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sabato 20 maggio 2017

Il VENERDì SERA infernale della STAZIONE TERMINI a Roma

ROMA, 20 maggio - Venerdì sera infernale alla stazione ferroviaria Termini di Roma, dove la circolazione è stata completamente bloccata per oltre due ore a causa di un blackout dovuto a un principio di incendio nella cabina di comando. Fermi tutti i treni in partenza e in arrivo, con migliaia di persone bloccate. La circolazione è ripresa gradualmente intorno alle 21.30.
La rabbia sui social - Il blackout si è verificato intorno alle 19.10. I treni sono rimasti fermi a Termini e nelle altre principali stazioni di Roma, tra cui Tiburtina e Ostiense. Una folla di passeggeri si è ammassata sui binari per chiedere informazioni, in una serata di venerdì in cui in molti stavano tornando a casa per il weekend. I ritardi sono arrivati ufficialmente fino a due ore, oltre a numerose soppressioni di treni e variazioni di orario. Numerosi viaggiatori sono scesi dai convogli, innumerevoli le foto postate su Fb e i tweet che descrivevano il caos. Un'ambulanza e alcune auto mediche sono accorse per il malore di un passeggero che si è poi rivelato meno grave del previsto.
La situazione ha iniziato a migliorare intorno alle 21.30, con la partenza del Frecciarossa per Milano delle 19.35. "La circolazione ferroviaria nel nodo di Roma sta gradualmente riprendendo dopo il guasto tecnico. Tutti i treni infatti sono stati fermati in linea e nelle stazioni per garantire, in attesa della soluzione dell'anomalia, la massima sicurezza ai viaggiatori e al sistema ferroviario", ha annunciato Rfi. "Il ministro Graziano Delrio è in contatto con Fs e il blackout a Termini è in via di soluzione", aveva fatto sapere poco prima il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti.
Principio incendio subito spento - A causare i disagi è stato un principio d'incendio alla macchina di alimentazione della cabina elettrica. Lo spiegano fonti della Polizia ferroviaria (Polfer) della Capitale. Le fiamme sono già state spente. A quanto riferito, non ci sono intossicati o feriti. Al momento l'ipotesi è che ci sia stato un guasto a un macchinario. Sembra esclusa l'origine dolosa e si ipotizza un corto circuito. Il locale sarebbe sorvegliato e dotato di sistema di allarme.
Codacons: "Disagi immensi, subito gli indennizzi" - Ancora una volta gli utenti del trasporto ferroviario subiscono disagi immensi", afferma il Codacons, commentando quanto accaduto. "Una situazione di caos inaccettabile per la quale i responsabili saranno chiamati a risarcire gli utenti. Tutti i passeggeri che hanno subito ritardi hanno ora diritto ad un indennizzo: invitiamo Trenitalia a studiare meccanismi di risarcimento automatico in favore di chi oggi ha subito disagi. In caso contrario il Codacons si farà promotore di una azione risarcitoria collettiva in favore dei viaggiatori".

mercoledì 9 marzo 2016

CAMPOBASSO, giovane iman progettava attentato a ROMA, fermato

La conferenza stampa in Questura a Campobasso
Il centro accoglienza di Campomarino
CAMPOBASSO, 9 marzo - Abbiamo un riscontro tecnico preciso circa la possibilità che stesse organizzando un attentato a Roma". Così il Procuratore capo di Campobasso, Armando D'Alterio, spiegando alcuni dettagli dell'operazione della Digos di Campobasso che questa mattina ha fermato in un centro di accoglienza a Campomarino (Campobasso), un giovane Imam somalo, 22 anni, richiedente asilo. Gli inquirenti hanno accertato che oggi il ragazzo sarebbe fuggito dalla struttura che lo accoglieva, probabilmente per andare a Roma. 
Il giovane somalo, secondo l'accusa, inneggiava all'Isis, ad Al Qaeda e ad Al Shabab, invitando gli altri ospiti del Centro di accoglienza ad azioni violente da realizzare nell'ambito della Jihad. Una azione "intensa e veemente di proselitismo", così l'ha definita il Procuratore capo di Campobasso, Armando D'Alterio, contro l'occidente. Tanto che alcuni si sono allontanati dalla preghiera allarmati dal suo comportamento. Poco più di due mesi di indagini serrate, supportate anche da intercettazioni ambientali, hanno consentito agli agenti della Digos di Campobasso di capire la reale portata di quelle parole e delle sue intenzioni. Il giovane Imam esaltava anche gli attentati terroristici di Parigi e il martirio, invitando gli altri ospiti del centro di accoglienza ad unirsi alla Jihad e a seguirlo prima a Roma e poi in Siria. Nella sua stanza gli agenti hanno registrato con una telecamera nascosta l'uomo mentre visionava diversi video nei quali erano presentate immagini di attentati, sequestrando anche materiale ritenuto utile alle indagini.
"Cominciamo dalla stessa Italia, andiamo a Roma e cominciamo dalla stazione". E' quanto avrebbe detto il giovane imam somalo e lo si si legge in un documento illustrato in Questura riconducibile ad alcune frasi pronunciate dal giovane. "La guerra ancora continua - ripete - Charlie Ebdo era solo il precedente di quello che sta succedendo adesso". E poi, "c'è una strada più semplice, quella di attrezzarsi e farsi saltare in aria, che è la via più semplice".
E' stata una conversazione intercettata tra due soggetti residenti all'interno del Centro per rifugiati di Campomarino, in cui l'imam veniva definito un "esaltato" pronto a passare alla mobilitazione, a far scattare il fermo nei confronti del ventiduenne somalo. Secondo gli uomini dell'Antiterorrismo e della Digos della Polizia che hanno condotto le indagini, il somalo era un soggetto pericoloso, una figura che in poco tempo aveva avviato un'attività di proselitismo e si era imposto all'interno del centro che lo ospitava con posizioni dominanti e radicali. Agli altri ospiti della strutture l'uomo diceva di appartenere ad Al Shabaab, il movimento terrorista somalo. Nei suoi confronti, sottolineano fonti qualificate, c'erano elementi per ritenere che fosse nella fase della mobilitazione, ma nessun segnale che da qui potesse passare alla fase operativa: né dalle conversazioni intercettate né dagli elementi raccolti, infatti, è emerso che l'imam avesse un piano operativo per entrare in azione, del materiale per compiere il presunto attentato né le capacità per utilizzarlo. Il fermo è scattato anche in considerazione di un altro elemento: al giovane somalo era stato negato lo status di rifugiato e, dunque, di qui a breve avrebbe lasciato la struttura di Campomarino. In considerazione della sua pericolosità, dunque, si è deciso di bloccarlo ed evitare che potesse far perdere le sue tracce.

Imam, questo mese si organizza mercato Jihad - "In questo mese si organizza il mercato della Jihad, ed il Profeta in questo mese prepara i soldati contro gli idolatri e combatte contro i nemici di Dio. Approfittate quindi di questo mese, correte per essere i primi. Dio ha ordinato di uccidere i suoi nemici e fate la Jihad in suo nome, predicate la religione e la Sharia e castigate il peccatore". Così il somalo fermato dalla Digos di Campobasso rivolgendosi agli ospiti del Centro di accoglienza di Campomarino (Campobasso). Assunto il ruolo di guida spirituale, al termine dei riti, effettuava anche una preghiera in favore dello Stato islamico e per i combattenti che si immolano per la causa. 

martedì 26 gennaio 2016

ROMA, rintracciato l'uomo con il fucile. Era un giocattolo per il figlio


ROMA, 26 gennaio - E' stato rintracciato dai carabinieri l'uomo che ieri sera portando con se' un fucile giocattolo ha suscitato allarme alla stazione Termini di Roma. Si tratta di un pizzaiolo di 44 anni, residente a Roma, separato, che ogni settimana si reca ad Anagni per incontrare il figlio al quale aveva comprato il fucile giocattolo. L'uomo è stato identificato e sarà ascoltato dai carabinieri.
Ieri in tarda serata ci sono stati momenti di paura alla stazione Termini di Roma. Tutto è iniziato dalla segnalazione di un un uomo armato di fucile che si aggirava nello scalo romano. Gente che scappava in preda al panico, forze dell'ordine che hanno evacuato la stazione e cominciato a setacciare i binari, bloccato alcuni treni, ma dell'uomo nessuna traccia. Verso le 21 quell'uomo con il cappellino e l'arma in mano era stato bloccato da un carabiniere su un treno in prossimità di Anagni perché aveva un'arma giocattolo, con tanto di tappo rosso, ma poi era stato lasciato andare dal momento che la circostanza non era stata collegata con l'allarme e la evacuazione della stazione Termini. 
L'uomo rischia di essere denunciato per procurato allarme.

lunedì 8 luglio 2013

Roma: riaperta stamattina alle 7 la stazione Termini della metro A

ROMA - E' stata riaperta intorno alle 7 la stazione della Metro A "Termini", chiusa da domenica pomeriggio a causa dei danni riportati da alcuni quadri elettrici in seguito al violento nubifragio che ha colpito la Capitale. Secondo l'Agenzia della Mobilità "durante la notte sono state ripristinate le strutture danneggiate dal maltempo. Anche le scale mobili funzionano regolarmente".