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martedì 18 luglio 2017

BOSSETTI scoppia in lacrime dopo la conferma dell'ergastolo


BRESCIA, 18 luglio - Dopo che la Corte d'Assise d'Appello di Brescia ha confermato la condanna all'ergastolo di Masimo Bossetti per l'omicidio di Yara Gambirasio la moglie Marita Comi, non è riuscita a trattenere le lacrime dopo la conferma della condanna per il marito. La donna era in aula con gli avvocati e la madre dell'imputato. Prima che Bossetti fosse riportato in carcere ha salutato la suocera, Ester Arzuffi, e la sorella Laura.
Bossetti dopo la lettura della sentenza "ha pianto" nella gabbia degli imputati. Lo ha riferito uno dei suoi avvocati, Claudio Salvagni, che ha aggiunto: "questa sera si è assistito alla sconfitta del diritto".
I legali di Bossetti, Salvagni e Paolo Camporini, subito dopo la lettura della sentenza hanno dato "per scontato" il ricorso in Cassazione. "Aspettiamo le motivazioni - hanno detto - ma il ricorso in Cassazione è scontato. Questa sera abbiamo assistito alla sconfitta della giustizia".
"Giustizia è stata fatta": questo il commento dell' avvocato di parte civile del processo Bossetti, Enrico Pelillo, subito dopo la sentenza della Corte d'Assise d'Appello di Brescia che ha confermato l'ergastolo nei confronti del muratore.

CORTE D'APPELLO DI BRESCIA, per BOZZETTI confermato l'ERGASTOLO


BRESCIA, 18 giugno - Dopo oltre 15 ore di camera di consiglio, la Corte d'Appello a mezzanotte e mezzo ha deciso:  ergastolo confermato per Massimo Bossetti, l'assassino di Yara Gambirasio.

lunedì 10 aprile 2017

BRESCIA, 79enne giù dal sesto piano, la sua compagna trovata ferita in casa

BRESCIA, 10 aprile - Un uomo di 79 anni è morto sul colpo dopo essersi gettato dal sesto piano del palazzo dove abitava in via Tartaglia. I soccorritori hanno trovato la sua compagna, di 78 anni, nel suo appartamento, gravemente ferita: la donna è stata portata in ospedale. La dinamica di quanto accaduto è ancora al vaglio dei carabinieri che sono intervenuti sul posto.
Tutto è accaduto poco dopo le 4.30: secondo le prime informazioni l’uomo, un 79enne, sarebbe caduto dal balcone dell’appartmento al sesto piano dove viveva con la compagna di un anno più giovane.
La compagna è stata trovata nello stesso appartamento con le vene dei polsi tagliati ed è ora ricoverata in gravissime condizioni in ospedale. I carabinieri non escludono al momento che possa trattarsi di un tentato omicidio-suicidio.

lunedì 3 aprile 2017

BRESCIA, fermato un giovane italiano per l'omicidio del colombiano. Ha confessato

BRESCIA, 3 aprile - La squadra mobile della questura di Brescia ha effettuato un fermo per l'omicidio di Yaisy Bonilla, il 21enne colombiano accoltellato ieri mattina all'alba davanti al Disco Volante di via Corsica, in città.
Si tratta di un italiano di 23 anni con piccoli precedenti: il ragazzo ha ammesso di aver sferrato la coltellata mortale. Il 21enne, morto nel pomeriggio di domenica alla clinica Poliambulanza, era in compagnia della fidanzata. Secondo quanto lei stessa ha raccontato, un amico della persona con cui stavano parlando le ha rivolto qualche parola di troppo. A quelo punto Yaisy ha spinto il ragazzo per allontanarlo: dopo qualche minuto, però, il giovane è tornato dalla coppia sferrando il colpo mortale. 

domenica 2 aprile 2017

BRESCIA, morto il giovane colombiano accoltellato all'uscita dalla discoteca


BRESCIA, 2 APRILE - Il 21enne di origine colombiana, Yaisy Bonilla, è morto. Era stato accoltellato all'alba a Brescia, all'esterno di una discoteca. Il giovane è stato raggiunto da alcuni fendenti all'addome e trasportato all'ospedale, dove è stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico. Le sue condizioni erano apparse subito critiche. In città è caccia all'aggressore.
Un 21enne di origine colombiana, Yaisy Bonilla, è morto dopo essere stato accoltellato all'alba a Brescia, all'esterno di una discoteca. Il giovane è stato raggiunto da alcuni fendenti all'addome e trasportato all'ospedale, dove è stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico. Le sue condizioni erano apparse subito critiche. In città è caccia all'aggressore.

BRESCIA, ragazzo colombiano accoltellato dopo la notte in discoteca, gravissimo


BRESCIA, 2 aprile - E' grave un ragazzo colombiano del '96 accoltellato questa mattina, verso le 6, nei pressi della discoteca 'Disco volante' a Brescia, tra via Corsica e via Salgari.
Un fendente orizzontale gli avrebbe sostanzialmente aperto l'addome. Trasportato in ospedale è stato sottoposto ad operazione.
Le sue condizioni sono gravissime, la prognosi riservata. La polizia sta cercando di ricostruire l'accaduto.

sabato 4 marzo 2017

BRESCIA, ritrovata (in un bar) la donna scomparsa 10 giorni fa


BRESCIA, 4 marzo - Giallo risolto. Sara Capoferri è stata ritrovata e sta bene. Dopo dieci giorni in cui la donna aveva fatto perdere le sue tracce la 37enne di San Pancrazio è stata individuata. La donna è stata ritrovata dai Carabinieri nel tardo pomeriggio di oggi mentre stava bevendo un caffè in un bar. Ancora da ricostruire la sua vicenda, dalla sera di martedì 21 febbraio quando ha fatto perdere le proprie tracce ad oggi. La donna ha già parlato con i familiari e li ha rassicurati sulle sue condizioni fisiche. Si sarebbe allontanata volontariamente.
Il ritrovamento è scattato tramite una segnalazione a Il Giornale di Brescia di un testimone.

giovedì 2 marzo 2017

BRESCIA, ergastolo per il comandante bosniaco Paraga, che fece uccidere 3 italiani


BRESCIA, 2 marzo - È stato condannato all'ergastolo davanti al gip del tribunale di Brescia Carlo Bianchetti Hanefija Prjic, detto Paraga. Si tratta del comandante paramilitare bosniaco che ha dato l'ordine di eseguire la strage di Gornji Vakuf, del 29 maggio 1993, quando vennero uccisi tre volontari italiani: Sergio Lana, Fabio Moreni e Giorgio Puletti che facevano parte di un convoglio umanitario insieme a Agostino Zanotti e Cristian Penocchio che riuscirono a scappare nei boschi e quindi evitare la morte.
Il gip ha accolto la richiesta di fine pena mai avanzata del pm Silvia Bonardi. Paraga, che per il triplice omicidio ha già scontato in patria 12 anni di carcere, aveva rigettato ogni accusa: "Non sono stato io ad ordinare il triplice delitto. Ho le carte che lo dimostrano" ha detto in aula. 

mercoledì 30 novembre 2016

Apprensione per il bresciano misteriosamente rapito in SIRIA


BRESCIA, 30 novembreUn cittadino italiano, Sergio Zanotti, originario di Brescia, è prigioniero di un gruppo armato non identificato in Siria da sette mesi, secondo quanto riferisce oggi il sito russo Newsfront, che mostra un video mentre l'ostaggio chiede l'intervento del governo italiano per evitare una sua "eventuale esecuzione". A quanto si apprende da fonti dell'Unità di crisi della Farnesina, le autorità italiane sono a conoscenza del video da diversi giorni e stanno seguendo il caso. Il sequestro è stato confermato da fonti investigative e di intelligence, contattate dall'ANSA. 
Nel video si vede l'uomo, con una lunga barba e vestito con una tunica bianca, in ginocchio all'aperto tra alcuni ulivi. Alle sue spalle un altro, vestito di nero e con il volto coperto, gli tiene puntato contro un fucile mitragliatore. In mano l'uomo inginocchiato tiene un cartello con una data, apparentemente il 15 novembre 2016. In un'altra foto postata dallo stesso sito il presunto ostaggio è in piedi, scalzo, e tiene in mano lo stesso cartello. Poco sotto viene mostrata la copia del passaporto, intestato a Sergio Zanotti, nato nel 1960 a Marone, in provincia di Brescia. "Mi chiamo Sergio Zanotti - dice l'uomo mentre è inginocchiato, parlando in italiano con un accento bresciano - e da sette mesi sono prigioniero qui in Siria. Prego il governo italiano di intervenire nei miei confronti prima di una mia eventuale esecuzione".
Il video - secondo quanto accertato finora da investigatori italiani - gira sul web da circa una settimana e non sembra "univoco", dal momento che l'italiano, per quanto con la barba lunga, non appare nelle immagini particolarmente provato dai presunti sette mesi di prigionia. Gli investigatori, che stanno ricostruendo i movimenti dell'uomo, avrebbero accertato che effettivamente alcuni mesi fa Zanotti è partito dall'Italia per la Turchia, dove si sono perse le sue tracce.

mercoledì 22 giugno 2016

FLOATING PIERS, 3000 persone bloccate in stazione a BRESCIA


BRESCIA, 22 giugno - Circa tremila persone con 400 minori dirette a The Floating Piers, la grande installazione di Christo sul Lago d'Iseo, sono state bloccate, a causa dell'eccessivo afflusso, in Stazione Centrale, a Brescia. Lo ha riferito il 118, che collabora alle attività di gestione del grande evento artistico. Sul posto si trovano le forze dell'ordine, e le persone vengono aiutate dai volontari della Protezione Civile. In stazione si registrano momenti di caos per cercare di salire sui treni con una coda di oltre 300 metri
Intanto il Comitato di Coordinamento ha annunciato che l'opera rimarrà chiusa dalle 24 di giovedì alle 7.30 di venerdì per manutenzione.

martedì 7 giugno 2016

BRESCIA, donna, convinta dal marito tunisino, voleva andare in SIRIA, bloccata


BRESCIA, 5 giugno - Voleva partire per la Siria a combattere, convinta dal marito musulmano. È la storia di una donna bresciana sposata con un trentenne tunisino. La volontà della donna di partire per il territorio siriano, espressa in rete più volte dalla fine del 2015 ad oggi, è stata fermata dall'intervento della Digos di Brescia che ha bloccato le intenzioni della donna e dal Ministero dell'Interno che ha espulso dall'Italia il marito. La donna, figlia di un imprenditore bresciano, si era sposata con il tunisino con rito islamico nel 2010, matrimonio poi confermato con rito civile nel 2015. La donna, che si era convertita all' Islam e portava il burqa, è indagata dalla Procura di Brescia, pm Silvia Bonardi, per arruolamento con finalità di terrorismo. Nel provvedimento di espulsione dall'Italia è previsto che il marito che per dieci anni non potrà mettere piede in Italia.

lunedì 7 marzo 2016

BRESCIA, tir salta corsia sulla A21, 4 morti su un pullmino investito


BRESCIA, 7 marzo - E' di almeno quattro morti e cinque feriti il bilancio provvisorio dell'incidente che si è verificato verso le 23:30 di ieri sulla A21 tra Brescia Sud e Manerbio. Le quattro vittime erano tutte a bordo di un pulmino, un Nissan che trasportava una parte di band musicale  piemontese specializzata in concerti in piazza che tornava da in tour in Val di Sole in Trentino Le vitime hanno tra i 30 e i 45 anni. Secondo quanto si è appreso sulla dinamica dell'incidente, un tir diretto verso Brescia ha saltato la corsia e ha invaso la carreggiata opposta travolgendo il pulmino, che a sua volta è stato tamponato da un furgoncino.
Nel complesso sono stati quattro gli autoveicoli coinvolti nell'incidente, che ha causato la chiusura della carreggiata che da Brescia porta a Piacenza.

martedì 2 febbraio 2016

BRESCIA, uccide la moglie, poi va a schiantarsi contromano sulla A4


MILANO, 2 febbraio - Ha ucciso la moglie 55enne a coltellate, a Brescia, e poi si è schiantato in auto contro un Tir, in autostrada, rimanendo ucciso sul colpo.
Paolo Piraccini, 56 anni, ieri sera verso le 23.30 ha chiamato i carabinieri dicendo di aver ucciso la moglie nell'abitazione della coppia, in via Cefalonia 71. Poi è fuggito in auto imboccando contromano l'autostrada A/4  a Ospitaletto e finendo contro un Tir. L'uomo è morto sul colpo nello schianto. Era il proprietario di una pizzeria in provincia.

I coniugi avevano litigato pesantemente ieri sera, con urla sentite anche dai vicini. La lite è degenerata nell'accoltellamento: per la donna, Marinella Pellegrini, non c'è stato scampo. Un'ora dopo l'omicidio, l'uomo è entrato in autostrada contromano, finendo contro un tir e morendo sul colpo nell'auto ridotta a un cumulo di lamiere. 
   

sabato 23 gennaio 2016

BRESCIA, baby prostitute tra i 15 e i 17 anni si prostituivano per pochi euro


BRESCIA, 23 gennaio - Cinque ragazze tra i 15 e i 17 anni, studentesse di un istituto professionale di Brescia, si prostituivano per pochi euro, da 20 a 40 euro, in base alla 'prestazione' sessuale. Lo ha scoperto la polizia provinciale di Brescia: un uomo di 45 anni è indagato per violenza. Secondo quanto ricostruito, le minorenni avrebbero avuto rapporti sessuali anche a scuola tanto da spingere il preside dell'istituto a far chiudere i bagni dove le giovani avevano rapporti pare talvolta solo per ottenere una ricarica telefonica. Più in generale le adolescenti contattavano i clienti attraverso i social network e li incontravano nei parcheggi dei centri commerciali. Una delle giovani ha ammesso il suo comportamento, mentre quattro hanno negato ogni addebito.
A far scattare l'indagine è stata la madre di una quindicenne che vedeva spesso la figlia tornare a casa la sera accompagnata da un adulto, un 45enne ora indagato per violenza. A casa dell'uomo sono state trovate centinaia di pillole, con ogni probabilità Viagra.
   

sabato 2 gennaio 2016

BRESCIA, un'altra giovane donna morta di parto con il suo bambino


BRESCIA, 2 gennaio - Una giovane mamma di 30 anni, all'ottavo mese di gravidanza, Giovanna Lazzari, e la bambina che aveva in grembo, sono morte agli Spedali civili di Brescia. La donna è arrivata in ospedale mercoledì notte in condizioni gravi con febbre alta ed evidenti sintomi di gastroenterite. Giovedì mattina i medici hanno deciso di iniziare il parto cesareo: il feto però era già morto e la madre, trasferita nel reparto di rianimazione, è deceduta poco dopo. La Procura di Brescia ha aperto un'inchiesta disponendo l'autopsia sul corpo della giovane mamma e sul feto per capire i motivi della morte. iovanna Lazzari, residente a Rezzano, era sposata e aveva già due figli di un un anno e mezzo e quattro anni. Avrebbe compiuto gli anni proprio oggi.

domenica 20 dicembre 2015

RODENGO SAIANO (Brescia), auto fuori strada, morte madre e bambino di 6 mesi


BRESCIA, 20 dicembre - Grave incidente stradale a Rodengo Saiano alle 23.30, nel Bresciano, sulla strada provinciale 46 . Un'auto è uscita di strada ed è finita contro albero. Tre le persone coinvolte: due persone, una ragazza di 25 anni e il suo bimbo di sei mesi sono morti all'istante. Madre e figlio erano a bordo di un'auto guidata da un 38enne di origini romene. L'uomo è trasportato poi agli Spedali civili di Brescia.

venerdì 18 dicembre 2015

BRESCIA, bomba rudimentale esplode davanti alla scuola di polizia


BRESCIA, 18 dicembre - Un ordigno rudimentale è stato fatto esplodere attorno alle 4.30 davanti alla sede della Polgai (scuola della Polizia di Stato) a Brescia in via Veneto 3. Non si registrano feriti, ma solo danni. Le indagini della Digos di Brescia  si concentrerebbero sul mondo anarchico. Ad esplodere è stata una pentola a pressione riempita con polvere pirica. Allo stato non ci sono rivendicazioni.Personale della Polizia Scientifica è tuttora al lavoro in via Veneto per individuare tutti i reperti sulla scena dell'attentato, tanto che la via Veneto è ancora parzialmente chiusa al traffico. Gli investigatori della Questura potrebbero trovare elementi utili alle indagini visionando le riprese delle telecamere di videosorveglianza, numerose a ridosso della caserma che ospita la scuola di Polizia e la Polstrada.

lunedì 7 dicembre 2015

BRESCIA, morto, in una pozza di sangue, nel suo appartamento

BRESCIA, 7 dicembre - Macabro ritrovamento in via Mazzucchelli a Brescia. Il corpo senza vita di un uomo, Pierangelo Bornati, 45 anni, è stato trovato dalle forze dell'ordine nel suo appartamento, in camera da letto. 
A lanciare l'allarme i vicini di casa, insospettiti dal rumore dell'acqua lasciata aperta. 
Il 45enne, il cui cadavere si trovava in una pozza di sangue, viveva con una donna russa e un figlio.

martedì 1 dicembre 2015

BRESCIA, arrestati 4 kosovari di una organizzazione jihadista



BRESCIA, 1 dicembre - Operazione antiterrorismo della Polizia: gli agenti hanno eseguito stamattina all'alba alcuni arresti e diverse perquisizioni nei confronti di cittadini kosovari accusati di apologia di terrorismo e istigazione all'odio razziale. Il blitz, in collaborazione con le autorità kosovare, è scattato contemporaneamente in alcune città italiane e in Kosovo.
L'indagine che ha portato agli arresti di oggi è stata condotta dagli uomini della Direzione centrale della Polizia di prevenzione, l'Antiterrorismo italiano, e da quelli della Digos di Brescia. Gli investigatori hanno ricostruito contatti e organigramma di una presunta organizzazione terroristica che, anche attraverso l'uso della rete e dei social network, propagandava l'ideologia jihadista. 
Sono quattro i cittadini kosovari arrestati nell'ambito dell'operazione della Polizia nei confronti di una presunta organizzazione che propagandava l'ideologia jihadista. Per la prima volta, nei confronti di una di loro, è scattata la misura della sorveglianza speciale. La richiesta è stata avanzata direttamente dal Procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo, Franco Roberti.
Dalle indagini è emerso che i quattro arrestati  erano fortemente radicalizzati, ponendosi su posizioni estremistiche e assumendo atteggiamenti tipici dei militanti dell'Isis e pubblicando sul web una serie di foto in cui erano ritratti con le armi in pugno.
Quello che è considerato la «mente» del gruppo, un cittadino kosovaro che ha vissuto diverso tempo in Italia, è stato arrestato in Kosovo dalle autorità di quel paese, mentre gli altri tre sono stati arrestati in Italia, dove vivevano da tempo. 
Contestualmente agli arresti, gli investigatori hanno fatto scattare una serie diperquisizioni a Brescia, Vicenza e Perugia.

martedì 24 novembre 2015

TRENI, traffico rallentato tra BRESCIA e OSPITALETTO


MILANO, 24 novembre - Dalle 17.45 la circolazione ferroviaria fra Brescia e Ospitaletto-Travagliato (linea Milano - Brescia) è rallentata per un problema tecnico all’infrastruttura. Ritardi fino a 30 minuti per i treni in viaggio.