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giovedì 27 aprile 2017

Il caso DENIS BERGAMINI Non fu suicidio, dice il procuratore 28 anni dopo. Indagata la fidanzata


CASTROVILLARI, 27 aprile - Ventott'anni dopo quel 18 novembre del 1989 è tutto da rifare. E si lavora a una nuova ipotesi: omicidio in concorso. "Procederemo con la riesumazione del cadavere di Denis Bergamini perché vogliamo approfondire con le tecniche di cui oggi si dispone tutti i possibili aspetti di quello che non è un suicidio, non è ipotizzabile come un suicidio", afferma il procuratore di Castrovillari (Cosenza) Eugenio Facciolla. 
Riaperta l'inchiesta, dunque, sulla misteriosa morte del calciatore del Cosenza: il 2 maggio verrà riesumata la salma. Due gli indagati: l'ex fidanzata e il camionista che lo investì. Alla domanda sul perché Bergamini sarebbe stato ucciso, Facciola risponde che "il discorso droga è presente fin dai primi atti dell'indagine". 
La vicenda giudiziaria
Secondo quanto era emerso dalla prima inchiesta, Bergamini si sarebbe suicidato facendosi travolgere da un camion. Ora si riparte da un'altra ipotesi di lavoro. Due informazioni di garanzia sono state notificate all'ex fidanzata di Bergamini, Isabella Internò, e a Raffaele Pisano, conducente del camion che investì il calciatore. La riesumazione dei resti di Bergamini verrà effettuata il 2 maggio in provincia di Ferrara, dove riposa.
Il movente fu la droga?
Sul perché il giovane sarebbe stato ucciso, Facciola, intervistato da RaiSport e annunciando agli stessi microfoni la riapertura del caso, risponde che emerge "un mix di questioni sentimentali e di questioni legate ad altre tematiche. Il discorso droga è presente fin dai primi atti dell'indagine. La storia giudiziaria più o meno recente ci consegna Padovano (Michele, anch'egli giocatore del Cosenza, ndr), come un amico stretto di Bergamini. I due erano molto legati e avevano una conoscenza di rapporti e di situazioni diversa da quella di altri. Bergamini non era legato solo a Padovano ma anche ad altri, tra cui l'ex portiere Simoni e comunque c'erano anche altri soggetti". Bergamini era entrato in un giro di droga dal quale voleva uscire? E' ipotizzabile?, viene chiesto al procuratore. "Le variabili ipotizzabili - risponde - possono essere tante. Sembrerebbe una vicenda chiusa in un rapporto tra pochi soggetti che evidentemente hanno goduto di protezione: è stata creata una cortina fumogena per evitare che venisse fuori la verità".
I misteri che avvolgono ancora il caso
Altra domanda: coinvolgimento della mafia? "Può essere", afferma Facciolla, che ricorda due episodi: "Il giorno del funerale sul pullman del Cosenza c'era anche la fidanzata di Bergamini con una busta che conteneva i vestiti del calciatore. Questa busta se la passarono, per un fatto affettivo, i calciatori. Poi però sparì. Gli abiti di Bergamini, infatti, non ci sono più. Subito dopo il funerale, inoltre, Padovano accompagnò la fidanzata di Bergamini a casa, fu invitato a salire con insistenza. Lui andò sopra e si trovò di fronte a una festa. C'erano pasticcini. Il giorno del funerale, quindi, stavano festeggiando". "E' un omicidio in concorso", conclude Facciolla.

mercoledì 23 marzo 2016

MAFIA, 5 politici arrestati a RENDE, anche l'ex sottosegretario e sindaco PRINCIPE

Sandro Principe
COSENZA, 23 marzo -Cinque politici sono stati arrestati e posti ai domiciliari dai carabinieri di Cosenza con l'accusa, a vario titolo, di concorso esterno in associazione mafiosa, voto di scambio, corruzione. In manette anche quattro esponenti di vertice della cosca di'ndrangheta "Lanzino-Ruà". Tra i politici arrestati c'è Sandro Principe, del Pd, ex sindaco di Rende, già sottosegretario al Lavoro nonché assessore e consigliere regionale.
Oltre all'ex sottosegretario Principe, gli altri politici coinvolti nell'operazione sono un altro ex sindaco di Rende, Umberto Bernaudo; l'ex consigliere regionale Rosario Mirabelli e l'ex consigliere provinciale Pietro Ruffolo; nonché un ex consigliere comunale di cui al momento non è stata resa nota l'identità.

Gli investigatori parlano di un "intreccio" politico/mafioso che ha consentito a candidati alle varie tornate elettorali per il rinnovo del Consiglio comunale di Rende tenutesi dal 1999 e fino al 2011, per il rinnovo del Consiglio provinciale di Cosenza del 2009 e del Consiglio regionale della Calabria del 2010, di ottenere l'appoggio elettorale da parte di esponenti di spicco della cosca "Lanzino-Ruà" di Cosenza, tutti condannati in via definitiva per "associazione mafiosa", in cambio di favori vari.

Secondo i carabinieri, le indagini hanno messo in luce un "collaudato sistema ultradecennale che ha visto quale maggiore centro d'interessi l'amministrazione comunale di Rende". Tra le attività illecite che sarebbero state riscontrate figurano quelle connesse all'affidamento in gestione di locali pubblici comunali a beneficio di affiliati al clan, all'assunzione nella società municipalizzata per la gestione dei servizi comunali di soggetti inseriti o contigui al gruppo criminale.

E ancora attività legate al mancato licenziamento di alcuni di questi dopo avere riportato condanne e la promessa di erogazione di fondi pubblici per finanziare una cooperativa creata ad hoc da un esponente di spicco della cosca per la gestione dell'area del mercato di Rende. Le assunzioni alla municipalizzata, in particolare, avrebbero riguardato vari esponenti della cosca, tra cui il capo Ettore Lanzino.

sabato 20 febbraio 2016

COSENZA, bimba di 7 mesi muore soffocata, sospetti sulla madre


COSENZA, 20 febbraio - Una bambina di sette mesi è morta a Cosenza ed il sospetto dei carabinieri, che stanno svolgendo le indagini, è che a ucciderla sia stata la madre. La bambina è giunta senza vita in ospedale, accompagnata da alcuni familiari tra cui la madre, piantonata nel nosocomio. Sarebbe stata soffocata con un cuscino.
Giovanna Leonetti, di 37 anni, si lamentava per la stanchezza dovuta al fatto che la notte la bambina non la faceva dormire. É quanto ha riferito un'amica della donna che aveva raccolto direttamente le lamentele della donna parlando con lei nel laboratorio di analisi cliniche in cui lavorava Giovanna Leonetti (che non é un medico ma una biologa). "Sono proprio esasperata - aveva detto Giovanna Leonetti all'amica, secondo quanto ha detto quest'ultima - perché Marianna non mi fa dormire la notte. Non so come fare per questo".
Secondo quanto appreso la donna avrebbe tentato il suicidio ingerendo barbiturici. Una prima ricostruzione vuole che a trovare il cadavere della bambina sia stato il padre al suo rientro a casa. L’uomo ha poi trovato la moglie su una poltrona, colta da malore, ed a terra, accanto alla donna, una confezione vuota di barbiturici. Il padre della bambina ha portato quindi la moglie in ospedale dove è stata trovata dai carabinieri, che ne hanno deciso il piantonamento in attesa che la sua posizione venga valutata anche sulla base delle decisioni che saranno prese dalla Procura della Repubblica.

sabato 2 gennaio 2016

TERREMOTI, scossa (2.9) in mare in provincia di COSENZA


COSENZA, 2 gennaio - Una scossa di terremoto di magnitudo 2.9 è avvenuta nella notte in mare, al largo della provincia di Cosenza. La scossa è stata registrata dall'Ingv alle 2.05. Un'altra scossa in mare, ma in provincia di Reggio Calabria e di magnitudo 2.3, è stata invece registrata alle 2.56.
Ieri sera, inoltre, tre scosse, rispettivamente alle 21.56, alle 21.57 e alle 22.22, sono state registrate dall'Ingv nella provincia di MacerataLe tre scosse sono state di magnitudo 2.1, 2.3 e 2.

lunedì 19 ottobre 2015

AMBIENTE/ Terremoto (2.5) alle 19.16 nel Tirreno meridionale


COSENZA, 19 ottobre - Un terremoto di magnitudo 2.5 è avvenuto in mare nel Tirreno Meridionale alle 19.16 a 220 chilometri di profondità. E' stato avvertito a Cosenza (57 km) e a Lamezia Terme (67).

giovedì 23 luglio 2015

SUPERCALDO, primi temporali, primi danni, ma non è finita


ROMA, 23 luglio - In diverse zone d'Italia è arrivata la pioggia, ma il maltempo ha provocato danni a causa dell'intensità dei fenomeni atmosferici. Improvvisi temporali in Sardegna, dove i vigili del fuoco hanno ricevuto decine di richieste d'intervento. In Ciociaria la grandine ha lasciato i segni del suo passaggio su molte vetture, mentre alberi sono stati abbattuti dal vento. A Cosenza la tempesta ha provocato allagamenti. Un po' di fresco, ma anche disagi quindi. L'ondata di caldo comunque non è finita.

venerdì 3 luglio 2015

TERREMOTO di magnitudo 3.3 in provincia di COSENZA

COSENZA, 3 luglio - Una scossa di terremoto di magnitudo 3.3 è stata registrata alle 3:07 nel nordest della provincia di Cosenza. Secondo i rilevamenti dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), il sisma ha avuto ipocentro a 24 km di profondità ed epicentro in prossimità dei comuni di Albidona, Trebisacce, Amendolara, Plataci e Castroregio. Non si segnalano al momento danni a persone o cose.
E una scossa di terremoto di magnitudo 2.7 è stata registrata all'1:17 nel nord della provincia di Perugia. Secondo l'Ingv, il sisma ha avuto ipocentro a 9 km di profondità ed epicentro in prossimità dei comuni di Pietralunga, Gubbio, Montone, Apecchio e Cantiano. Non si registrano danni a persone o cose. Una scossa di magnitudo 2.3 era stata registrata nella stessa zona nella tarda serata del 30 maggio scorso.

mercoledì 13 maggio 2015

Diciassettenne a COSENZA strangola la madre perché lo sgridava



COSENZA, 13 maggio - Un diciassettenne è stato arrestato dalla squadra mobile di Cosenzacon l'accusa di avere ucciso la madre 53enne, Patrizia Schettini, insegnante di musica. Il delitto è avvenuto il primo aprile. Inizialmente la morte della donna, trovata senza vita ai piedi delle scale di casa, era stata attribuita a un incidente, e il ragazzo aveva spiegato di aver spinto la madrementre lo stava sgridando. Le indagini hanno consentito di accertare che la 53enne è stata strangolataSecondo quanto ricostruito, il figlio della donna l’avrebbe strangolata a mani nude, poi sbattuta contro un muro rompendole l’osso del collo, infine l’avrebbe presa in braccio portandola vicino una rampa di scale e fatta volare giù per simulare una caduta accidentale.

La donna era stata trovata riversa ai piedi delle scale che conducono alla villetta dove abitava con il marito e due figli. Dall'autopsia, però, sono emersi i segni di strangolamento. Visto che sulla porta d'ingresso dell'abitazione e sulle finestre non c'erano segni di effrazione e che il diciassettenne era l'unica persona in casa al momento della morte, i sospetti si sono indirizzati sul giovane.
Il ragazzo nei giorni scorsi è stato sentito dai magistrati della Procura dei minorenni di Catanzaro ai quali avrebbe detto di avere spinto dalle scale la mamma perché lo sgridava. Una tesi, tuttavia, non creduta dai magistrati che gli contestano l'omicidio volontario. Il giovane è stato portato nel carcere minorile di Catanzaro.
Il diciassettenne una settimana dopo la morte della donna si era fatto tatuare sul braccio la frase "Nemmeno la morte ci potrà separare, ti amo mamma". Gli investigatori stanno cercando ora di capire se si sia trattato di un tentativo di depistare le indagini. Al ragazzo viene contestata anche l'aggravante dei futili motivi perché all'origine del delitto vi sarebbero state le sgridate della madre.

lunedì 29 dicembre 2014

Forte terremoto (4.4) ieri sera in provincia di Cosenza


COSENZA, 29 dicembre - Una scossa di terremoto di magnitudo 4.4 è stata registrata alle 22.43 di ieri in provincia di Cosenza. Il sisma, secondo quanto ha rilevato l'Istituto Nazionale di Geofisica, è avvenuto a 11 chilometri di profondità ed è stato seguito tre minuti dopo da una scossa di magnitudo 3.3. Non si segnalano danni a cose o persone ma soltanto tanta paura tra la popolazione, tanto che molta gente ha lasciato le abitazioni ed è scesa in strada.
L'epicentro del terremoto è stato individuato tra i comuni di Spezzano Piccolo, Spezzano della Sila e Serra Pedace. Le due scosse hanno avuto una magnitudo, rispettivamente, di 4.4 e 3.3. E sono state avvertite, oltre che in buona parte della provincia di Cosenza, anche nelle province di Catanzaro e di Crotone. Alle 22.54 una terza scossa, più lieve, di magnitudo 2.3. Dalle verifiche fatte da carabinieri e polizia comunque, al momento, non sono emersi danni.

sabato 2 agosto 2014

COSENZA: 16 scout di Lecce si perdono in montagna, ritrovati dopo una notte all'addiaccio

San Benedetto Ullano e la montagna dove si sono perduti gli scout
COSENZA - Sono stati ritrovati questa mattina e stanno tutti bene i 16 scout di San Cesareo (Lecce) che erano scomparsi ieri pomeriggio a San Benedetto Ullano, una zona di montagna nella provincia di Cosenza, mentre stavano effettuando un'escursione. I ragazzi si erano smarriti e si erano fermati, dopo avere dato l'allarme con un telefono cellulare, in attesa dei soccorritori. A ritrovare i 16 scout sono stati gli uomini del Corpo forestale dello Stato, che insieme al Soccorso alpino ed ai vigili del fuoco avevano avviato le ricerche dei 16 scout dalla prima serata di sabato.
Il ritrovamento è avvenuto a "Laghicello" di San Benedetto Ullano, una località ad oltre mille metri sul livello del mare. Gli scout hanno riferito ai soccorritori di avere smarrito la strada mentre facevano rientro al loro campo base.

giovedì 31 luglio 2014

TERREMOTO (3.5) tra Cosenza e Potenza


POTENZA - Una scossa di terremoto di magnitudo 3.5 e' stata registrata alle 5,29 ora italiana, nella zona del Pollino fra Basilicata e Calabria ed in particolare, fra Cosenza e Potenza. Il sisma, secondo i rilevamenti dell'Ingv (istituto nazionale di geofisica e vulcanologia) ha avuto ipocentro a 8,2 km di profondota' nei pressi di Rotonda, Viggianello e Morano Calabro. Non si segnalano danni a persone e cose.

martedì 25 febbraio 2014

Cesenza, ore 6,37, terremoto (2.6%)


COSENZA - Una scossa di terremoto di magnitudo 2.6 gradi Richter è stata registrata alle 6.37 in Calabria, nel Sud della provincia di Cosenza. Secondo l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, il sisma ha avuto ipocentro a 8,4 chilometri di profondità ed epicentro in prossimità dei comuni di Bianchi, Colosimi e Parenti. Al momento non vengono segnalati danni.

martedì 20 agosto 2013

Santa Maria del Cedro (Cosenza): mare sporco, i bagnanti bloccano la statale

La spiaggia di Santa Maria del Cedro
S. MARIA DEL CEDRO (Cosenza)- Circa duecento bagnanti hanno bloccato per diverse ore la strada statale 18 lamentando la presenza di liquami in mare a S. Maria del Cedro, localita' del Tirreno cosentino. I manifestanti hanno posizionato cassonetti di rifiuti sulla sede stradale impedendo il transito nei due sensi di marcia. La protesta, che ha causato pesanti disagi alla circolazione veicolare, si è conclusa nel primo pomeriggio. Sul posto sono intervenuti i carabinieri.

mercoledì 1 maggio 2013

Ritrovato il corpo del sub annegato ad Amendolara (Cosenza)

AMENDOLARA (Cosenza) - E' stato recuperato il cadavere di Pasquale Barnaba', l'uomo di 37 anni di Nova Siri, uscito in mare nella serata di ieri per una battuta di pesca in apnea al largo di Amendolara, nello Jonio cosentino. A trovare il corpo esanime del trentasettenne sul fondale sono stati i sommozzatori dei Vigili del fuoco. Il cadavere di Barnaba' e' stato portato a riva e messo a disposizione dell'autorita' giudiziaria. A causare il decesso potrebbe essere stato un malore.

domenica 25 novembre 2012

C'erano anche tre donne tra i 6 morti nel furgone travolto dal treno a Rossano




ROSSANO - La Fiat Multipla che è stata travolta e trascinata per oltre 600 metri da un treno nella zona di Rossano (Cosenza)aveva a bordo 3 donne e 3 uomini che non hanno avuto scampo. L'auto è passata sui binari su un attraversamento privato. Sull’auto braccianti di nazionalità romena che avevano lavorato tutto il giornoi nella raccolta di clementine. Un soccorritore: "Scena raccapriciante". Lievemente contusi passeggeri e ferrovieri del convoglio.
I corpi delle vittime sono rimasti a lungo nel groviglio delle lamiere. Solo al termine delle lunghe e complesse operazioni di rimozione continuate fino all’alba, svolte dai vigili del fuoco, è stato accertato che si trattava di 3 donne e di 3 uomini.
Due lavoratori di nazionalità romena si sono salvati perché sono scesi dal mezzo per aprire il cancello del terreno che dà l'accesso al passaggio sui binari. «Il passaggio a livello attraversato dall’automezzo – si legge in un comunicato delle FS – è posto lungo una strada privata ed è in consegna a privati con una convenzione a termini di legge. Per informazione si precisa che i privati che gestiscono questo tipo di passaggi a livello hanno l'obbligo di aprirli, per attraversare la ferrovia, solo rispettando determinate regole previste nella convenzione che, in questo caso, non sono state rispettate. Le Ferrovie dello Stato Italiane esprimono il loro cordoglio ai famigliari delle vittime”. 
La Procura di Rossano ha aperto una inchiesta sull'incidente. Il Procuratore della Repubblica, Leonardo Leone De Castris, sta seguendo le indagini. Sul posto è intervenuto il Pm di turno, Maria Vallefuoco. L’ipotesi di reato è di omicidio colposo plurimo e al momento non ci sono indagati. Al momento l’unica cosa che è trapelata da ambienti investigativi è che il cancello era aperto e non è stato forzato dai due romeni scesi per aprirlo. Se lo abbiano trovato già aperto o se avessero le chiavi questo non è stato ancora accertato.

sabato 24 novembre 2012

Rossano Calabro: treno travolge furgone, sei morti




COSENZA - Un furgone (una Fiat Multipla) è stato travolto stasera da un treno nella zona di Rossano, in provincia di Cosenza. Secondo le prima notizie, ci sono sei morti.
Secondo una prima ricostruzione, il furgone è passato sui binari in un punto dove c'è un attraversamento privato. A bordo ci sarebbe stato il proprietario di un terreno ed alcuni lavoratori di nazionalità romena impiegati nella raccolta di clementine
Due lavoratori si sono salvati perché ersano scesi dal furgone per aprire il passaggio a livello, che era chiuso da un lucchetto. A bordo c'erano gli altri sei lavoratori che non hanno avuto scampo. Difficilissimo estrarre i corpi dalle lamiere.
L'incidente è avvenuto verso le 17.15 lungo la linea delle Ferrovie dello Stato Metaponto-Reggio Calabria, tra le stazioni di Rossano e Mirto Crosia, nella zona dell'alto Ionio cosentino. Il treno regionale 3753 era partito da Sibari ed era diretto a Reggio Calabria. Né il personale, nè la decina di passeggeri che erano bardo hanno riportato ferite.

Per chiarire la dinamica dello scontro gli investigatori stanno valutando tre ipotesi: che l'attraversamento ferroviario - una cancellata, e non il tradizionale passaggio a livello con le sbarre - fosse aperto o non assicurato con una chiusura adeguata; che sia stato forzato per raggiungere l'altra parte dei binari, evitando in tal modo un giro molto più lungo; o che il gruppo avesse le chiavi per aprire la cancellata. Particolari sull'accaduto potranno essere forniti dal proprietario del fondo che aveva in affidamento l'attraversamento ferroviario. 
Una scena "raccapricciante": così uno dei soccorritori ha descritto ciò che ha visto arrivando sul luogo dell’incidente. I corpi delle vittime sono dilaniati tra le lamiere della vettura. I vigili del fuoco attendono l'autorizzazione della Procura della Repubblica di Rossano stanno per iniziare la rimozione dei corpi.