - La Guardia di finanza ha sequestrato a Brancaleone un complesso turistico-residenziale del valore di 200 milioni di euro, alla cui realizzazione sarebbero state interessate le cosche di 'ndrangheta degli Aquino e dei Morabito.  Il sequestro è stato fatto dal Comando provinciale di Reggio Calabria e dallo Scico di Roma delle Fiamme gialle, in esecuzione di un decreto di sequestro preventivo emesso dal gip del Tribunale reggino su richiesta della Dda. Cinque persone, tra imprenditori e pubblici funzionari, sono state denunciate in stato di libertà con l'accusa di abuso d'ufficio e falsità ideologica aggravati dalla finalità di agevolare l'attività della 'ndrangheta, oltre che per reati paesaggistici ed urbanistici. Le indagini, coordinate dalla Dda di Reggio Calabria, hanno portato ad accertare la realizzazione nella zona jonica reggina, parte della quale sottoposta a vincolo paesaggistico, di opere abusive di imponente portata a favore delle due cosche di 'ndrangheta. Decine di ville realizzate su un ex terreno agricolo prospiciente il mare destinato ad uso turistico-residenziale grazie alla complicità di settori amministrativi comunali: è questo il complesso "Gioiello del mare" sequestrato. Il cambio d'uso del terreno sul quale è stato realizzato il complesso turistico è stato ottenuto, secondo quanto è emerso dalle indagini, grazie ad una variante dello strumento urbanistico comunale che sarebbe stata illegittima. Tra le cinque persone denunciate c'è anche il dirigente dell'ufficio tecnico del Comune di Brancaleone, l'architetto Carmelo Borrello, di 45 anni, responsabile del procedimento in base al quale è stato realizzato il complesso turistico. Il sequestro e le denunce di oggi rappresentano il seguito dell'operazione Metropolis che nel marzo del 2013 portò all'arresto di alcuni imprenditori collegati alle stesse cosche di 'ndrangheta coinvolte nell'operazione odierna. Tra di loro, due, Antonio Cuppari, di 50 anni, e Domenico Vitale, di 40, sono tra i cinque denunciati di oggi. Le altre persone coinvolte sono gli imprenditori Antonio Toscano, di 43 anni, e Antonino Iriti, di 56.
Beni per 12 milioni di euro sono stati sequestrati agli imprenditori Giuseppe e Pasquale Mattiani, di 79 e 51 anni, padre e figlio. Il provvedimento di sequestro, al termine di indagini condotte dalla Dda, è stato emesso dai giudici del tribunale di Reggio Calabria. Ai Mattiani sono stati sequestrati una villa, un fabbricato composto da quattro appartamenti, un immobile commerciale e vari terreni siti a Palmi, oltre ad altri tre immobili in zone lussuose di Roma. Il 12 novembre scorso a Giuseppe e Pasquale Mattiani furono già sequestrati beni per 150 milioni di euro, tra cui due alberghi a quattro stelle: l'hotel Gianicolo a Roma e l'Arcobaleno a Palmi.

giovedì 19 dicembre 2013

Reggio Calabria, riapre sabato la sala del Museo nazionale con i Bronzi di Riace


REGGIO CALABRIA - Riapre sabato 21 dicembre la sala dei Bronzi di Riace del Museo nazionale di Reggio Calabria. Ad inaugurarla saranno il ministro dei Beni culturali, Massimo Bray, e il presidente della Regione Calabria, Giuseppe Scopelliti. Il ministro Bray ha affermato che "si tratta dell'esposizione di un patrimonio culturale della Calabria, ma anche dell'intera umanità". Secondo il presidente Scopelliti, la Calabria può "mettere in mostra la sua vera natura: quella culturale".