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martedì 8 agosto 2017

Il Quirinale e Palazzo Chigi confermano la fiducia in MINNITI


ROMA, 8 agosto - Il ministro degli interni Minniti  partecipato al Consiglio dei ministri dopo che da domenica si sono diffuse indiscrezioni sulle divergenze con Delrio sulla gestione del dossier migranti. Ma in serata sia il Quirinale, sia Palazzo Chigi hanno confermato la fiducia al suo operato. Grande apprezzamento per il lavoro di Minniti è stato espresso dal Colle. Dagli ambienti del Quirinale trapela l'apprezzamento del Presidente della Repubblica per l'impegno spiegato in queste settimane, particolarmente riguardo al governo del fenomeno migratorio. Negli stessi ambienti si fa rilevare anche il valore del codice di condotta per le ONG, condiviso con larga convergenza in sede parlamentare.


Fonti di Palazzo Chigi sottolineano come grazie alla azione e al lavoro, in particolare del Viminale, i risultati sul fronte del contrasto del traffico di esseri umani dalla Libia e del fenomeno migratorio comincino ad arrivare. Frutto dell'impegno di tutto il governo e delle strutture che stanno dando attuazione al codice di condotta per le ONG, voluto dal ministro Minniti, assieme alla cooperazione con la Libia e al contributo della guardia costiera libica.
E per il ministro della Giustizia, Andrea Orlando "dobbiamo disciplinare il settore senza correre il rischio di una criminalizzazione indiscriminata": non può passare il messaggio, come mediaticamente in parte sta avvenendo, che le ong siano quasi una promanazione degli scafisti". Di questo tema si è parlato in Consiglio dei ministri? E' stato chiesto al ministro. "No, non se ne è parlato", ha risposto il ministro. Secondo Orlando servono "regole" ma "le regole da sole non bastano. Alcune ong possono anche essersi macchiate di qualche azione non esemplare, ma in questi anni hanno svolto un ruolo importantissimo salvando migliaia di vite. Quindi far passare il messaggio, come sta avvenendo in parte mediaticamente, che siano quasi una promanazione degli scafisti, credo sia un errore".
In serata il ministro, a In Onda su La7, ha detto: "E' giusto cominciare a muoversi e a emanare decreti sull'accoglienza ma bisogna stare molto attenti a evitare banalizzazioni ovvero dire che siamo in emergenza, non è vero che è una invasione che non ha precedenti nella storia". Poi ancora: "Non possiamo chiedere alle Ong di essere il braccio operativo del governo italiano". "Le Ong però - aggiunge il ministro - si devono rendere conto che l'Italia sta facendo uno sforzo. Bisogna arrivare a un punto di intesa. Non può essere che uno Stato singolo agisca sulle Ong ma nemmeno le Ong possono agire come hanno sempre agito".
E intanto Sos Mediterranee, una delle Ong impegnate nel salvataggio di migranti al largo della Libia, tra quelle che non hanno firmato il codice di condotta, ha chiesto un incontro al Viminale per chiarire la sua posizione in vista della possibile sottoscrizione del codice. Lo si apprende da fonti qualificate secondo le quali l'incontro potrebbe tenersi giovedì. Al momento il codice delle Ong è stato firmato da Save the Children, Moas, Sea Eye, Proactiva Opens Arms. Non lo hanno ancora firmato, oltre a Sos Mediterranee, Medici senza frontiere, Sea-Watch e Jugend Retter, la cui nave Iuventa e' stata sequestrata con l'accusa di favorire l'immigrazione clandestina.
Dopo la mancata firma al codice delle ong "non siamo più i primi ad essere chiamati per i soccorsi, come accadeva prima. Sappiamo che lavoreremo di meno ma siamo sempre a disposizione della Guardia Costiera. Sappiano che noi ci siamo e siamo disponibili a collaborare": così all'ANSA, domenica, Michele Trainiti, capo progetto Sar della ong. "Ieri sera - ha precisato - nessuno ha chiesto di entrare a Lampedusa, nessuno ce lo ha vietato. Operazioni come quella di ieri sono usuali". Magari in altre condizioni, "ci saremmo potuti avvicinare di più" all'isola. "Msf - prosegue Trainiti - sta lavorando come sempre. La nostra posizione non cambia. E' sempre la Guardia Costiera che dà indicazioni sui soccorsi, che coordina le operazioni. Abbiamo sempre collaborato con la Guardia costiera e continueremo a farlo. Siamo in mare per salvare vite umane e lo faremo finché ce lo permetteranno. Ciò che vogliamo è lavorare in tranquillità".

lunedì 12 dicembre 2016

GENTILONI alle 17,30 al Quirinale


ROMA, 12 dicembre - "Ho finito le consultazioni, dalle quali sono emersi elementi utili. Ho cercato di conciliare l'esigenza di tempi stretti, così come indicato dalle parole di Sergio Mattarella, con quella di ascoltare tutti". Lo ha detto il premier incaricato, Paolo Gentiloni. "Alle 17.30 salirò al Quirinale", ha quindi annunciato.

venerdì 9 dicembre 2016

MELONI al Quirinale: vogliamo una data certa per le elezioni


ROMA, 9 dicembre - "E' pericoloso un governo senza una data certa delle elezioni e noi non siamo disponibili a sostenere il quarto esecutivo di fila che arriva senza libere elezioni". Lo ha detto la leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, al termine delle consultazioni al Quirinale. "La road map del nostro partito prevede di arrivare a una legge elettorale entro la fine dell'anno, quindi scioglimento a gennaio e voto entro marzo", ha aggiunto.

mercoledì 7 dicembre 2016

Dopo la direzione Pd, Renzi al Quirinale per rassegnare le dimissioni


ROMA, 7 dicembre -  Matteo Renzi è arrivato al Quirinale per rassegnare le dimissioni al presidente Mattarella poco dopo la direzione del Pd. "Siamo il partito - ha detto nel discorso di fronte al partito - di maggioranza relativa. Dobbiamo dare una mano al presidente della Repubblica a chiudere la crisi" di governo "nelle modalità che individuerà". Lo ha detto Matteo Renzi alla direzione Pd. "Un passaggio interno" di riflessione sul risultato del referendum "sarà molto duro nella chiarezza che deve contraddistinguere il Partito democratico, ma dovrà arrivare dopo la crisi di governo che si dovrà aprire adesso". "Propongo - ha detto Renzi facendo intuire che lui non farà parte della delegazione - che ci sia una delegazione al Quirinale composta da uno dei due vicesegretari, Guerini, dal presidente" Matteo Orfini "e dai due capigruppo" Ettore Rosato e Luigi Zanda. "Propongo che la direzione sia convocata in modo permanente per consentire alla delegazione di venire a riferire quando vi saranno elementi di novità", aggiunge.
"Noi - ha detto Renzi in un altro passaggio - non abbiamo paura di niente e nessuno, se gli altri vogliono andare a votare, dopo la sentenza della Consulta, lo dicano perché qui si tratta tutti di assumersi la responsabilità. Il Pd non ha paura della democrazia e dei voti".  "Mi assumo tutte le responsabilità per la vittoria del No" ha poi detto il premier . Il post referendum avrà "ripercussioni sul Parlamento e sul partito", ha spiegato.
A meno di mezz'ora dall'inizio della direzione Renzi aveva già anticipato le sue intenzioni nella sua e-news e la linea è: o governo di responsabilità con il sostegno di tutti o voto. "Toccherà - sottolinea Renzi - ai gruppi parlamentari decidere che cosa fare. Vorranno andare subito a elezioni? Nel caso si dovrà attendere la Sentenza della Consulta di martedì 24 gennaio e poi votare con le attuali leggi elettorali, come modificate dalla Corte". "Se i gruppi vorranno invece andare avanti con questa legislatura, dovranno indicare la propria disponibilità a sostenere un nuovo Governo che affronti la legge elettorale ma soprattutto un 2017 molto importante a livello internazionale".

lunedì 5 dicembre 2016

RENZI stasera al Quirinale per le sue dimissioni. Irrevocabili


ROMA, 5 dicembre - Matteo Renzi tornerà questa sera al Quirinale - dopo il necessario passaggio del Consiglio dei ministri - per presentare le proprie dimissioni che al momento, confermano fonti concordanti, sarebbero irrevocabili. L'ipotesi maggiormente accreditata fino a questo momento è che Renzi possa restare fino all'approvazione della Legge di Bilancio da varare in Senato in tempi brevissimi, già entro venerdì. Il presidente del Consiglio in mattinata si è recato al Quirinale per un colloquio di oltre un'ora con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Alle 18.30 è previsto la riunione del Consiglio dei ministri già annunciata ieri da Renzi.
Il presidente della Repubblica in una nota, dopo il voto di ieri, ha ricordato che "Vi sono di fronte a noi impegni e scadenze di cui le istituzioni dovranno assicurare in ogni caso il rispetto, garantendo risposte all'altezza dei problemi del momento". "L'Italia è un grande Paese con tante energie positive al suo interno. Anche per questo occorre che il clima politico, pur nella necessaria dialettica, sia improntato a serenità e rispetto reciproco".  "L'alta affluenza al voto, registratasi nel referendum di ieri, è la testimonianza di una democrazia solida, di un Paese appassionato, capace di partecipazione attiva". 

mercoledì 22 giugno 2016

Controllo antidoping a sorpresa per ELISA RIGAUDO. Al Quirinale!


ROMA, 22 giugno - Controllo antidoping a sorpresa per la marciatrice italiana Elisa Rigaudo. Ispettori della Iaaf si sono presentati al Quirinale per sottoporre l'atleta ai test durante lo svolgimento della cerimonia della consegna del tricolore ai portabandiera azzurri per Rio 2016. Non ammessi, il test su sangue e urine è stato rinviato al momento in cui Rigaudo, con tutti gli altri azzurri, avrebbe raggiunto la Casa delle Armi al Foro Italico. "Un controllo assolutamente normale". Così Elisa Rigaudo commenta il controllo antidoping a sorpresa. La Rigaudo, per quell'orario aveva infatti correttamente inserito nei 'whereabout' il Qurinale come luogo della sua reperibilità. Alla fine il controllo è stato effettuato al Foro Italico. Il presidente Giomi ha voluto sottolineare la 'gaffe' degli ispettori parlando di "scortesia istituzionale" mentre la Rigaudo si è anche concessa una battuta di spirito "è come se lei andasse dalla Merkel quando vanno in visita gli atleti tedeschi...", le sue parole.

martedì 10 marzo 2015

QUIRINALE, giro di vite sulle auto blu


ROMA, 10 marzo - Giro di vite sulle auto blu del Quirinale. Con un decreto del nuovo Capo dello Stato, Sergio Mattarella, diramato la scorsa settimana, scende drasticamente l'uso delle auto di servizio in dotazione alla Presidenza della Repubblica. Le auto assegnate in modo stabile restano infatti solo due: quella dello stesso Presidente e quella del segretario generale. Nella circolare si stabiliscono per gli altri inquilini del Quirinale un servizio legato solo ad esigenze di lavoro. Non avranno dunque più' un'auto personale nè i familiari del Presidente nè la moglie del segretario generale. Anche i consiglieri e i capi degli uffici dovranno poi adeguarsi a una sorta di car sharing: nessuno avrà più un'auto di servizio assegnata in pianta stabile ma tutti si dovranno avvalere del parco auto del Quirinale, secondo le esigenze legate all'impegno professionale. Questo vuol dire che l'auto potrà accompagnare i vertici dell'amministrazione solo entro l'orario di lavoro e solo entro Roma. Le missioni fuori Roma dovranno essere autorizzate e solo in caso di esigenze di servizio. I consiglieri, poi, potranno essere accompagnati al termine del loro lavoro dall'ufficio al domicilio o ad altro luogo, ma l'auto non li potrà più aspettare. Viene così a esaurirsi di fatto il servizio notturno, salvo in casi eccezionali legati all'impegno di lavoro. Quanto al parco macchine per gli ex presidenti e per i loro familiari, resta l'assegnazione ai presidenti emeriti, alla vedova e al figlio maggiore convivente. Ma anche in questo caso l'auto per i familiari, il cui uso non e' cedibile a nessuno, non può lasciare il comune di Roma.

sabato 22 febbraio 2014

Han giurato, adesso il governo c'è


ROMA - Il giuramento di Renzi
ROMA - I ministri al Quirinale
ROMA - Il presidente del Consiglio Matteo Renzi e tutti i ministri hanno giurato nelle mani del Presidente della Repubblica. Il governo è ora nella pienezza dei poteri. Dopo Matteo Renzi, la prima a giurare è Maria Elena Boschi, il ministro più giovane della compagine, in completo pantaloni avion acceso. Segue Marianna Madia, anche lei giovanissima, "all black".E poi, via via, tutti gli altri.
Oggi il primo consiglio dei ministri (con il passaggio delle consegne con Enrico Letta), lunedì il discorso programmatico del nuovo governo al Senato e la fiducia, martedì la fiducia alla Camera.

Ecco i "magnifici (?) sedici" che giurano oggi alle 11 al Quirinale


ROMA - Il Renzi One - sedici ministri, otto donne - giurerà oggi alle 11,30 e il premier si premura di spiegare che il suo è un governo per le riforme e di legislatura, con l'obiettivo di "fare cose fin da domani" e "fino al 2018".
Ripetiamo la lista dei sedici ministri (otto donne), età media 47 anni:  ha 64 anni il ministro più "anziano" del governo Renzi, Pier Carlo Padoan. Mentre la più giovane, Maria Elena Boschi (1981), batte la più giovane della squadra di Letta, Nunzia De Girolamo (1975):

Ministri con portafoglio
Ministro agli Affari Esteri: Federica Mogherini (Pd)
Ministro dell'interno Angelino Alfano (Ncd)
Ministro della giustizia: Andrea Orlando (Pd)
Ministro della Difesa: Roberta Pinotti (Pd)
Ministro delle Finanze: Pier Carlo Padoan
Ministro dello Sviluppo Economico: Federica Guidi
Ministro delle politiche agricole: Maurizio Martina (Pd)
Ministro dell'ambiente: Gianluca Galletti (Udc)
Ministro delle Infrastrutture: Maurizio Lupi (Ncd)
Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali: Giuliano Poletti
Ministro dell'Istruzione: Stefania Giannini (Sc)
Ministro dei Beni Culturali: Dario Franceschini (Pd)
Ministro della Salute: Beatrice Lorenzin (Ncd)

Ministri senza portafoglio
Ministro delle Riforme costituzionali e rapporti col Parlamento:Maria Elena Boschi (Pd)
Ministro della Semplificazione della Pubblica Amministrazione:Marianna Madia (Pd)
Ministro degli Affari Regionali: Maria Carmela Lanzetta (Pd)