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mercoledì 2 marzo 2016

Sì del Senato, l''OMICIDIO STRADALE è legge


ROMA, 2 marzo - L'Aula del Senato ha approvato la fiducia posta dal governo al ddl che introduce il reato di omicidio stradale. I voti a favore sono stati 149, 3 i contrari e 15 gli astenuti. La norma, che ha già ricevuto il via libera della Camera, è ora legge. Le votazioni si sono svolte in un clima acceso, tra fischi e applausi.

ECCO COSA PREVEDE IL TESTO - Ventisette anni rappresentano la pena massima prevista per chi guidando in stato di ebbrezza (con grado alcolemico superiore a 1,5) o sotto l'effetto di droghe uccide più di una persona e si da' anche alla fuga. Se invece la vittima è una, il colpevole rischia da 8 a 12 anni di carcere, che diventano 18 se fugge dalla scena dell'omicidio. Per quanto riguarda la patente, il ddl prevede la revoca da 15 a 30 anni dopo la condanna definitiva.
Prima della condanna la patente potrà essere sospesa fino a 5 anni (se ci sono vittime o feriti) in attesa degli esiti del processo. In caso di condanna non definitiva la sospensione puo' essere prorogata fino a un massimo di 10 anni. Tra le modifiche al codice penale l'inserimento dell'omicidio stradale tra i delitti per i quali e' previsto l'arresto in flagranza; inoltre chi rifiuta di sottoporsi agli esami per accertare lo stato di ebbrezza alcolica o di sostanze stupefacenti viene coattivamente sottoposto ai prelievi biologici per gli accertamenti, nel rispetto degli accorgimenti gia' previsti dal codice penale.
Capitolo a parte quello delle lesioni personali stradali per le quali la reclusione va da 2 a 4 anni. Se il conducente che ha provocato feriti si da' alla fuga la pena potra' essere aumentata fino alla meta'. Se invece non ci sono responsabilita' dirette la pena potra' essere diminuita fino alla meta'.

mercoledì 20 maggio 2015

ECOREATI, Renzi firma la legge


ROMA, 20 maggio - ”Ho pensato, firmando, che magari voi non siete d'accordo su tutte le cose che in questo primo anno abbiamo fatto. Ma nessuno può negare che finalmente le cose in Italia si fanno. La politica ha ripreso slancio". Lo scrive il premier Matteo Renzi su Facebook dove ha pubblicato la fotografia mentre firma la legge sui reati ambientali. "E' finito il tempo delle chiacchiere. Lavorando duro l'Italia è tornata a crescere, a sperare, a cambiare", ribadisce. E scrive ancora: “Un'altra firma, pesante. Diventa legge la norma sui reati ambientali, per la prima volta nella storia della Repubblica. È un atto promesso insieme ad Andrea Orlando, Pina Picierno, Chiara Braga e Francesco Nicodemo durante la visita in terra dei fuochi, prima uscita da segretario nazionale del PD. Un atto che dedichiamo alla signora Romana di Casale Monferrato, lei sa perché. Un atto che nasce da tanti parlamentari, non solo del PD, prima firma Ermete Realacci. 
Ma questa firma è pesante anche perché nel giro di un anno abbiamo portato a compimento la legge elettorale, il bonus bebè, il divorzio breve, gli 80 euro, l’autoriciclaggio, gli accordi con la Svizzera e il Vaticano, la legge sulla cooperazione internazionale e quella sulle province, il Jobs act, la fatturazione elettronica, la dichiarazione precompilata, la custodia cautelare, la responsabilità civile dei magistrati, l’antiterrorismo, il taglio dell’IRAP e della bolletta, la nuova Sabatini, la declassificazione degli atti coperti da segreto di Stato, lo Sblocca Italia e la riforma delle popolari. E hanno già superato la prima lettura molte altre sfide dalla PA alla scuola fino alla riforma costituzionale e al terzo settore”.

mercoledì 25 febbraio 2015

Chi sbaglia, paga. Sì definitivo della Camera alla legge sulla responsabilità dei giudici

ROMA, 25 febbraio - Sì definitivo dell'Aula della Camera al disegno di legge sulla responsabilità civile dei magistrati. Il testo è stato approvato con 265 sì, 51 no e 63 astenuti. La Lega, Fi, Sel, Fdi e Alternativa Libera si sono astenuti. Il M5S ha votato contro. Il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, lo ha definito "un passaggio storico. La giustizia sarà meno ingiusta e i cittadini saranno più tutelati".

Testo approvato "in fretta e furia" - Per la mancata applicazione sulla materia del diritto comunitario e per la conseguente misura di infrazione, prima dell'approvazione definitiva del testo, l'Italia rischiava di pagare una multa stimata in 37 milioni. Il governo per portare a casa la legge rapidanemte ha dato parere negativo a tutti gli emendamenti. Ma l'applicazione della nuova norma , come ammette lo stesso Guardasigilli - andrà monitorata nel concreto. "Valuteremo laicamente gli effetti - assicura Orlando - e siamo pronti a correggere alcuni punti".

Anm: "E' legge contro i giudici" - "E' un pessimo segnale, la politica approva una legge contro i magistrati". Così l'Associazione nazionale magistrati commenta l'approvazione della riforma sulla responsabilità civile delle toghe, sottolineando come tutto questo accada mentre c'è una "corruzione dilagante".

Renzi: "Dopo anni di rinvii è legge" - "Anni di rinvii e polemiche, ma oggi la responsalità civile dei magistrati è legge!". Così su Twitter il presidente del Consiglio Matteo Renzi commenta l'approvazione in via definitiva del provvedimento. Al messaggio il premier aggiunge gli hashtag "Passo dopo passo" e "La volta buona".
La nuova legge sulla responsabilità civile dei magistrati riforma la legge Vassalli del 1988. Si mantiene tuttavia l'impostazione di responsabilità indiretta: il cittadino cita lo Stato che può rivalersi nei confronti del giudice. Ma rispetto alla Vassalli, viene ampliata la possibilità per il cittadino di fare ricorso, si innalza la soglia economica di rivalsa del danno e viene eliminato il filtro di ammissibilità dei ricorsi.
Responsabilità indiretta - Resta fermo il principio per cui è lo Stato che risarcisce direttamente i danni della "malagiustizia" potendo solo in seconda battuta rifarsi sul magistrato. Il cittadino che ha patito un danno ingiusto, in altri termini, potrà esercitare l'azione risarcitoria esclusivamente nei confronti dello Stato.

Obbligo di rivalsa - L'azione di rivalsa dello Stato diventa obbligatoria. Il risarcimento al magistrato dovrà essere chiesto entro due anni dalla sentenza di condanna nel caso di diniego di giustizia o quando la violazione è stata determinata da dolo o negligenza inescusabile. Quanto all'entità della rivalsa, cresce la soglia attualmente fissata a un terzo: il magistrato risponderà ora con lo stipendio netto annuo fino alla metà. Se vi è dolo, l'azione risarcitoria è però totale.

Soppressione del filtro - Niente più controlli preliminari di ammissibilità della domanda di risarcimento contro lo Stato. L'attività di "filtro" (verifica dei presupposti e valutazione di manifesta infondatezza) oggi affidata al tribunale distrettuale è cancellata.

Confini della colpa grave - Si ridefiniscono e integrano le ipotesi di colpa grave. Oltre che per l'affermazione di un fatto inesistente o la negazione di un fatto esistente, scatterà la colpa grave in caso di violazione manifesta della legge e del diritto comunitario e in caso di travisamento del fatto o delle prove. Colpa grave sarà anche l'emissione di un provvedimento cautelare personale o reale al di fuori dei casi consentiti dalla legge o senza motivazione.

Travisamento fatto o prove - I lavori parlamentari, richiamandosi a un'interpretazione costituzionalmente orientata della norma, hanno chiarito come il "travisamento" rilevante ai fini della responsabilità civile del magistrato sia unicamente quello macroscopico ed evidente, tale da non richiedere alcun approfondimento di carattere interpretativo o valutativo.

Clausola salvaguardia - Viene ridelineata la portata della "clausola di salvaguardia": pur confermando che il magistrato non è chiamato a rispondere dell'attività di interpretazione della legge e di valutazione del fatto e delle prove, si escludono espressamente da tale ambito di irresponsabilità i casi di dolo, di colpa grave e violazione manifesta della legge e del diritto della Ue.