Visualizzazione post con etichetta evasione fiscale. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta evasione fiscale. Mostra tutti i post

martedì 25 luglio 2017

Un anno e 6 mesi a RAUL BOVA per evasione fiscale


ROMA, 25 luglio - Condanna ad un anno e 6 mesi di reclusione per Raul Bova a conclusione di un processo che lo ha visto imputato per un reato di natura fiscale. La sentenza è stata emessa dal giudice monocratico del Tribunale di Roma ed all'attore sono stati concessi la non menzione e la sospensione della pena. "La sentenza di oggi ha escluso che Raoul Bova abbia mai emesso fatture per operazioni inesistenti, quindi l' accusa relativa a presunte operazioni fittizie, che costituiva il cuore del processo, è stata sbriciolata dalla sentenza di assoluzione", ha detto il difensore di Raoul Bova, Giulia Bongiorno.

mercoledì 5 luglio 2017

RAUL BOVA, chiesta condanna a 1 anno per reati fiscali


ROMA, 5 luglio - Una condanna ad un anno di carcere è stata sollecitata dalla Procura di Roma nei confronti dell'attore Raul Bova accusato di "dichiarazione fraudolenta mediante artifici", reato di natura fiscale. La richiesta è stata fatta oggi davanti al giudice monocratico del tribunale di Roma davanti al quale si svolge il processo che vede imputate anche la sorella dell'attore, Daniela (sollecitata una condanna ad un anno e quattro mesi) e la sua ex moglie Chiara Giordano (chiesto un anno di carcere). Secondo i pm, Bova avrebbe trasferito alcuni costi alla società che gestisce la sua immagine, la Sammarco Srl, con un gioco finanziario. Dalla simulazione della cessione di alcuni diritti sui film alla simulazione dell'esistenza del diritto a ottenere sgravi fiscali, il tutto finalizzato a eludere il fisco, pagando un'aliquota Iva più bassa. Avrebbe evaso così quasi 700mila euro tra il 2005 e il 2011.

giovedì 5 maggio 2016

Altra tegola per il PD.Condannato a 3 anni RENATO SORU per evasione fiscale

CAGLIARI, 5 maggio - E' stato condannato a tre anni di reclusione per evasione fiscale il patron di Tiscali Renato Soru. La sentenza emessa dal giudice del tribunale di Cagliari Sandra Lepore. Il pm Andrea Massidda aveva sollecitato una condanna a quattro anni dell'europarlamentare, e segretario regionale del Pd, accusato di una evasione di 2,6 milioni di euro nell'ambito di un prestito fatto dalla società Andalas Ldt (sempre di Soru) a Tiscali.
    "Non mi aspettavo questa sentenza, mi aspettavo di essere assolto, credo sia una sentenza ingiusta". Ha commentato Soru pochi minuti dopo la lettura della sentenza. Alla domanda "pensa alle dimissioni?", l'ex governatore della Sardegna ha risposto: "Adesso penso a tante cose compresa questa. E' un momento grave è molto importante della mia vita - ha aggiunto - adesso andrò a casa, voglio stare un poco da solo. Non credo di aver commesso reati credo sia una sentenza che spero venga ribaltata nelle altre fasi del processo".

mercoledì 27 gennaio 2016

ANTONACCI a processo per evasione fiscale


MILANO, 27 gennaio - Biagio Antonacci è finito nei guai per un'evasione fiscale di circa 3 milioni e mezzo di euro. Nonostante abbia saldato i debiti con l'Erario, è imputato a Milano per "infedele dichiarazione dei redditi". L'inchiesta è nata da una verifica fiscale del giugno 2008 a seguito della quale l'artista, nel 2012, ha regolarizzato la sua posizione con l'Agenzia delle Entrate.
Un sottufficiale della Guardia di Finanza ha ricostruito il meccanismo utilizzato per la presunta evasione: il cantante si sarebbe servito dell'interposizione di tre società per pagare meno tasse al fisco italiano.

Biagio Antonacci, secondo il capo di imputazione, dal 2004 al 2008 avrebbe indicato "nelle proprie dichiarazioni fiscali elementi attivi per un ammontare inferiore a quello effettivo" interponendo nella gestione dei suoi diritti "le società 'Iris', 'Basta edizioni musicali' e 'Forum Vision', strumentali alla trasformazione dei redditi da lavoro autonomo, soggetti ad aliquota progressiva più elevata, in redditi d'impresa, soggetti ad aliquota proporzionale più conveniente".

Iris era amministrata dal fratello Graziano e tra i soci vi era anche il padre Paolo, mentre a capo della società 'Forum Vision' c'era un fiduciario di Lugano. In base ad accordi siglati nel 2000, le due società si sarebbero impegnate a cedere i diritti alle case discografiche Universal e Sony. Sempre secondo la ricostruzione del finanziere "questa interposizione tra l'artista e le case discografiche era in frode alle leggi fiscali" ed era stata qualificata come un "caso di abuso del diritto" perché non c' erano ragioni economiche concrete per far 'passare' le royalty attraverso le società prima di rivenderle alle case discografiche.

Il fiscalista dell'artista ha ricordato che nel 2010 l'Agenzia delle Entrate aveva inviato al cantante l'avviso di accertamento e che nel 2012 'Iris', 'Basta edizioni musicali' e 'Forum Vision' avevano distribuito ai soci i dividendi, sui quali l'artista aveva pagato regolarmente le tasse chiudendo così la partita con l'Erario per le quattro annualità contestate (quelle comprese tra il 2004 e il 2008).

martedì 26 gennaio 2016

EVASIONE FISCALE, bufera nel calcio, 64 indagati. Tra gli altri, indagati Galliani, Lotito e De Laurentis

Gallliani e Lotito

NAPOLI, 26 gennaio - Un altro terremoto scuote il mondo del calcio e a tremare sono i big: tra i 64 indagati ci sono infatti massimi dirigenti, calciatori e procuratori di serie A e B come l'ad del Milan Adriano Galliani, il numero uno della società partenopea Aurelio De Laurentiis, il presidente della Lazio Claudio Lotito, l'ex presidente e ad della Juventus Jean Claude Blanc. Tra i calciatori indagati anche 'il pojo'Lavezzi e l'ex giocatore Crespo. Coinvolti diversi procuratori, tra cuiAlessandro Moggi.
Le accuse - Dall'inchiesta emerge un radicato sistema finalizzato ad evadere le imposteposto in essere da 35 società calcistiche di serie A e B nonchè da oltre un centinaio di persone fisiche, tra calciatori e loro procuratori. E' quanto ha sottolineato il procuratore aggiunto di Napoli, Vincenzo Piscitelli. In particolare, il meccanismo fraudolento architettato per sottrarre materia imponibile alle casse dello Stato italiano è stato adottato nel contesto delle operazioni commerciali sulla compravendita di calciatori. L'ipotesi di reato è "evasione fiscale e false fatturazioni"I procuratori dei calciatori provvedevano a fatturare in maniera fittizia alle sole società calcistiche le loro prestazioni, simulando che l'opera di intermediazione fosse resa nell'interesse esclusivo dei club, mentre di fatto venivano tutelati gli interessi degli atleti assistiti dagli agenti medesimi.
E' questo, secondo il procuratore aggiunto di Napoli, Vincenzo Piscitelli, uno dei meccanismi fraudolenti che ha portato a perquisizioni e sequestri nei confronti di società di calcio di A e B. Inoltre, le società, da parte loro - sempre per la Procura - approfittavano dell'indebito vantaggio di potersi completamente dedurre dal reddito imponibile queste spese, beneficiando altresì della detrazione dell'imposta sul valore aggiunto relativa alla pseudo prestazione ricevuta in esclusiva.
In questo modo - si sottolinea - veniva consentito ai calciatori di non dichiarare quello che sostanzialmente era un fringe benefit riconosciuto agli stessi dalla società calcistica che si accollava, a vantaggio dell'atleta, anche la spesa per l'intermediazione. In altri termini, l'importo pagato dai club costituiva un reddito da imputare effettivamente al calciatore e, di conseguenza, la società calcistica ometteva il pagamento delle ritenute fiscali e previdenziali sul maggior reddito loro ascrivibile all'atleta.
Alcuni agenti stranieri, di nazionalità argentina, peraltro, mediante il ricorso a documentazione fiscale e commerciale fittizia e attraverso l'interposizione di società 'schermo' con sede anche in 'paradisi fiscali' distraendo i compensi ricevuti dalle legittime pretese erariali del Paese di produzione del reddito (Italia) e di quello di residenza fiscale (Argentina), delocalizzavano i proventi derivanti dalle attività professionali. A fronte dei rilevanti importi fraudolentemente evasi (oltre 12 milioni di euro), la misura patrimoniale del sequestro applicata - dice Piscitelli - ha lo scopo di tutelare in maniera cautelativa le casse dello Stato, facendovi rientrare le somme che illecitamente erano state sottratte al Fisco dagli indagati.
Le indagini - L'inchiesta denominata 'Fuorigioco' è condotta dai pm della procura di Napoli Danilo De Simone, Stefano Capuano e Vincenzo Ranieri, coordinati dal procuratore aggiunto Vincenzo Piscitelli. L'indagine era partita nel 2012 quando, nelle sedi del Napoli e della Figc, la Finanza aveva acquisito i contratti di Ezequiel Lavezzi, ceduto dal Napoli al Psg, e del quasi sconosciuto attaccante argentino Cristian Chavez. Partendo da quella attività, nove mesi dopo, i finanzieri si sono presentati nelle sedi di 41 società di serie A e B per acquisire ulteriore documentazione. Gli investigatori parlarono di un "fenomeno generalizzato" nel calcio italiano, vale a dire la "progressiva ed esasperata" lievitazione degli oneri relativi agli ingaggi dei calciatori. E questo, era l'ipotesi investigativa, avrebbe fatto sì che nel tempo si determinasse una situazione di squilibrio gestionale sul piano economico-finanziario che potrebbe aver spinto le società a compiere una serie di illeciti fiscali. L'attenzione della procura e della Gdf si è concentrata su diversi aspetti della gestione dei club: dalla ricostruzione dei rapporti tra società, procuratori e calciatori alle modalità di trasferimento di questi ultimi; dall'esame dei contratti alle modalità d'inserimento nei bilanci dei giocatori; dalle operazioni di compravendita e rinnovo alla gestione dei diritti d'immagine e dei diritti televisivi; dall'attività' di scouting ai compensi per i calciatori qualificati come 'fringe benefit'.

L'operazione della Gdf - La Guardia di Finanza sta eseguendo delle perquisizioni e sono stati sequestrati beni per circa 12 milioni. Gli uomini del Nucleo di polizia tributaria della Gdf sono andati a perquisire una trentina tra calciatori e agenti ed hanno notificato l'avviso di conclusione indagini a 64 indagati. L'indagine ha riguardato complessivamente un centinaio di soggetti e 35 società di calcio sia di Serie A che di Serie B.

martedì 3 novembre 2015

ESTERI/ Evasione fiscale, la polizia negli uffici della Federcalcio tedesca


BERLINO, 3 novembre- La polizia ha fatto irruzione negli uffici della Federcalcio tedesca (DFB) e nelle case di alti funzionari per le accuse all'evasione fiscale connesse alla Coppa del Mondo 2006. Circa 50 ufficiali sono piombati su "il quartier generale DFB nonché nelle case dei tre accusati - il presidente DFB, ex presidente DFB ed ex segretario generale," ha detto un portavoce della procura. II raid è venuto dopo che la DFB era stato scosso da accuse su un pagamento 6,7 milioni di euro ($ 7,4 milioni), utilizzato per comprare i voti per garantire la designazione alla Coppa del Mondo 2006. Nell voto nel luglio 2000, il Sudafrica era stato batito con 12 voti a 11 -per conquistare il diritto di mettere in scena le finali del torneo

lunedì 13 luglio 2015

ILARIA D'AMICO indagata per evasione fiscale


ROMA, 13 luglio - La giornalista Ilaria D'Amico è indagata a Roma per violazione della legge tributaria. L'attuale compagna del portiere della Juventus Gigi Buffon, secondo i pm della capitale, avrebbe evaso l'Irpef tra il 2009 e il 2011 per circa 400 mila euro. Il procedimento, avviato a Milano nell'ottobre scorso, è giunto a Roma per competenza.
Le indagini sono partite nel giugno del 2013 da parte degli uomini della polizia tributaria della Guardia di Finanza di Milano.

giovedì 19 febbraio 2015

GINO PAOLI indagato per evasione fiscale (2 milioni di euro portati in Svizzera)


GENOVA, 19 febbraioGino Paoli è indagato dalla procura di Genova per evasione fiscale. Secondo gli inquirenti, infatti, avrebbe fatto arrivare in Svizzera due milioni di euro. La guardia di finanza ha fatto anche un blitz nella casa di Nervi del cantante, che attualmente è presidente della Siae. Paoli, secondo quanto emerso nelle indagini, avrebbe portato in Svizzera due milioni di euro nel 2008. I soldi non sono stati scudati né sono stati oggetto di dichiarazione di reddito. L'evasione fiscale, secondo gli investigatori, ammonterebbe quindi a circa 800mila euro e non sarebbero stati dichiarati nel 2009. Gli inquirenti vogliono capire in quale banca svizzera sarebbero stati portati i soldi, per questo sono in corso le perquisizioni.
Le indagini sono partite da alcune intercettazioni ambientali avvenute nello studio genovese del commercialista Andrea Vallebuona, professionista consulente dell'ex presidente di Carige Giovanni Berneschi, già arrestato nell'ambito dell'inchiesta sulla truffa a Banca Carige. Paoli si sarebbe recato nell'ufficio del commercialista proprio per affidargli l'incarico di trasferire a Lugano 2 mln di euro, cosa che è poi avvenuta. Così facendo, affermano gli inquirenti, ha evaso il fisco per circa 800mila euro. Oltre a Paoli sarebbero indagate altre persone.

lunedì 9 febbraio 2015

SVIZZERA, rivelata gigantesca evasione fiscale (anche del re del Marocco)


PARIGI, 9 febbraio - Un'inchiesta "spettacolare e inedita", con "cifre che danno il capogiro": il quotidiano francese Le Monde anticipa il contenuto della prima parte di un'indagine, soprasnnominata "Swissleaks" che i suoi specialisti hanno compiuto tra Parigi, Washington, Bruxelles e Ginevra, sulle tracce di un vasto sistema di evasione fiscale accettato e incoraggiato dalla banca britannica HSBC, secondo gruppo bancario mondiale, attraverso la sua filiale svizzera HSBC Private Bank.
Le Monde, che indaga sullo scandalo HSBC fin dalle sue origini,afferma di esser venuto in possesso di dati bancari su scala mondiale relativi al biennio 2005-2007, che dimostrano una gigantesca frode su scala internazionale. Fra i vip interessati, Le Monde anticipa i nomi dell'attore francese Gad Elmaleh, compagno di Charlotte, figlia di Carolina di Monaco, del re del Marocco, Mohamed VI, dell'attore americano John Malkovich.
Vacillano, secondo il giornale francese che nell'ambito di un consorzio condivide l'inchiesta con una sessantina di media internazionali, i vertici bancari di mezzo mondo.
E mentre Le Monde anticipa la maxi inchiesta, Repubblica - citando un prossimo articolo de L'Espresso - ricorda la lista Falciani in cui apparivano 7 mila nomi italiani tra i quali quello dello stilista Valentino Garavani, Flavio Briatore e Valentino Rossi che, da tempo, affermano di non avere più conti in sospeso con il fisco. Secondo i dati di Le Monde, 180,6 miliardi di euro sarebbero transitati, a Ginevra, sui conti HSBC di oltre 100.000 clienti e di 20.000 società offshore, fra il 9 novembre 2006 e il 31 marzo 2007. Un periodo corrispondente a quello della "lista Falciani", l'archivio dell'informatico francese che fornì al fisco i dati su migliaia di evasori rubati al suo datore di lavoro.
Oltre 5,7 miliardi sarebbero stati dissimulati da HSBC in paradisi fiscali soltanto per conto di clienti francesi. Nelle liste, che domani saranno divulgate, si trovano fra l'altro trafficanti d'armi e di stupefacenti, finanziatori di organizzazioni terroristiche, uomini politici, star dello show business, campioni dello sport o famosi industriali. Tutti desiderosi di celare al fisco i loro averi. In questo intento, sarebbero stati "incoraggiati" dal comitato esecutivo di HSBC a nascondere meglio il loro denaro al riparo di strutture offshore, in genere con base a Panama o nelle isole Vergini britanniche.
Nella maxi-inchiesta su scala mondiale, spiega Le Monde, sono stati mobilitati 154 giornalisti di 47 paesi, emissari di 55 media. HSBC Private Banck, le autorità politiche e giudiziarie svizzere contestano fin dall'inizio della vicenda le cifre del fisco e della giustizia francese, oltre alla liceità dell'uso dei dati che, ricordano, provengono da un furto.

sabato 5 aprile 2014

Evasione fiscale: sequestrata la villa di Gianna Nannini

SIENA - I militari della Guardia di Finanza di Milano hanno sequestrato la villa, le scuderie, i magazzini e l'autorimessa di Gianna Nannini a Siena in un'inchiesta che ipotizza un'evasione fiscale di circa quattro milioni. Secondo l'accusa, avrebbe sottratto al fisco 3 milioni e 750mila euro interponendo tra la sua società milanese una società irlandese e un'altra olandese per non pagare in Italia le royalties di dischi e concerti, ma in Stati in cui la tassazione è più favorevole.

venerdì 13 settembre 2013

Versila, il 55% degli stabilimenti balneari "evade"

 LUCCA - Negli stabilimenti balneari della Versilia constatate irregolarità nel 55% dei casi controllati: è quanto emerge dal bilancio del comando provinciale di Lucca della Guardia di finanza per i mesi di luglio e agosto in Versilia. Per gli esercizi che non si trovano sull'arenile invece le irregolarità si fermano al 46% dei casi.
Spiccano in particolare il 57% di mancate emissioni di scontrini fiscali rilevate a carico di bar, affidati in gestione all'interno di stabilimenti balneari.