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mercoledì 19 luglio 2017

TOTO RIINA resta in carcere


BOOGNA, 19 luglio - Il tribunale di sorveglianza di Bologna ha rigettato la richiesta sia del differimento pena che di detenzione domiciliare presentata dai legali del boss Totò Riina. I giudici hanno riunito due procedimenti, decidendoli insieme. Riina quindi resta detenuto al 41 bis nel reparto riservato ai carcerati dell'ospedale di Parma. Alla richiesta dei legali, motivata da ragioni di salute del boss, si è opposto il pg di Bologna Ignazio De Francisci. "Totò Riina rimane in ospedale ma è una ordinanza ampiamente ricorribile, e come tale sarà oggetto di ricorso", ha dichiarato il legale del boss, l'avvocato Luca Cianfaroni.

lunedì 30 gennaio 2017

STATO-MAFIA, Riina risponderà alle domande dei giudici


PALERMO, 30 dicembre - Il boss Totò Riina ha fatto sapere attraverso il suo legale, l'avvocato Giovanni Anania, che risponderà alle domande di pm e avvocati nel processo sulla trattativa Stato-mafia. La comunicazione è arrivata a udienza chiusa, quando la corte stava per lasciare l'aula. Un colpo di scena che le parti non si aspettavano: sarebbe infatti la prima volta che il padrino corleonese si sottopone all'esame.
L'interrogatorio di Riina, fino ad ora l'unico degli imputati del processo, ad aver dato la disponibilità a rispondere alle domande del pm, dovrebbe tenersi nell'udienza del 16 febbraio.

sabato 4 giugno 2016

CORLEONE, "inchino" della processione davanti alla casa di RIINA


CORLEONE, 4 giugno - L'ultima processione che ha attraversato le strade di Corleone si è fermata per un "inchino" davanti alla casa dove abita Ninetta Bagarella, la moglie del capo di Cosa Nostra, Totò Riina. E' successo domenica. Il commissario di polizia e il maresciallo dei carabinieri, che erano presenti, hanno lasciato la processione inviando una relazione alla procura distrettuale antimafia.
Dai primi accertamenti, secondo quanto riporta Repubblica, è emerso che uno dei membri della confraternita di San Giovanni Evangelista, Leoluca Grizzafi, è cugino di secondo grado della Bagarella. Il parroco di Santa Maria, padre Domenico Mancuso, si è detto amareggiato: "Ho ribadito alle forze dell'ordine che non è mia usanza sostare davanti ai potenti o pseudo potenti quella non era una sosta prestabilita, è accaduto. Mi rendo conto che ci voleva più prudenza".

Duro il commento del vescovo di Monreale, monsignor Michele Pennisi: "Su episodi come questi non transigo. Ho già nominato una commissione d'inchiesta, sono in attesa di una relazione. Intanto, ho proposto al questore di Palermo di stilare un protocollo d'intesa, per prevenire altri episodi: propongo che d'ora in poi anche le soste delle processioni siano concordate con le forze dell'ordine, per evitare spiacevoli sorprese".

Nei mesi scorsi, monsignor Pennisi aveva anche imposto alla confraternite di inserire nello statuto una clausola: "Nessun pregiudicato per mafia può far parte delle nostre associazioni". 

Grizzaffi è incensurato.

giovedì 28 aprile 2016

VESPA richiamato dall'Agcom per l'intervista a Riina jr


ROMA, 28 aprile -Due 'forti richiami' alla Rai nello stesso giorno": l'Agcom "ha prima richiamato il servizio pubblico per l'in " tervista di Bruno Vespa al figlio di Riina", poi "ha criticato duramente la qualità dell'informazione Rai in occasione del referendum sulle trivelle". A segnalarlo, sul suo profilo Facebook, è il presidente Vigilanza Roberto Fico. "Ci aspettiamo interventi concreti dai vertici della Rai rispetto sia a Porta a porta sia alla pessima informazione fatta durante la campagna referendaria", sottolinea.
"Profondamente sorpreso dal provvedimento dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, che non ricordo essersi mai espressa con tanta clamorosa severità nei confronti di una intervista televisiva", Bruno Vespa dissente "radicalmente dai giudizi espressi nel richiamo" e in una nota rivendica "fino in fondo, pertanto, di aver rispettato ancora una volta la deontologia professionale e la dignità della persona con lo scrupolo - sottolinea - che da cinquant'anni caratterizza la mia attività giornalistica".
"L'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni - ricorda Fico - ha prima richiamato il servizio pubblico per l'intervista di Bruno Vespa al figlio di Riina, sottolineando che 'le reticenze e le omissioni dell'intervistato' non hanno ricevuto adeguata replica da parte del giornalista. Subito dopo l'Agcom ha criticato duramente la qualità dell'informazione Rai in occasione del referendum sulle trivelle. Conduttori di programmi come Agorà e Unomattina hanno diffuso informazioni errate sul referendum 'sminuendo la valenza nazionale della consultazione e venendo meno ai principi di imparzialità e correttezza' posti a garanzia delle libere scelte dei cittadini". Per Fico, si tratta di "una mancanza di correttezza che il Movimento 5 Stelle ha denunciato per tutta la campagna referendaria, citando proprio i casi dei conduttori Di Mare e Greco, oggetto di due interrogazioni. È quindi apprezzabile che l'Autorità abbia finalmente lanciato un segnale forte, ma ci aspettiamo molto di più. Una tale mancanza di completezza, lealtà, imparzialità l'abbiamo riscontrata e denunciata tante, troppe volte anche nell'informazione dei principali telegiornali del servizio pubblico". "Ci aspettiamo interventi concreti dai vertici della Rai - incalza il presidente della Vigilanza - rispetto sia a Porta a porta sia alla pessima informazione fatta durante la campagna referendaria. Si può rivoluzionare un'azienda, anche facendo ricorso a soggetti esterni, purché si vedano i risultati. Altrimenti è solo un trucco. Una seria inversione di tendenza nella qualità dell'informazione deve essere il primo obiettivo, estirpando i rapporti malati fra i telegiornali e la politica: è inaccettabile che qualunque commento di esponenti dei partiti di maggioranza diventi automaticamente e senza alcun filtro giornalistico un servizio di tg. Non si può perdere altro tempo".
Anzaldi, bene Agcom su Vespa, ora provvedimenti - "Dopo questa dura, precisa e dettagliata reprimenda dell'Autorità, appare doveroso e ineludibile che la Rai spieghi cosa è successo e chi sono i responsabili dell'accaduto, nonostante la gravità dell'evento fosse stata denunciata con ben 24-30 ore di anticipo dal sottoscritto, da altri parlamentari, dalla presidenza del Senato, dalle associazioni dei familiari, da autorevoli giornalisti". Il deputato Pd Michele Anzaldi, segretario della commissione di Vigilanza e autore dell'esposto all'Agcom che ha richiamato Viale Mazzini per l'intervista di Bruno Vespa a Salvo Riina nella puntata di Porta a porta del 6 aprile, torna a incalzare il vertice della tv pubblica, citando anche "il fastidio del Quirinale, trapelato sui media e mai smentito". "Nonostante gli innumerevoli richiami a trattare il tema con la massima attenzione - sottolinea Anzaldi all'ANSA - la puntata è andata in onda senza nessuna variazione: è stata una prova di arroganza inaudita, criticata duramente anche in Antimafia e in Vigilanza. Ora il direttore generale dica qual è stata la filiera degli eventi e quali provvedimenti intenda assumere".