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venerdì 3 marzo 2017

Il sindaco di CALAIS: niente pasti ai migranti per impedire la nascita di una nuova "giungla"




CALAIS, 3 marzo - Niente più pasti per i migranti per impedire la nascita di una nuova "giungla" a Calais. La proposta è del sindaco della cittadina francese famosa per il grande accampamento di fortuna allestito dai migranti; simbolo di  un'emergenza che dura da più di 17 anni e smantellato qualche mese fa. l primo marzo il ministro dell'Interno francese, Bruno Le Roux, durante la sua visita a Calais aveva assicurato che "non ci saranno più nuovi accampamenti" ma non a costo di "impedire la distribuzione dei pasti". Non dello stesso avviso il sindaco della cittadina, Natacha Bouchart, che si è detta "personalmente contraria, anche se è difficile da dire a livello umano" a tutti i dispositivi umanitari, per la paura di rivivere le passate tensioni nel campo migranti. "Abbiamo sofferto troppo", ha spiegato. L'ordinanza del sindaco mira a interrompere la distribuzione dei pasti e la fornitura delle docce; pratiche che, sostiene, minacciano la sicurezza della zona. Vietati anche i ripetuti e prolungati assembramenti
Le associazioni umanitarie non erano a conoscenza delle intenzioni del sindaco. "Per due mesi, giorno e notte, è stato distribuito il cibo e continueremo a farlo per un semplice motivo: la gente ha fame", ha fatto sapere Gael Monzy, dell'associazione Utopia 56. Stessa risposta da Vincenzo de Coninck, di Secours Catholique Caritas Francia: "Ci prenderemo le nostre responsabilità, sono stupito che un politico possa arrivare a vietare ai bambini di lavarsi e di magiare".
Il campo, conosciuto come la "giungla", copriva un'area di circa 10 ettari dove hanno vissuto stipati tra i 6.400 e gli 8.100 migranti originari dell'Afghanistan, del Sudan e dell'Eritrea. Chi viveva a Calais sperava di attraversare lo stretto di Dover e raggiungere così il Regno Unito, ma a ottobre 2016 il presidente francese, Francois Hollande, ha portato avanti le operazioni di smantellamento e la definitiva chiusura del campo. Ci sono voluti 1.250 poliziotti e 145 pullman che hanno trasportato i migranti nei 450 centri d'accoglienza (7.500 posti) allestiti in varie zone della Francia.

lunedì 29 febbraio 2016

MIGRANTI, iniziato lo sgombero della "giungla" di Calais. Tensione, scontri, incendi





CALAIS, 29 febbraio - Alta tensione nella 'Giungla' dei migranti a Calais. Secondo alcuni reporter presenti sul posto la polizia ha risposto con i lacrimogeni al lancio di pietre da parte di "alcuni migranti" e "attivisti no-border". La situazione "è difficile", aggiungono. Inoltre, tre baracche di fortuna sono state incendiate sprigionando una densa coltre di fumo nel cielo azzurro di Calais.
Già da questa mattina gli agenti hanno formato cordoni di protezione intorno agli operai intenti a smontare tende e capanne nella parte sud della "giungla". Alle ore 9, una colonna di 30 camion e due veicoli antisommossa della polizia sono stati posti di stanza di fronte all'ingresso occidentale dello slum, che si trova nello stagno di accesso, tangenziale ai traghetti. I lavoratori di una società privata hanno iniziato lo smantellamento delle capanne, assistiti da due bulldozer e controllati da parte della polizia.L'operazione riguarda lo smantellamento di una ventina di rifugi in una zona di 100 metri per 100.
"Vogliamo agire con dolcezza, non durerà solo un giorno", dice Bruno Noel, segretario regionale del sindacato di polizia Alliance Nord-Pas-de-Calais-Picardie, aggiungendo: "Le forze dell'ordine filtrano gli accessi al campo e allontanano i no-border perché sono loro che organizzano gli scontri". Un'attivista britannica che si opponeva all'avvio delle operazioni di sgombero è stata fermata dalla polizia.
Secondo il giornalista del Figaro, Jean-Marc Leclerc, sul posto ci sono circa duecento agenti "in azione". Giovedì scorso, il tribunale amministrativo di Lille aveva dato il proprio via libera all'ordinanza della polizia per l'evacuazione della parte sud della 'Jungle' di Calais. Il governo di Francois Hollande ha assicurato che a tutti i migranti mandati via verrà proposta un'alternativa tra container riscaldati e centri d'accoglienza, ma le Ong che operano sul posto ritengono che i posti letto non siano sufficienti. Secondo le associazioni, sono oltre 3.400 i rifugiati e richiedenti asilo che devono lasciare la parte sud del campo, circa un migliaio secondo la prefettura.

giovedì 25 giugno 2015

COLOMBIA, aereo cade nella giungla, salvi dopo 5 giorni madre e bimbo




BOGOTA' - Una giovane madre e il suo bambino sono stati trovati vivi cinque giorni dopo che il loro aereo era precipitato nella giungla della Colombia occidentale. Un capo dell'aeronautica colombiana ha descritto la loro sopravvivenza come "un miracolo". Maria Nelly Murillo e il suo figlio di un anno sono stati trovati dai soccorritori vicino a dove il loro aereo Cessna si è schiantato nella provincia di Choco. La Murillo aveva alcune ferite e ustioni, mentre il suo bambino sembrava essere in buona salute. L'aereo bimotore stava volando da Quibdo, la capitale del Choco, alla città di Nuqui sulla costa del Pacifico quando si è schiantato. La causa dello schianto non è ancora noto. I soccorritori hanno raggiunto l'aereo lunedi e hanno trovato il pilota, Carlos Ceballos Mario, morto nella cabina di guida. Ma le porte dell'aereo  erano socchiuse e la Murillo e il suo bambino, Yudier Moreno, non c'erano. Un team di 14 persone perlustrato la giungla per tre giorni prima di trovarli.