MILANO, 7 maggio - Un uomo, probabilmente di origini africane, di circa 25/30 anni si è impiccato sul lato della massicciata della Stazione Centrale di Milano che si affaccia su via Ferrante Aporti. L'allarme è scattato subito dopo mezzogiorno quando il corpo del migrante, ancora in vita, è stato notato sul muro della banchina rialzata dalla parte della strada e non dei binari, all'altezza del numero civico 81. Muro che sovrasta la via che ospita magazzini e locali Immediatamente sono arrivati i carabinieri, vigili del fuoco e 118 e l'uomo di cui non si conosce ancora l'identità perché privo di documenti, è stato trasportato a Niguarda dove poco dopo è morto. Si cerca di identificarlo con certezza. La prima ipotesi è che fosse uno dei migranti che frequentano la Stazione Centrale. "Un pensiero a questo cittadino senza dimora. E il bisogno di rafforzare ancora di più la rete degli interventi sociali. In questo Paese la priorità assoluta" ha detto l'assessore alle politiche sociali Pierfrancesco Majorino.
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domenica 7 maggio 2017
MILANO, giovane s'impicca sul lato della Stazione Centrale, forse è un migrante
MILANO, 7 maggio - Un uomo, probabilmente di origini africane, di circa 25/30 anni si è impiccato sul lato della massicciata della Stazione Centrale di Milano che si affaccia su via Ferrante Aporti. L'allarme è scattato subito dopo mezzogiorno quando il corpo del migrante, ancora in vita, è stato notato sul muro della banchina rialzata dalla parte della strada e non dei binari, all'altezza del numero civico 81. Muro che sovrasta la via che ospita magazzini e locali Immediatamente sono arrivati i carabinieri, vigili del fuoco e 118 e l'uomo di cui non si conosce ancora l'identità perché privo di documenti, è stato trasportato a Niguarda dove poco dopo è morto. Si cerca di identificarlo con certezza. La prima ipotesi è che fosse uno dei migranti che frequentano la Stazione Centrale. "Un pensiero a questo cittadino senza dimora. E il bisogno di rafforzare ancora di più la rete degli interventi sociali. In questo Paese la priorità assoluta" ha detto l'assessore alle politiche sociali Pierfrancesco Majorino.
sabato 6 maggio 2017
Migrante non vuole dare i suo cappellino allo scafista e lui lo uccide sul gommone
CATANIA, 6 maggio - E' attraccata al porto di Catania la nave 'Phoenix', della Ong Moas, con 394 migranti a bordo. Sulla nave anche il cadavere di un ragazzo trovato morto su un gommone, ucciso "a colpi di pistola perché non ha voluto dare il suo cappellino da baseball a un trafficante", come ha raccontato ieri la fondatrice dell'organizzazione non governativa, Regina Catrambone.
La vittima aveva 21 anni, era originario della Sierra Leone e viaggiava insieme a un fratello più grande. Il corpo presenta almeno un colpo di arma da fuoco, verosimilmente una pistola, forse sparato alle spalle. La sparatoria, il cui movente non è ancora stato confermato, sarebbe avvenuta su un gommone mentre il corpo è rimasto sul fondo del natante guardato dal fratello. Poi è stato recuperato dai soccorritori. La magistratura, che ha aperto un fascicolo, ha disposto l'autopsia.
Insieme ad altre organizzazioni Moas è stata al centro, di recente, delle polemiche sulle ong. "Io non lo vedo il procuratore Zuccaro. Noi vorremmo collaborare con tutti. Tutti mi chiedono di questo procuratore, ma io non lo conosco e credo che lui non conosca né me né mio marito - ha detto oggi Catambrone - Se bisogna fare un'indagine ben venga, ma non gli stillicidi mediatici, facciamoli nelle aule dei tribunali con le porte chiuse e con la segretezza...".
"Io mi domando come mai queste domande proprio in questo momento - ha aggiunto Catambrone - in cui stiamo sbarcando il corpo senza vita di un ragazzo che è morto per mano dei trafficanti veri. Noi non siamo trafficanti, noi siamo persone che non sono riuscite a restare indifferenti alle morti in mare".
"Dopo la terribile tragedia delle 368 persone morte al largo di Lampedusa - ha evidenziato - abbiamo partecipato a Mare Nostrum rispondendo anche all'appello dell'Europa che chiedeva un intervento concreto per aiutare l'Italia. Risposta che non c'è stata da nessuno, tranne che dalla società civile e da alcuni singoli, come me e mio marito. Abbiamo sempre cooperato con tutti, con Frontex, con la Marina militare italiana, e chiediamo rispetto per tutto il personale delle Ong e delle organizzazioni umanitarie che cooperano in mare".
"Non ho mai ricevuto telefonate da scafisti, noi odiamo i trafficanti di persone. Non ho parlato con nessuno di loro" ha affermato ancora Catambrone, ribadendo di "non avere avuto mai contatti con la Libia" e di avere "sempre parlato con la guardia costiera italiana".
"Ho visto - ha aggiunto - una strumentalizzazione da parte dei partiti politici. Per cosa poi? Per ottenere più voti? A noi questo non interessa, non facciamo politica, a noi interessa salvare vite umane".
Quanto ai conti dell'organizzazione non governativa, si è detta "pronta a consegnarli alla Procura se ce lo chiede, purché poi - ha precisato - restino riservati". Catrambone ha poi smentito di avere contatti con l'intelligence Usa definendole "gravissime illazioni senza fondamento forse legate al fatto che mio marito è un cittadino statunitense".
venerdì 17 febbraio 2017
CANNES, un migrante trovato morto (folgorato?) sul tetto di un treno in sosta
CANNES 17 febbraio -Un migrante è stato trovato morto sul tetto di un treno in sosta alla stazione di Cannes "La Bocca". L'uomo potrebbe essere morto folgorato. Il cadavere è stato trovato attaccato al pantografo del convoglio (il dispositivo installato sui veicoli ferroviari e tranviari che si collega ai cavi dell'alta tensione). Il treno era partito alle 5.30 dalla stazione di Ventimiglia Non è ancora chiaro se la vittima sia salita sul tetto del treno nella città di confine per espatriare abusivamente in Francia. Accertamenti sono in corso attraverso il sistema di videosorveglianza della stazione ferroviaria di Ventimiglia, per accertare se l'uomo sia salito in stazione e con quali modalità. Al momento sono in corso contatti tra le autorità italiane e francesi che hanno avvertito la polizia di Ventimiglia per ricostruire la vicenda.
sabato 16 aprile 2016
AUSTRALIA, migrante multato, aveva tentato il suicidio dopo la deportazione a NAURU
NAURU, 16 aprile - Un richiedente asilo iraniano è stato multato per aver cercato di uccidersi durante un tentativo di spostare lui e sua figlia da un centro finanziato dall'Australia sull'isola di Nauru. Sam Nemati ha ammesso la sua colpa ed è stata condannato a pagare 200 dollari australiani. Nemati era stato nel centro di detenzione per due anni.
L'Australia, trasferisce i migranti irregolari che cercano di raggiungere il paese in barca a Nauru, una piccola nazione insulare del Pacifico circa 3.000 km (a nord-est dell'Australia. In precedenza era amministrato da Australia, ma ha ottenuto l'indipendenza nel 1968.
'Metodo di protesta'
L'accusa aveva inizialmente chiesto una pena detentiva di due mesi per Nemati, sostenendo che una talecondanna poteva essere usato come deterrente."Siamo preoccupati che questo metodo di protesta viene utilizzato e vogliamo sradicare questa pratica", hanno detto i procuratori.
La coppia si era trasferita a Nibok Lodge nel mese di gennaio, dove il signor Nemati avva detto alla sua figlia che avrebbe più bambini con cui giocare. Tuttavia, le autorità hanno detto che non erano autorizzati a vivere lì e li ha sfrattati il 21 gennaio. Nemati è entrato in difficoltà quando gli ufficiali hanno cominciato a rimuovere le sue cose e ha tentato di togliersi la vita. E 'stato portato in ospedale per le cure mediche, prima di essere successivamente detenuto per due settimane nel mese di febbraio.
Vecchio codice penale
La legge contro il tentativo di suicidio in Nauru è basato sul codice penale del Queensland del 1899.
Tuttavia, mentre il Queensland da allora ha abrogato quella particolare legge, il tentato suicidio rimane illegale in Nauru.Altri reati esistenti nell'ambito del codice includono la stregoneria, magia e divinazione.
Australia e l'asilo
- Il numero dei richiedenti asilo che viaggiano in Australia via mare è aumentato notevolmente nel 2012 e all'inizio del 2013. Decine di persone sono morte nel viaggio.
- Per interrompere l'afflusso, il governo ha adottato misure severe intese come deterrente
- Chiunque arriva è detenuto. Nell'ambito della politica, i richiedenti asilo vengonoportati in centri come Nauru
Ai primi di febbraio, l'Alta Corte ha confermato la politica di asilo dell'Australia come legale secondo la costituzione del paese. La sentenza ha aperto la strada per circa 267 persone, tra cui 37 bambini, di essere deportati a Nauru.
lunedì 3 agosto 2015
Esteri/ ALMERIA, trovato morto soffocato in una valigia migrante clandestino
MADRID, 3 agosto - Un migrante marocchino di 27 anni ha tentato di entrare in Europa, via Spagna, chiuso in una valigia, che il fratello aveva sistemato nel bagagliaio dell'auto. Il giovane però è morto soffocato poco prima di arrivare sulla costa spagnola. Lo hanno riferito le autorità di Almeria. Il giovane marocchino è stato rinvenuto morto da suo fratello poco prima che il traghetto attraccasse sulla costa spagnola. Il fratello del giovane, che ha passaporto francese, è stato arrestato. Migliaia di immigrati cercano ogni anno di entrare illegalmente nell'Unione europea attraverso la Spagna.
E' ancora vivo il ricordo di Abou, il bimbo di otto anni di origini sub-sahariane che ha tentato di superare la dogana di Ceuta in una valigia per entrare in Europa e a cui ora le autorità hanno concesso il permesso di risiedere in Spagna con la sua famiglia. Un'altra storia della disperazione, finita una volta tanto bene.
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lunedì 30 giugno 2014
Migrante soccorso in mare e sospetto d'infezione isolato a bordo del pattugliatore Orione
ROMA - Durante le operazioni di soccorso effettuate domenica dal pattugliatore Orione della Marina Militare, per prestare assistenza ad un barcone, è stato identificato un caso sospetto di malattia infettiva di interesse per il regolamento internazionale dell'Organizzazione mondiale della sanità. Il paziente, ha reso noto il ministero della Salute, è stato isolato a bordo della nave che è tuttora in navigazione.
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