Visualizzazione post con etichetta cortei. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta cortei. Mostra tutti i post

giovedì 12 marzo 2015

Cinquantamila studenti contro la scuola di Renzi. Incidenti a Milano



MILANO -12 marzo Centinaia di studenti sfilano in tutta Italia per protestare contro la riforma della scuola del governo Renzi. 'Siamo in 50mila' dicono alla fine della mattinata e 'abbiamo sfiduciato il governo'. A Milano è stato fermato uno studente. A Torino uno striscione con la scritta 'Stop buona scuola, un passo indietro'. A Roma la 'generazione che non si arrende'. Il Movimento cinque stelle invita il governo ad ascoltare le proposte degli studenti.
'"Vogliamo costruire un'alternativa di scuola, di paese e d'Europa". E' il bilancio della mattinata di protesta che ha visto 40 cortei in tutto il Paese convocati dall'Unione degli Studenti "contro l'idea di scuola contenuta nelle linee guida del Governo che verranno presentate al consiglio dei ministri, e per supportare le proposte dell' Altrascuola".
Fumogeni e sassi a corteo di Milano - Lancio di fumogeni e sassi all' esterno di Palazzo Lombardia, sede della Regione a Milano, durante il corteo studentesco contro la 'buona scuola' e le politiche per lo studio regionali. In via Gioia sono arrivati circa un migliaio di studenti e hanno trovato la strada chiusa dalle forze dell'ordine all'altezza dell'entrata del palazzo della Regione. Uno studente di 15 anni è stato fermato dalla polizia dopo il lancio di vernice e oggetti contro gli agenti in via Melchiorre Gioia e portato in questura per l'identificazione. Al momento non è stato contestato alcun reato poiché sono in corso accertamenti sulle sue responsabilità. Il giovane era "parzialmente travisato" ma ciò non basta per capire se anch'egli abbia partecipato all'azione visto che in molti si sono coperti il viso dopo il lancio di lacrimogeni da parte dei poliziotti. Lancio di uova all'Expo Gate di largo Cairoli, a Milano. Gli agenti della Digos avevano già monitorato alcuni gruppi mentre compravano le uova.
Roma,"generazione non si arrende" - E' partito da piazza della Repubblica a Roma il corteo degli studenti contro le linee guida del Governo su 'La buona scuola'. In testa un grosso striscione con su scritto: "12 marzo una generazione che non si arrende". I manifestanti hanno acceso fumogeni colorati e urlato al megafono: "Questo è l'ennesimo attacco alla scuola pubblica. Torniamo in piazza per riappropriarci dei nostri diritti. La Grecia è un esempio da seguire per la lotta contro l'austerity. Siamo un fiume in piena e non ci fermeranno". 
A Napoli studenti in piazza contro Governo - Studenti e insegnati precari in piazza contro "una riforma che manda a casa la scuola pubblica". Gli slogan:"La scuola è nostra e non di chi la giostra" e "ridateci la scuola". "La scuola deve restare pubblica - dice uno dei ragazzi - invece questa riforma ci nega i diritti". "Siamo in piazza - spiega un altro studente -per contestare la privatizzazione della nostra scuola". Gli insegnanti rivendicano il diritto all'assunzione e "non una elargizione da parte del Governo"
 Bologna, costruito finto 'muro' davanti ingressi facoltà - Un muro simbolico, fatto di scatoloni e cartelli per rivendicare il diritto allo studio. E' la protesta messa in atto la scorsa notte dagli studenti della rete Link davanti ad alcune sedi dell'Università di Bologna. 'Giù il muro, accesso agli studi per tutti' è la frase scritta sullo striscione appeso al finto muro costruito davanti agli ingressi della facoltà di Economia in Piazza Scaravilli e delle aule universitarie di via Belmeloro.

lunedì 25 novembre 2013

Bangkok di nuovo scossa da tumulti: occupato il ministero delle Finanze

BANGKOK - I manifestanti stamattina davanti alla sede della polizia
BANGKOK - Un corteo davanti alla sede di una tv chiede maggior copertura alla notizia delle proteste
BANGKOK - Il leader della protesta Suthep Thaugsuban
BANGKOK - Manifestanti anti-governativi hanno fatto irruzione al ministero delle finanze, mentre decine di migliaia hanno marciato in un secondo giorno di manifestazioni a Bangkok.
I manifestanti, che hanno iniziato la loro azione durante il fine settimana, vogliono che il governo del primo ministro Yingluck Shinawatra si dimetta. Dopo una grande manifestazione di Domenica, folle hanno marciato oggi in diversi luoghi della città. Le proteste sono state innescate da un controverso disegno di legge di amnistia politica.
La normativa, che l’opposizione sostieme avrebbe consentito il leader deposto Thaksin Shinawatra - fratello dell'attuale primo ministro - di tornare in Thailandia senza scontare una condanna per corruzione, non è riuscito a passare al Senato all'inizio di questo mese. Ma la proposta di legge  ha portato a una recrudescenza di proteste di piazza, riaccendendo divisioni politiche e sollevando lo spettro di una rinnovata agitazione politica nella nazione asiatica sudorientale.
Oggi i manifestanti anti-governativi hanno marciato verso gli uffici statali, il quartier generale militare e le sedi delle televisioni. Leader della campagna Suthep Thaugsuban aveva detto che la protesta sarebbe stata pacifica, con la gente che  "soffia nei fischietti e distribuisce fiori".
Ma al ministero delle Finanze, un gruppo di circa 40 persone hanno fatto irruzione nel compound. "Domani [andremo in tutti i ministeri per mostrare al sistema Thaksin che non hanno legittimità a governare il paese", ha detto  Suthep .
La manifestazione di domenica aveva attirato circa 100.000 persone, che hanno invitato il governo a dimettersi.
La Thailandia è stata aspramente divisa, da quando Thaksin fu rovesciato da un colpo di stato militare nel 2006. Gruppi che gli si opponevano avevano occupato l'aeroporto principale di Bangkok nel 2008, chiuderlo. Poi, nel 2010, i suoi sostenutori avevano effettuato due mesi di proteste di piazza che avevano paralizzato Bangkok.
Tali manifestazioni vennero stroncate da una repressione militare. Più di 90 persone - per lo più manifestanti civili - erano morte nel corso dei due mesi di sit-in.
Un governo guidato dalla sorella di Thaksin è stato successivamente eletto e da allora la Thailandia è rimasta relativamente  stabile.
Ma l'opposizione accusa Thaksin di guidare il governo dall’auto-imposto esilio all'estero, e il disegno di legge di amnistia ormai accantonato è servito come una scintilla per rinnovate proteste.
Il disegno di legge sarebbe stato applicato ai reati commessi durante lo sconvolgimento seguito alla rimozione di  Thaksin. Il governo della signora Yingluck aveva sostenuto che la normativa era un passo necessario verso la riconciliazione.

Ma i critici dicono che avrebbe consentito la cancellazione di gravi violazioni dei diritti umani, come l'uccisione di manifestanti civili .ente polarizzante in politica thailandese.

I guai della Thailandia

  • Settembre 2006: L'esercito rovescia il governo di Thaksin Shinawatra e riscrive la costituzione
  • Dicembre 2007: Il partito pro-Thaksin People Party vince nelle elezioni
  • Agosto 2008: Thaksin fugge in esilio prima della fine del processo per corruzione
  • Dicembre 2008: le proteste di massa paralizzano Bangkok, la Corte Costituzionale vieta People Party; Abhisit Vejjajiva sale al potere
  • Marzo -maggio 2010: Migliaia di camicie rosse pro-Thaksin occupano parti di Bangkok, interviene l'esercito; decine di morti
  • Luglio 2011: Yingluck Shinawatra porta Pheu Thai partito alla vittoria delle elezioni generali