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martedì 17 maggio 2016

STRASBURGO accoglie in via preliminare il ricorso di AMANDA KNOX contro l'Italia


STRASBURGO, 17 maggio - La Corte europea dei diritti umani ha accolto in via preliminare il ricorso contro l'Italia presentato da Amanda Knox, la 28enne prosciolta in Cassazionedall'accusa di aver partecipato all'uccisione di Meredith Kercher, avvenuta nel 2007 a Perugia. La giovane sostiene di aver subito un processo iniquo e di essere stata maltrattata durante l'interrogatorio. Strasburgo ha quindi comunicato il ricorso al governo italiano affinché possa difendersi. Nel ricorso presentato alla Corte di Strasburgo il 24 novembre 2013 Amanda Knox, rappresentata dall'avvocato Carlo Dalla Vedova, elenca i motivi per cui lo Stato italiano non le avrebbe assicurato un processo equo nel procedimento che ha poi portato alla sua condanna a tre anni di reclusione per calunnia nei confronti di Patrick Lumumba, il giovane finito in carcere nella prima fase delle indagini sull' uccisione di Meredith Kercher.

Knox afferma che il suo diritto a un equo processo è stato violato perché "non è stata informata in tempi brevi in una lingua a lei comprensibile della natura e dei motivi dell'accusa formulata a suo carico". Inoltre afferma di non essere stata assistita da un legale durante gli interrogatori del 6 novembre 2007.

Infine ribadisce di non essere stata assistita da un interprete professionale e indipendente nel corso degli interrogatori e che l'agente di polizia che l'ha assistita durante gli interrogatori del 6 novembre 2007 ha fatto le funzioni di mediatore "suggerendo così delle ipotesi su come si erano svolti i fatti".

Amanda Knox invoca inoltre la violazione dell'articolo 3 della Convenzione europea dei diritti umani affermando che "gli scappellotti" che ha ricevuto alla testa hanno costituito un trattamento inumano e degradante. Ora il governo italiano dovra' fornire alla Corte le prove per discolparsi dalle accuse di Knox. Ma la Corte chiede anche che la ragazza dimostri di aver fatto gia' ricorso ai tribunali italiani per le violazioni che afferma aver subito.

giovedì 17 dicembre 2015

Proteste a BALTIMORA, nullo il processo all'agente per la morte di un afroamericano


BALTIMORA, 17 dicembre - Un giudice a Baltimora ha annullato il processo contro uno dei sei poliziotti implicati nella morte dell'afroamericano Freddie Gray lo scorso aprile e nella città del Maryland torna alta la tensione con manifestanti scesi immediatamente in strada in segno di protesta, mentre da più parti si fa appello alla calma. Il giudice ha dichiarato "nullo" il processo contro l'agente di Polizia William Porter, accusato di omicidio colposo, aggressione e condotta negligente, perché la giuria non è riuscita a prendere una decisione.

sabato 29 novembre 2014

IL CAIRO, prosciolto l'ex presidente Mubarak. "Non doveva essere processato"


IL CAIRO - L'ex presidente egiziano Hosni Mubarak non doveva essere processato per la morte di 239 manifestanti durante la rivolta del 2011 che portò alle sue dimissioni. Lo ha stabilito il giudice della Corte d'Assise del Cairo. Pertanto non sarà né assolto né condannato. L'ex presidente è stato anche assolto dalle accuse di corruzione, in un caso di vendita di gas a Israele, e per tangenti. Il giudice non ha ancora pronunciato la sentenza riguardante l'uccisione dei manifestanti nella rivolta del 2011. "Ho fiducia nella giustizia della nostra magistratura e accetterò qualunque sentenza", aveva detto l'ex presidente egizian, entrando nell'accademia di polizia al Cairo. 
L'ex ministro dell'Interno di Mubarak, Habib el Adly, e i suoi 6 assistenti sotto processo insieme all'ex rais sono stati assolti dall'accusa di aver ucciso i manifestanti nella rivolta del 2011.

lunedì 22 settembre 2014

Parkinson, demenza senile, ossessioni: le malattie dei sopravissuti della Costa Concordia


ROMA - C'è chi ha sviluppato il morbo di Parkinson, chi sindromi ossessive o i sintomi premonitori di una demenza senile. Per i passeggeri della Concordia sopravvissuti al naufragio, il trauma vissuto ha portato danni fisici e neurologici che, per gli esperti, sono legati da un nesso di causa ed effetto alla tragedia. In generale, hanno spiegato al processo di Grosseto i medici legali, i casi si riferiscono a chi rimase intrappolato per ore nella nave.
Un passeggero di Bologna ha sviluppato il morbo di Parkinson, la sorella i sintomi premonitori di una demenza senile, un'altra passeggera insonnia, bronchite cronica e difficoltà di relazione sociale, un altro una sindrome ossessiva per cui in ogni conversazione finisce per parlare solo del naufragio del Giglio e ha sempre paura di morire. Ma c'è anche chi non può stare da solo in locali chiusi e chi non può prendere ascensori. 
Tutti passeggeri che ora si sono costituiti parte civile per chiedere risarcimenti all'imputato Francesco Schettino e al responsabile civile del processo, Costa Crociere spa. E' la prima udienza in cui i danni medico-sanitari agli ospiti della nave vengono evidenziati sotto il piano medico-scientifico, e non solo in base a racconti dei superstiti. Le patologie di cui si è parlato in aula, a partire dall'uomo in cui si è evidenziata una patologia di Parkinson, sono state segnalate dopo il naufragio e a distanza di oltre due anni e mezzo si sono cronicizzate e aggravate, peggiorando nettamente le condizioni di vita dei passeggeri, divenuti pazienti. 
Sempre nell'udienza di oggi alcuni avvocati hanno revocato la costituzione di parte civile di loro assistiti per il raggiungimento di transazioni extra-processo e Costa Crociere spa per il risarcimento dei danni subiti.

Avvocato di Costa: "Caso di Parkinson? Non risulta" - "Conosciamo il caso. Abbiamo fatto fare ovviamente ogni genere di ricerche sulla possibile casualità di queste sindromi di Parkinson collegate all'evento, ma non abbiamo rinvenuta nessuna letteratura scientifica e nessun precedente in questo senso". Così l'avvocato di Costa Crociere, Marco De Luca

giovedì 20 febbraio 2014

Giornalisti rischiano 15 anni di carcere al Cairo. La colpa: raccontare ciò che è successo


IL CAIRO - Venti giornalisti, tra cui quattro stranieri, stanno per andare sotto processo nella capitale egiziana, Il Cairo. Tra essi, lo staff di al Jazeera.
Sono accusati di avere legami con una "organizzazione terroristica" e diffusione di notizie false mettendo cos’ in pericolo la sicurezza nazionale: rischiano fino a 15 anni di carcereOtto degli  imputati, tra i quali l’egiziano-canadese capo dell'ufficio del Cairo di Al-Jazeera Mohamed Adel Fahmy e l'ex corrispondente della BBC Peter Greste, un australiano, sono in carcere. Fahmy  è stato in sciopero della fame per più di un mese per protestare contro la sua detenzione. Gli altri, tra cui due giornalisti britannici, saranno processati in contumacia.
Al-Jazeera dice che solo nove degl accusati sono membri del suo personale e che essi si limitavano a racconatre la situazione in Egitto.
Si è detto che le accuse sono "assurde, infondate e false" e gli imputati hanno costantemente negato di aiutare i Fratelli Musulmani, designato come un gruppo terroristico dopo che i militari hanno spodestato il presidente Mohammed Morsi scorso anno. Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha accusato l'Egitto di colpire giornalisti ed altri con affermazioni false, dimostrando un "disprezzo totale per la tutela dei diritti fondamentali". La Casa Bianca - insieme con i principali gruppi per i diritti umani - ha chiesto che la squadra di al-Jazeera sia rilasciato.
I 16 giornalisti egiziani sono stati accusati di appartenenza a una organizzazione terroristica e di "danneggiare l'unità nazionale e la pace sociale". Gli stranieri sono accusati di "collaborare con gli egiziani, fornendo loro il denaro, attrezzature, informazioni", e "aver mandato in onda notizie false volte a informare il mondo esterno che il paese è stato testimone di una guerra civile".
Greste, Fahmy e un produttore egiziano locale, Baher Mohamed, sono stati arrestati  in un raid in un hotel del Cairo a dicembre. Un giornalista di al-Jazeera in arabo, Abdullah al-Shami, è stato arrestato da agosto ed è ora in sciopero della fame.
Gli altri stranieri sono Rena Netjes del giornale olandese Het Parool e radio BNR, fuggito dall’Egitto all'inizio di questo mese, e i giornalisti Dominic Kane e Sue Turton, della al Jazeera in  inglese, che hanno lasciato il paese lo scorso anno. Il governo egiziano ei suoi sostenitori hanno accusato network internazionali di notizie di parzialità nella loro segnalazione di abusi dei diritti umani contro i sostenitori Morsi e dissidenti secolari.