Visualizzazione post con etichetta ghiacciai. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ghiacciai. Mostra tutti i post

martedì 22 settembre 2015

FATTI DELLA VITA/ DENUNCIA WWF, i nostri ghiacciai si squagliano (-40%)


ROMA, 22 settembre - La superficie dei ghiacciai sulle nostre Alpi si è ridotta del 40% in poco più di 50 anni, passando dai 519 km quadrati del 1962 agli attuali 368 km. Il dato emerge dal rapporto "Ghiaccio bollente" del Wwf Italia, in cui l'associazione ambientalista descrive gli effetti del cambiamento climatico sui ghiacci del pianeta e, di conseguenza, sugli animali e sull'uomo.
"Il problema - sottolinea l'associazione - non è così remoto come sembra: dal ghiaccio del pianeta dipendono risorse idriche, mitigazione del clima, equilibrio degli Oceani, emissioni di gas serra". Il fenomeno di riduzione dei ghiacciai, spiega il Wwf, interessa soprattutto Artide e Antartide, dove l'aumento delle temperature è doppio rispetto alle altre aree del globo. Ma oltre ai poli, anche i ghiacciai alpini (quelli delle nostre Alpi ma anche dell'Himalaya, della Patagonia, dell'Alaska, degli Urali e del Kilimangiaro), che sono il serbatoio d'acqua dolce durante i mesi caldi e per questo sono fondamentali per l'agricoltura, vedono una riduzione fino al 75%.
E l'associazione ambientalista sottolinea come dal ghiaccio del pianeta dipenda anche la sicurezza dell'uomo: "L'innalzamento dei mari minaccia i 360 milioni di abitanti delle metropoli costiere. Il 70% delle coste mondiali rischia di venire sommerso". Il ghiaccio è poi vitale per la sopravvivenza di numerose specie animali, dalle balene agli orsi polari, i due terzi dei quali, senza ghiaccio, potrebbero scomparire già nel 2050.
"La lettura del quadro d'insieme - commenta il Wwf - è impressionante. Nelle mani dell'uomo il pianeta si squaglia". Per questo il 2015, dal summit Onu sullo sviluppo sostenibile al vertice sul clima, "è un anno cruciale. Uscire dai combustibili fossili dev'essere l'obiettivo ineludibile dell'intera umanità".   

martedì 4 agosto 2015

Fatti della Vita/ Mai così veloce lo scioglimento dei GHIACCIAI

ZURIGO, 4 agosto - Lo scioglimento dei ghiacciai non è mai stato così veloce negli ultimi 120 anni, il periodo per cui il World Glacier Monitoring Service dell'università di Zurigo ha raccolto i dati. Tra il 2000 e il 2010 i ghiacciai si sono assottigliati di uno spessore tra i 50 centimetri e il metro ogni anno: un ritmo due-tre volte maggiore rispetto alla media registrata nel XX secolo. 

Lo rileva la ricerca pubblicata sul Journal of Glaciology, secondo la quale il tasso di scioglimento dei ghiacciai è senza precedenti su scala globale, almeno per il periodo in esame, e probabilmente anche in epoche precedenti, in base alle ricostruzioni fatte a partire da antichi documenti scritti e illustrati. Le misurazioni della perdita di ghiaccio, spiegano gli esperti, sono state eseguite su alcune centinaia di ghiacciai, ma i dati sono confermati da osservazioni sul campo e satellitari che coinvolgono decine di migliaia di ghiacciai nel mondo.

L'intensa perdita di ghiaccio osservata negli ultimi due decenni, evidenziano i ricercatori, ha portato a un forte squilibrio dei ghiacciai in molte regioni mondiali. "Questi ghiacciai - spiega il direttore del World Glacier Monitoring Service, Michael Zemp - continueranno a perdere ghiaccio, anche se il clima rimarrà stabile".

mercoledì 11 dicembre 2013

Antartide: il satellite europeo CryoSat spia il rapido scoglimento dei ghiacciai


ANTARTIDE - Tre anni di osservazioni del satellite dell’ ESA (l’agenzia spaziale europea) CryoSat dimostrano che la calotta antartica occidentale sta perdendo oltre 150 chilometri cubi di ghiaccio all'anno, molto più dei precedenti rilevamenti, Lo squilibrio nell’ Antartide occidentale continua ad essere dominato da perdite di ghiaccio dai ghiacciai che sfociano nel Mare di Amundsen con tassi di assottigliamento di tra 4-8 m all'anno vicino alle linee di terra - in cui i flussi di ghiaccio si sollevano dalla terra e cominciano a galleggiare sul mare - dell'Isola Pine,e dei ghiacciai Thwaites e Smith, ha detto il dottor Malcolm McMillan presso l'Università di Leeds.
Scioglimento delle calotte di ghiaccio che avvolgono l'Antartide e la Groenlandia è un importante contributo al globale innalzamento del livello del mare.
Un team internazionale di scienziati polari ha recentemente concluso che l'Antartide occidentale ha causato un aumento del livello globale del mare di 0,28 millimetri ogni anno tra il 2005 e il 2010, sulla base di osservazioni provenienti da 10 diverse missioni satellitari. Ma le ultime ricerche CryoSat suggeriscono che il contributo all’innalzamento del livello del mare di questa zona è ora superiore del 15%.
Lanciato nel 2010, CryoSat trasporta un radar altimetro in grado di 'vedere' attraverso le nuvole e al buio, fornendo misurazioni continue su aree come l'Antartide che sono soggette a maltempo e lunghi periodi di oscurità.
Il radar può misurare la variazione di altezza della superficie di ghiaccio in alta risoluzione, permettendo agli scienziati di calcolare il volume con precisione.
Il professor Andrew Shepherd presso l'Università di Leeds, che ha condotto lo studio Antartide occidentale, ha detto che la parte dell'aumento di perdita di ghiaccio potrebbe essere dovuto al diradamento più veloce, ma che una parte di esso può essere anche legato alla capacità di CryoSat di osservare un terreno inedito.

"Grazie al suo nuovo strumento e alla sua orbita quasi polare, CryoSat ci permette di esaminiamo le regioni costiere e alte latitudini dell'Antartide che erano al di là della capacità delle missioni precedenti, e sembra che queste regioni siano cruciali per determinare il complessivo squilibrio ", ha detto.