ROMA 3 marzo - Serriamo le fila e cerchiamo di mettere al riparo il governo dalle fibrillazioni di questi giorni. Lo ha detto detto il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni in apertura del Consiglio dei ministri, a quanto confermano diverse fonti. A margine della riunione, a quanto si apprende, il premier avrebbe espresso vicinanza al ministro Luca Lotti per gli attacchi ricevuti in questi giorni. Gentiloni non avrebbe fatto riferimento esplicito alla vicenda Consip, che in questi giorni ha scelto di non commentare.
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venerdì 3 marzo 2017
GENTILONI ai ministri: serriamo le fila
ROMA 3 marzo - Serriamo le fila e cerchiamo di mettere al riparo il governo dalle fibrillazioni di questi giorni. Lo ha detto detto il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni in apertura del Consiglio dei ministri, a quanto confermano diverse fonti. A margine della riunione, a quanto si apprende, il premier avrebbe espresso vicinanza al ministro Luca Lotti per gli attacchi ricevuti in questi giorni. Gentiloni non avrebbe fatto riferimento esplicito alla vicenda Consip, che in questi giorni ha scelto di non commentare.
lunedì 12 dicembre 2016
MINISTRI, chi c'è, chi spera, chi è fuori
ROMA, 12 dicembre - Il toto-ministri impazza e i grandi quotidiani cercano di anticipare la ‘squadra’ di Gentiloni. Tutte le testate concordano nel ritenere che resteranno nell’esecutivo Angelino Alfano (al Viminale o alla Farnesina), Pier Carlo Padoan, Andrea Orlando, Dario Franceschini (al MiBac o alla Farnesina), Roberta Pinotti, Carlo Calenda (al Mise o alla Farnesina), Grazianio Delrio e Maria Elena Boschi (depotenziata: perderebbe le Riforme e manterrebbe le Pari opportunità e i Rapporti col Parlamento). Sicuri silurati i ministri del governo Renzi dell’Istruzione (Stefania Giannini), del Lavoro (Giuliano Poletti) e dell’Ambiente (Gianluca Galletti). Riconfermato anche il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Luca Lotti che, secondo alcuni giornali, potrebbe assumere anche la delega ai servizi segreti. Un passaggio che però innescherebbe una serie di spostamenti di poltrone. Un altro elemento politico importante è la probabile entrata nell’esecutivo di Ala, il gruppo di Denis Verdini, che potrebbe avere uno o due ministeri, seppure non di primo piano.
I nomi ‘noti’, infine, che potrebbero entrare nel governo Gentiloni sono quelli di Piero Fassino e Pier Ferdinando Casini (Esteri), Marco Minniti (Interno), Ermete Realacci (Ambiente), Anna Finocchiaro e Roberto Giachetti (Riforme), Marcello Pera e Giuliano Urbani (Istruzione).
Paolo Gentiloni, premier incaricato da Sergio Mattarella di formare il nuovo governo, concluderà oggi verso le 13.30 le consultazioni e poi, come promesso, potrebbe subito sciogliere la riserva e salire al Quirinale.
I ministri confermati:
- Pier Carlo Padoan all’Economia
- Andrea Orlando alla Giustizia
- Roberta Pinotti alla Difesa
- Dario Franceschini ai Beni culturali
- Graziano Delrio alle Infrastrutture
- Maria Elena Boschi alle Pari opportunità e i Rapporti con il Parlamento (cede le Riforme)
- Luca Lotti resta sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega ai servizi segreti
I nuovi ministri:
- Ministro degli Esteri. Angelino Afano, che lascia il Viminale
- Ministro dell’Interno. Marco Minniti che lascia i servizi segreti a Lotti
- Ministro per le Riforme. Anna Finocchiaro sostituirebbe Maria Elena Boschi
- Ministro dell’Istruzione. Al posto di Stefania Giannini arriverebbe Teresa Bellanova o Tommaso Nannicini
- Ministro dell’Ambiente. Al posto di Gianluca Galletti è concreta l’ipotesi di Ermete Realacci
Ministri confermati:
- Angelino Alfano all’Interno, anche se potrebbe traslocare al ministero degli Esteri (a succedergli al Viminale sarebbe Marco Minniti, che lascerebbe la delega ai Servizi segreti a Luca Lotti)
- Pier Carlo Padoan all’Economia
- Enrico Costa agli Affari regionali.
- Dario Franceschini ai Beni culturali
- Andrea Orlando alla Giustizia
- Graziano Delrio alle Infrastrutture e Trasporti
- Roberta Pinotti alla Difesa
- Maria Elena Boschi alle Pari opportunità e i Rapporti con il Parlamento (cede le Riforme)
- Maurizio Martina all’Agricoltura
- Carlo Calenda alle Attività produttive e Sviluppo economico se non passerà agli Esteri
- Luca Lotti resta sottosegretario alla Presidenza del Consiglio
I nuovi ministri:
- Ministro degli Esteri. In lizza per il dicastero lasciato libero da Gentiloni ci sarebbebbero Angelino Alfano, Piero Fassino, Carlo Calenda. Il Sole riferisce che secondo voci che circolano in ambienti parlamentari in corsa ci sono anche Pier Ferdinando Casini, ex presidente della Camera oggi a capo della commissione Esteri e l'ambasciatrice Elisabetta Belloni, attuale segretario generale della Farnesina, molto stimata da Gentiloni.
- Ministro per le Riforme. Maria Elena Boschi cederebbe il dicastero a Emanuele Fiano
- Ministro dell’Istruzione. Stefania Giannini potrebbe lasciare viale Trastevere a favore di Francesca Puglisi, senatrice e responsabile Scuola del Pd
- Ministro della Pubblica amministrazione. A rischio la conferma di Marianna Madia
- Ministro della Salute. In dubbio la conferma di Beatrice Lorenzin
- Ministro del Lavoro. Giuliano Poletti dovrebbe cedere il posto a Teresa Bellanova, ex sindacalista Cgil, oggi viceministro allo Sviluppo economico.
Anche per il Sole il gruppo Ala di Denis Verdini dovrebbe ottenere un ministero. Tra le possibili novità, l’upgrade a ministro (oggi è vice di Pier Carlo Padoan a via XX settembre) per Enrico Zanetti. Nella lista di Verdini, però, ci sarebbero anche Marcello Pera, ex presidente del Senato e Saverio Romano.
Ministri confermati:
- Angelino Alfano all’Interno
- Beatrice Lorenzin alla Salute
- Maria Elena Boschi ai Rapporti con il Parlamento e le Pari Opportunità (perde le Riforme)
- Carlo Calenda allo Sviluppo economico
- Andrea Orlando alla Giustizia
- Marianna Madia alla Pubblica amministrazione
- Pier Carlo Padoan all’Economia
- Roberta Pinotti alla Difesa
- Dario Franceschini alla Cultura se non andrà agli Esteri
- Luca Lotti resta sottosegretario alla Presidenza del Consiglio
I nuovi ministri:
- Ministro degli Esteri. In ‘pole’ per sostituire Gentiloni è l’ambasciatrice Elisabetta Belloni, già suo capo di gabinetto e prima donna segretario generale della Farnesina. Altri candidati forti sono l’ex sindaco di Torino Piero Fassino sponosizzato da Franceschini e lo stesso titolare del MiBac. Un quarto candidato possibile è Carlo Calenda, già ambasciatore italiano a Bruxelles, ma un suo incarico creerebbe il problema di trovare un nuovo inquilino per il Mise.
- Ministro per le Riforme. Da Maria Elena Boschi passerebbero a Roberto Giachetti, ex candidato Pd al Campidoglio
- Ministero del Lavoro. Giuliano Poletti non sarà confermato e sarà sostituito da Teresa Bellanova, ex sindacalista Cgil e ora vice ministro del Mise e già sottosegretaria al Lavoro.
- Ministero dell’Istruzione. Stefania Giannini dovrebbe lasciare il posto alla senatrice Francesca Puglisi oppure alla deputata Simona Malpezzi, vicina a Lorenzo Guerini
- Ministero dell’Ambiente. Gianluca Galletti potrebbe traslocare al ministero per la Famiglia e al suo posto arriverebbe l’ex presidente di Legambiente e deputato Pd Ermete Realacci.
- Ministero delle Politiche agricole. Maurizio Martina dovrebbe lasciare per essere nominato vice segretario del Pd. Al suo posto un parlamentare di Ala, il gruppo di Verdini che avrebbe chiesto un ministero e alcune poltrone da sottosegretari per i suoi.
I ministri confermati:
- Angelino Alfano all’interno
- Pier Carlo Padoan all’Economia
- Roberta Pinotti alla Difesa
- Andrea Orlando alla Giustizia
- Dario Franceschini ai Beni culturali se non andrà agli Esteri
- Luca Lotti resta sottosegretario alla Presidenza del Consiglio
I nuovi ministri:
- Ministro degli Esteri. In pole anche per La Stampa c’è l’ambasciatrice Elisabetta Belloni che sarebbe un ministro ‘tecnico’. In lizza anche Piero Fassino, della corrente «Areadem» di Franceschini, o dello stesso ministro della Cultura che potrebbe trasferirsi dal centro al Lungotevere. Oppure, potrebbe arrivare Carlo Calenda, per un periodo ambasciatore italiano a Bruxelles.
- Ministro del Lavoro. Probabile l’abbandono di Giuliano Poletti che sarebbe sostituito con Teresa Bellanova, ex sindacalista Cgil, o con il sottosegretario alla presidenza Tommaso Nannicini.
- Ministro della Pubblica amministrazione. A rischio la conferma di Marianna Madia
- Ministro della Salute. A rischio anche la conferma di Beatrice Lorenzin
- Ministro dell’Istruzione. Stefania Giannini dovrebbe lasciare il posto a Francesca Puglisi. Ma c’è anche la possibilità che Ala, il gruppo di Verdini, chieda quella casella per l’ex presidente del Senato Marcello Pera o per l’ex ministro Giuliano Urbani
- Ministro dell’Ambiente. Gianluca Galletti potrebbe essere sostituito dall’ex presidente di Legambiente e deputato Pd Ermete Realacci
sabato 22 febbraio 2014
Ecco i "magnifici (?) sedici" che giurano oggi alle 11 al Quirinale
ROMA - Il Renzi One - sedici ministri, otto donne - giurerà oggi alle 11,30 e il premier si premura di spiegare che il suo è un governo per le riforme e di legislatura, con l'obiettivo di "fare cose fin da domani" e "fino al 2018".
Ripetiamo la lista dei sedici ministri (otto donne), età media 47 anni: ha 64 anni il ministro più "anziano" del governo Renzi, Pier Carlo Padoan. Mentre la più giovane, Maria Elena Boschi (1981), batte la più giovane della squadra di Letta, Nunzia De Girolamo (1975):
Ministri con portafoglio
Ministro agli Affari Esteri: Federica Mogherini (Pd)
Ministro dell'interno Angelino Alfano (Ncd)
Ministro della giustizia: Andrea Orlando (Pd)
Ministro della Difesa: Roberta Pinotti (Pd)
Ministro delle Finanze: Pier Carlo Padoan
Ministro dello Sviluppo Economico: Federica Guidi
Ministro delle politiche agricole: Maurizio Martina (Pd)
Ministro dell'ambiente: Gianluca Galletti (Udc)
Ministro delle Infrastrutture: Maurizio Lupi (Ncd)
Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali: Giuliano Poletti
Ministro dell'Istruzione: Stefania Giannini (Sc)
Ministro dei Beni Culturali: Dario Franceschini (Pd)
Ministro della Salute: Beatrice Lorenzin (Ncd)
Ministri senza portafoglio
Ministro delle Riforme costituzionali e rapporti col Parlamento:Maria Elena Boschi (Pd)
Ministro della Semplificazione della Pubblica Amministrazione:Marianna Madia (Pd)
Ministro degli Affari Regionali: Maria Carmela Lanzetta (Pd)
mercoledì 12 febbraio 2014
Futuribile governo Renzi: c’è già il totoministri
ROMA - Veloce e discontinuo. Il governo Renzi che potrebbe arrivare entro il weekend, dovrebbe nascere sotto questi due attributi. In attesa di capire se il Premier Letta cederà, già impazza il totoministri. Il sindaco di Firenze potrebbe arruolare tante nuove reclute: da Paolo Mieli ad Alessandro Baricco per la Cultura, da Tito Boeri e Andrea Guerra per l'Economia, da Oscar Farinetti per l'Agricoltura a Michele Vietti per la Giustizia.
In attesa che l'incontro Letta-Renzi previsto per oggi dia risposte sul futuro di Palazzo Chigi, circolano già i nomi dei nuovi ministri. Tanti infatti, i cambiamenti al vaglio dell'ex rottamatore.
Vice Presidenza del Consiglio - La posizione potrebbe rimanere al leader di Ncd Angelino Alfano al quale, però, verrebbe tolta la responsabilità del Viminale.
Ministero dell'Economia - I successori di Fabrizio Saccomanni potrebbero essere dei "tecnici", figure quindi attinte dalla finanza e dalle istituzioni internazionali e non dalla politica. Si fa il nome di Andrea Guerra, amministratore delegato di Luxottica, ma anche quello del professore Tito Boeri, e del vicesegretario generale dell'Ocse Piercarlo Padoan.
Ministero degli Interni - Al Viminale potrebbero andare Graziano Delrio o DarioFranceschini.
Ministero degli Esteri - La Farnesina andrebbe a Enrico Letta, ma se, come pare, la staffetta non sarà "consensuale" Emma Bonino resterebbe al suo posto.
Ministero della Giustizia - Quasi certa la sostituzione di Anna Maria Cancellieri con un nuovo nome. Si fa stada quello di Michele Vietti, vice presidente del Csm.
Ministero del Lavoro - Anche Enrico Giovannini avrebbe le ore contate: sulla sua poltrona potrebbero atterrare Guglielmo Epifani, ex sindacalista e segretario del Pd nella transizione Bersani-Renzi, ma non sono esclusi i nomi di Andrea Guerra di Luxottica e del prof. Tito Boeri, già fatti per il dicastero dell'Economia.
Ministero dello Sviluppo Economico - Andrea Guerra è considerato papabile anche per questo terzo ministero, insieme a Maurizio Martina esponente della corrente Dem interna al Pd. In ogni caso, Flavio Zanonato sarebbe rottamato.
Ministero della Difesa - Due signore potrebbero rimpiazzare Mario Mauro. I nomi sono per ora quelli di Federica Mogherini e Roberta Pinotti.
Ministero della Cultura - Sono outsider due dei quattro candidati a questo dicastero per ora in mano a Massimo Bray: "papabili" lo scrittore Alessandro Baricco e il giornalista e storico Paolo Mieli. Ma se le logiche della politica risultassero più forti rispetto a quelle della competenza, avrebbero buone chance pure Dario Franceschini e Gianni Cuperlo.
Ministero delle Infrastrutture - A Maurizio Lupi di Ncd potrebbe succedere il sindaco Pd di Bari, Michele Emiliano.
Ministero dell'Agricoltura - L'erede della dimissionata Nunzia De Girolamo, potrebbe essere il patron di Eataly Oscar Farinetti.
Ministero delle Riforme - A Gaetano Quagliariello potrebbe seguire la giovane esponente Pd Maria Elena Boschi.
Ministero dei Trasporti - Questa delega resterebbe in mano a Maurizio Lupi che al momento ha pure quella alle Infrastrutture.
Ministero dei Rapporti con il Parlamento - A Dario Franceschini seguirebbe l'attuale vice presidente della Camera, Roberto Giachetti.
Ministero dell'Ambiente - Quotata la conferma di Andrea Orlando.
Ministero della Sanità - Anche in questo caso non ci sarebbero modifiche e Beatrice Lorenzin resterebbe al suo posto.
venerdì 10 gennaio 2014
Venezuela, dimissionari tutti i ministri dopo l'assassinio dell'ex miss
| Monica Spear Mootz |
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