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lunedì 26 giugno 2017

GALLARATE, madre denuncia pusher del figlio, sgominata rete con base in un bosco


GALLARATE, 26 giugno - La segnalazione di una madre, che ha messo gli investigatori sulle tracce di chi aveva venduto droga al figlio minorenne, ha permesso lo smantellamento di una rete di spacciatori. E' accaduto a Gallarate (Varese), dove i carabinieri hanno arrestato diciotto persone, tutte residenti in provincia di Varese e Milano e tutte dedite alla vendita di grossi quantitativi di hashish, cocaina ed eroina, nel Gallaratese. 
Le ordinanze di custodia emesse dalla Procura di Busto Arsizio sono state eseguite dai carabinieri tra le provincie di Varese, Milano, Como, Novara, Vercelli, Verbania e Ancona. Tra le diciotto persone arrestate ci sono tre donne italiane, di cui una 23enne legata sentimentalmente al principale pusher del gruppo, un marocchino di 25 anni; la donna spacciava cocaina per il compagno nella propria abitazione.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, la base logistica dell'organizzazione si trovava nelle zone boschive della zona di Saronno, da dove la droga veniva distribuita nelle altre province. L'indagine è stata avviata nel settembre del 2014, proprio a seguito della denuncia della madre che ha segnalato la situazione del figlio.

venerdì 2 dicembre 2016

SARONNO, il medico killer: volevo solo alleviare le sofferenze dei pazienti


VARESE, 2 dicembre - Si è avvalsa della facoltà di non rispondere Laura Taroni, l'infermiera arrestata per la vicenda delle morti in corsia all'ospedale di Saronno, interrogata in carcere dal Gip di Busto, Luca Labianca. Il suo avvocato ha già lasciato il carcere, così come quello del suo amante, Leonardo Cazzaniga. 
Cazzaniga è accusato di aver ucciso 4 pazienti con massicce dosi di farmaci. Entrambi sono sospettati per l'omicidio del marito della donna.
Il medico, durante il suo interrogatorio davanti al gip, si è detto "disponibile a chiarire quanto è successo". Secondo il suo avvocato, Enza Mollica, il medico ha risposto a tutte le domande, in alcuni casi in modo circostanziato, in altri in modo più generico. L'avvocato ha riferito che Cazzaniga "appare provato". Avrebbe spiegato che il somministrare farmaci serviva "per alleviare le sofferenze" dei pazienti. Ha respinto l'accusa di aver voluto uccidere qualcuno. A quanto si è saputo il suo avvocato, Enza Mollica, ha presentato una istanza di arresti domiciliari.
Oltre 50 le cartelle cliniche all'esame dei carabinieri sequestrate. Dagli atti, tra le altre cose, è emersa l'idea, da parte dei due arresti, di uccidere anche un cugino acquisito della donna. Laura Taroni somministrava farmaci, tra cui ansiolitici, a suo figlio di undici anni tanto che il ragazzino, a un certo punto, le aveva chiesto di dargli meno farmaci. 

giovedì 1 dicembre 2016

La coppia killer di SARONNO, una dottoressa barattò il suo silenzio con l'assunzione

L coppia killer di Saronno
SARONNO, 1 dicembre - C'è un abisso di follie dietro la storia della coppia killer di Saronno. C'è la storia di una collega di lavoro che sapeva e che ha barattato il silenzio in cambio dell'assunzione in ospedale. C'è una Commissione d'inchiesta interna alla struttura datata 2013 che si chiuse senza contestazioni di fatto. C'è la freddezza di lei che due ore prima del funerale del marito nel luglio 2013 accredita duemila euro dal conto del suocero morto (e sul quale si indaga) sul suo per poi comprare un iPhone 4s ad esequie appena finite.  E ancora: chi era in reparto con loro due cercava di cambiar turno.

La dottoressa assunta che minacciava di "far scoppiare un casino" 
 "Se non ho un lavoro faccio scoppiare un casino! E ho le carte in mano per farlo scoppiare davvero perché adesso sono veramente stanca di essere presa per il c...". Così la dottoressa Simona Sangion, indagata per falso ideologico nell'inchiesta sulla coppia killer, si sfogava al telefono con il primario dell'ospedale di Saronno Nicola Scoppetta (il gip ha negato i domiciliari) l'anno scorso. Il medico, scrive ilCorriere della Sera, era arrabbiato perché il suo nome era stato eliminato dal piano turni poiché il suo contratto era in scadenza. La donna, sospettata di aver aiutato Laura Taroni a falsificare le analisi del sangue del marito, minacciava di dire tutto ai parenti dei pazienti morti. A settembre, dopo le minacce, il primario la chiamava per dirle che "stiamo preparando un bando ad hoc". A ottobre la Sangion veniva assunta. Tutto nel nome della "rispettabilità" dell'ospedale.

Prima del funerale del marito le spese pazze dell'infermiera killer  
Dalle carte dell'inchiesta emerge il ritratto di una coppia fredda e spietata. L'infermiera Laura Taroni, secondo ciò che è stato rilevato dagli investigatori, poche ore prima del funerale del marito, il 2 luglio 2013, trasferì duemila euro dal conto del suocero morto, in maniera sospetta, al suo: "Può considerarsi una dato di fatto che il giorno dei funerali del marito Massimo Guerra - scrivono i pm - la Taroni si occupa di sottrarre somme dal conto del suocero e ad esequie concluse effettuava l'acquisto online di un costoso bene voluttuario (un iPhone 4s, ndr)".

Sono 35 le morti sospette - Secondo la Repubblica, sono 45 i decessi avvenuti tra il 2011 e il 2014, quando era di turno Cazzaniga, al vaglio dei carabinieri, che hanno sequestrato le cartelle cliniche di quei 4 anni, con conseguenze giudiziarie anche per i 14 indagati tra medici, dirigenti e Azienda ospedaliera. Una ventina di morti sono state verificate: cinque sono considerati omicidi, tra cui quello di Massimo Guerra e Maria Rita Clerici, marito e madre della Taroni; sei sono sospette; altri nove sono considerati "regolari" ossia non evidenziano anomalie. I casi sospetti sono 35.


La Commissione d'inchiesta istituita nel 2013 dopo le denunce di alcuni infermieri - Gli avvisi di garanzia sono stati inoltrati anche ai sei membri della Commissione d'inchiesta che venne istituita nel 2013 dopo le denunce di alcuni infermieri sull'attività del viceprimario Cazzaniga. Il pool non aveva evidenziato niente di anomalo. Nei confronti dei sei, tra cui il primario del reparto Nicola Scoppetta e il direttore sanitario del presidio di Saronno Paolo Valenti, pende l'accusa di favoreggiamento e omissione di denuncia.  La Regione Lombardia ha istituito una sua indagine.


lunedì 18 maggio 2015

SARONNO, uomo cerca di taggiungere BERLUSCONI durante un comizio. PARAPIGLIA

Berlusconi a Saronno
SARONNO (Varese), 18 maggio - Un uomo è stato bloccato dalle forze dell'ordine a Saronno, dove era in corso un comizio di Silvio Berlusconi. L'uomo avrebbe tentato di raggiungere l'ex premier al suo arrivo sotto il palco. Ne è nato un parapiglia. L'uomo è stato bloccato dalle forze dell'ordine e portato via.
"Voleva aggredire uno di noi o il presidente. Le forze dell'ordine sono state pronte ed è stato evitato uno spiacevole episodio", ha commentato Francesca Pascale.

L'uomo, che in un primo momento è stato ammanettato, è stato poi portato via su un'auto delle forze dell'ordine. Indossava una felpa nera e dei pantaloni di colore verde militare. Le fasi del bloccaggio sono state concitate. Sull'uomo gli investigatori stanno svolgendo accertamenti per capire anche quali siano le sue frequentazioni e la sua personalità. 
L’episodio tuttavia è stato molto veloce e in piazza in molti non si sono nemmeno accorti di quanto accaduto.  La giornata politica è proseguita senza alcun intoppo e anche dal palco l’ex premier non ha fatto nemmeno cenno al piccolo episodio.