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venerdì 19 agosto 2016

Al via il restauro dell'ultimo SETTEBELLO



VOGHERA, 19 agosto - E' da ieri a Voghera, nell'Officina manutenzione ciclica di Trenitalia, nel Pavese, l'unico esemplare ancora esistente di Etr300, il cosiddetto Settebello, treno della Breda con interni progettati da Giò Ponti e Giulio Minoletti in servizio dal 1952 al 1992. Un delicato viaggio da Falconara Marittima (Ancona) per il convoglio che era fermo da anni e che è stato trainato con una motrice arrivata da Pistoia.
In officina il Settebello (così chiamato perché ha 7 carrozze) sarà bonificato sotto la supervisione della Fondazione Fs. Poi partirà un progetto di ristrutturazione per riportare gli interni (che hanno subito un restyling negli anni '80) allo splendore originale e poterlo utilizzare come treno turistico d'alto livello. Il costo previsto è di 8 milioni di euro, che dovrebbero arrivare tramite bandi di finanziamento europei.
    L'Etr300 poteva raggiungere i 180 km/h. Con interni e decorazioni di design, aveva salottini belvedere che consentivano ai passeggeri la visione panoramica frontale del viaggio.

martedì 22 luglio 2014

Piangono i commercianti della FONTANA DI TREVI in restauro: persa la metà dergli incassi


ROMA - "Il restauro della Fontana di Trevi ci sta costando il 30-40% degli incassi. Ormai i turisti non li portano più a vederla, così coperta com'è. E' un disastro, lavoriamo di meno e rischiamo di licenziare o di chiudere". Lo denuncia il presidente dell'associazione commercianti della zona di Fontana di Trevi- Quelli della domenica, Gianni Riposati, titolare di uno storico forno-market di fronte al monumento.
"Prima chiudevamo a mezzanotte, a volte, e dovevamo mandare via la gente - dice -, ora chiudiamo alle 9 o alle 10, è un disastro. Per non licenziare lavoriamo tutti senza fare straordinari. Ma è così per tutti i commercianti in zona". La Fontana di Trevi da fine giugno è semicoperta dalle impalcature per un restauro finanziato dalla casa di moda Fendi. Una passerella trasparente permette ai turisti di avvicinarsi al monumento simbolo della Dolce Vita. "Ma i lavori vanno a rilento, 18 mesi sono troppi - dice Riposati -, dovrebbero accelerare, lavorare anche di notte. E secondo me non erano neanche necessari". Il presidente dei commercianti della piazza annuncia che "a fine stagione calcoleremo con precisione le perdite e chiederemo lo stato di calamità commerciale, come per i terremoti e le alluvioni. Vogliamo sgravi fiscali, una riduzione della tassa di occupazione suolo pubblico, il permesso Ztl gratuito".

mercoledì 18 giugno 2014

Quattro anni (e 31 milioni) per mettere in sicurezza la Domus Aurea

ROMA - Quattro anni per la messa in sicurezza della Domus Aurea a Roma e la sua riapertura al pubblico. Lo prevede un progetto presentato oggi dalla soprintendenza, ma per completarlo servono circa 31 milioni di euro. "Lo stato è pronto a fare la sua parte - annuncia il ministro Franceschini -, ma mi aspetto l'intervento di una grande impresa".
Quello per la Domus Aurea, spiega Franceschini, "è un grande progetto su cui deve investire il sistema Paese trovando le risorse. Lo Stato non si sottrae, ma servono 31 milioni di euro in quattro anni. Abbiamo da poco previsto lo strumento dell'Art Bonus, con grandi incentivi fiscali per i mecenati e questo per l'Art Bonus è il luogo ideale. Non ci sono più alibi, è un intervento a cui tutto il mondo guarderà". Da qui l'appello del ministro alle imprese italiane e straniere: "Mi aspetto che ci sia la corsa da parte delle grandi imprese italiane - dice - se non ci fosse lo troverei scandaloso, in quel caso lo Stato andrà avanti". Il progetto di restauro, precisano accanto al ministro la soprintendente archeologica di Roma Maria Rosaria Barbera e la direttrice del monumento Teodora Filippi, prevede una necessità di stanziamenti per 7-8 milioni di euro l'anno per quattro anni.
Dopo l’incendio del 64 d.C., che distrusse gran parte del centro di Roma, l’imperatore Nerone si fece costruire una nuova residenza con le pareti ricoperte di marmi pregiati e le volte decorate d’oro e di pietre preziose, tanto da meritare il nome di Domus Aurea. Venne progettata dagli architetti Severo e Celere e decorata dal pittore Fabullo. L’enorme complesso comprendeva sconfinati vigneti, pascoli e boschi, un lago artificiale, tesori saccheggiati nelle città d’Oriente e preziosi ornamenti, fra i quali una colossale statua dell’imperatore nelle vesti del dio Sole.
Alla morte di Nerone i suoi successori cercarono di seppellire e cancellare ogni traccia del palazzo. I lussuosi saloni furono spogliati dei rivestimenti e delle sculture e riempiti di terra fino alle volte e sopra furono costruite le grandi terme di Tito e di Traiano. Nella valle sottostante fu edificato il Colosseo. Le fastose decorazioni a fresco e a stucco della Domus Aurea rimasero nascoste fino al Rinascimento.
Allora alcuni artisti appassionati di antichità, tra cui Pinturicchio, Ghirlandaio, Raffaello, Giovanni da Udine e Giulio Romano, calandosi dall’alto in quelle che loro pensavano fossero delle grotte, iniziarono a copiare i motivi decorativi delle volte. Per questo le decorazioni furono chiamate “grottesche”. Con la riscoperta iniziarono i problemi della conservazione delle pitture e degli stucchi, che sbiadirono velocemente a causa dell’umidità e finirono per essere dimenticati.
Solo dopo i ritrovamenti degli affreschi di Pompei gli studiosi si interessarono di nuovo alle grottesche romane e nel 1772 furono ripresi gli scavi nella Domus Aurea.
Chiusa per molti anni per il pericolo di cedimenti strutturali la Domus Aurea era stata riaperta nel 1999 dall’allora ministro dei Beni culturali, Walter Veltroni. Chiusa (infiltrazioni d’acqua) nel 2005 era stata riaperta all’inizio del 2006 (gennaio). L’ingresso ai visitatori fu nuovamente sbarrato nel 2008, su disposizione della soprintendenza. Nel giugno del 2009 l’allora sottosegretario ai Beni Culturali, Francesco Giro del Pdl, annunciò il via ai lavori destinati a fermare le infiltrazioni d’acqua e il pericolo crolli: meno di un anno più tardi però, nel marzo 2010, una parte del soffitto della Domus Aurea - l’edificio voluto da Nerone dopo l’incendio che nell’anno 64 distrusse gran parte di Roma - è crollato. Non nella parte principale della dimora, ma comunque il danno fu consistente: «Tra i 60 e i 70 metri quadrati nella galleria Traianea», una delle gallerie costruite da Traiano nell’anno 104 (ovvero di una struttura successiva al corpo neroniano, eretta quando l’imperatore Adriano avviò l’opera di interramento della Domus sulla quale, nell’area di Colle Oppio, sarebbe sorte le sue terme.

giovedì 20 marzo 2014

Bulgari finanzia il restauro della scalinata di Trinità dei Monti (1,5 milioni di euro)

ROMA - Bulgari dona al Comune di Roma 1,5 milioni di euro per finanziare il restauro conservativo della scalinata di Trinità dei Monti su piazza di Spagna. Il progetto rappresenta "il tributo speciale di Bulgari alla sua città in occasione del 130/o anniversario della sua storia che ricorre quest'anno", spiega l'azienda. Il restauro "inizierà entro un anno. Nell'arco di due anni la scalinata verrà restituita nella sua bellezza a tutto il mondo", annuncia il sindaco Ignazio Marino

mercoledì 29 gennaio 2014

Al via il restauro del Battistero di Firenze


FIRENZE - Al via domani le operazioni di montaggio dei ponteggi necessari al restauro del Battistero di Firenze, che saranno elevati contemporaneamente sull'intero perimetro del monumento. Il montaggio dei ponteggi richiederà almeno trenta giorni, dopo di che a marzo 2014 prenderanno il via i lavori veri e propri di restauro il cui termine è previsto nell'estate 2015. Durante il montaggio dei ponteggi, potranno verificarsi momentanee chiusure al pubblico. L'ultimo restauro fu eseguito 70 anni fa.