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venerdì 19 dicembre 2014

MORTI PER AMIANTO ALLA OLIVETTI, chiesto il rinvio a giudizio per De Benedetti, Passera e Colaninno

Carlo De Benedetti
IVREA - La procura di Ivrea ha chiesto il rinvio a giudizio di 33 dei 39 indagati nell' inchiesta sulle morti per amianto alla Olivetti. Tra i destinatari del provvedimento, firmato dai pm Laura Longo e Lorenzo Boscagli, ci sono Carlo De Benedetti, Corrado Passera e Roberto Colaninno. Si procede per omicidio colposo. Per altri cinque indagati, invece, è stata inoltrata al gip la richiesta di archiviazione, mentre un sesto è deceduto nelle scorse settimane. Il rinvio a giudizio è stato chiesto anche nei confronti del fratello di Carlo De Benedetti e dei figli, gli unici fino ad ora che hanno presentato memorie difensive alla Procura di Ivrea. Il tribunale fisserà nelle prossime settimane l'udienza preliminare, con la citazione degli imputati e delle persone offese. In quella sede potranno essere presentate le richieste di costituzione di parte civile. I magistrati eporediesi procedono per lesioni e omicidio colposo in relazione alle malattie, di sospetta origine professionale, che colpirono una quindicina di lavoratori. La morte di quattordici persone e la gravissima malattia che ha colpito una quindicesima: di questo si è occupata la procura di Ivrea nell'inchiesta sulla presenza dell'amianto negli stabilimenti della Olivetti. Ad essere colpiti dalle patologie di sospetta origine professionale (mesotelioma pleurico, mesotelioma peritoneale) sono stati lavoratori adibiti a varie mansioni: montaggio delle macchine per scrivere, manutenzione delle macchine utensili, verniciatura e altro. Le fibre di amianto erano presenti nel talco utilizzato per alcune operazioni. Secondo le indagini, però, si disperdevano negli ambienti anche per le condizioni dei locali, compresa la mensa del comprensorio di via Jervis.
Carlo De Benedetti è interessato dall'indagine nella sua qualità di amministratore delegato e presidente dell'Olivetti dal 1978 al 1996; il fratello Franco come amministratore delegato dal 1978 al 1989, di vicepresidente dal 1989 al 1992 e di consigliere di amministrazione fino al 1993; il figlio Rodolfo come consigliere di amministrazione dal 1990 al 1997; l'ex ministro Corrado Passera come consigliere di amministrazione dal 1990 al 1996 e amministratore delegato dal 1992 al 1996. Colaninno, invece, è stato amministratore delegato a partire dal 1996.
De Benedetti, estraneo ai fatti - "Preso atto della richiesta di rinvio a giudizio formulata dalla Procura della Repubblica di Ivrea - basata su una tesi accusatoria ormai nota da tempo - l'Ingegner Carlo De Benedetti, come dichiarato in più occasioni, insiste nel ribadire la propria estraneità ai fatti contestati e ha fiducia che di fronte al giudice per l'udienza preliminare possano essere chiariti i singoli ruoli e le specifiche funzioni svolte all'interno dell'articolato assetto aziendale di Olivetti". Lo sottolinea una nota del portavoce di De Benedetti. La corposa indagine dei Pubblici Ministeri, che - si ricorda - deve essere ancora sottoposta al vaglio di un giudice, si basa su mere ipotesi - prosegue la nota- come dimostra il coinvolgimento di persone che non avevano alcuna responsabilità operativa nella società. L'Ingegner De Benedetti ricorda ancora una volta che per quanto di sua competenza, nel periodo di permanenza in azienda, l'Olivetti ha sempre prestato la massima attenzione alla salute e alla sicurezza dei lavoratori, con misure adeguate alle normative e alle conoscenze scientifiche dell'epoca".

giovedì 31 ottobre 2013

Colaninno: non accetterò più incarichi in Alitalia

ROMA - "Dopo aver sostenuto la ricapitalizzazione di Alitalia, annuncio che, al termine delle operazioni ad essa relative, quando le mie dimissioni verranno formalizzate insieme a quelle di tutto il Cda, non sarò disponibile ad assumere nuovamente incarichi di vertice nella società". Lo dichiara il presidente Roberto Colaninno. Nel cda di Alitalia di oggi ''si è parlato di un piano stand-alone'', ha detto uno dei consiglieri della compagnia, Antonio Orsero, al termine del consiglio, durato oltre 6 ore, spiegando che il piano ''è in fase di affinamento'' per un'Alitalia ''che ce la farà, non ci sono dubbi''. I soci di Alitalia che non hanno ancora sottoscritto l'aumento di capitale "stanno valutando con attenzione e disponibilità la propria adesione" all'operazione. Lo si legge in una nota della compagnia al termine del Cda che ha fatto il punto sulla manovra finanziaria da 500 milioni di euro ed "espresso apprezzamento sull'andamento dell'aumento di capitale".
Alitalia ha chiuso il III trimestre con un risultato netto di 7 mln in calo dall'utile di 27 mln dello stesso periodo del 2012. Il risultato operativo (ebit) nel trimestre è stato di 36 mln dai 50 mln del III trimestre 2012, mentre nei 9 mesi è calato a -162 mln, dai -119 del 2012. Si riduce l'indebitamento finanziario netto gestionale al 30 settembre di Alitalia, che risulta pari a -813 mln rispetto ai -851 mln al 30 giugno. Lo rende noto Alitalia al termine del cda, precisando che di questa voce la quota per l'indebitamento sulla flotta di aerei di proprietà è pari a 575 mln.