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lunedì 30 maggio 2016

ROMA, l'ex confessa l'omicidio di SARA: "L'ho bruciata viva"

ROMA, 30 maggio - Ha confessato l'omicidio di Sara Di Pietrantonio, Vincenzo Paduano, l'ex ragazzo dela studentessa di 22 anni trovata all'alba di domenica 29 maggio semi carbonizzata nei pressi della sua auto in fiamme, in via della Magliana, alla periferia di Roma.  Dopo un lungo interrogatorio il 27enne è crollato ammettendo il delitto e le sue responsabilità. Paduano era stato con Sara per due anni ed il loro rapporto si era interrotto alcuni giorni fa.
"Sara è stata bruciata viva dal suo ex". Lo hanno reso noto gli investigatori nel corso di una conferenza stampa  in Questura. L'ex l'avrebbe inseguita a piedi e data alle fiamme quando era ancora viva mentre la ragazza chiedeva disperatamente aiuto. Dopo una lite in macchina, Paduano avrebbe cosparso di alcol l'auto e anche Sara che però è scesa dalla vettura per mettersi in salvo. Ma lui l'ha raggiunta e le ha dato fuoco.
Vincenzo avrebbe aspettata Sara sotto casa del nuovo ragazzo e poi, quanto ha visto che arrivava, si è allontanato conoscendo la strada che avrebbe fatto. E' la dinamica dell'omicidio. Su via della Magliana quando lei lo ha superata l'avrebbe raggiunta e stretta costringendola ad accostarsi. Dopo una lite avrebbe cosparso l'auto di alcol e anche lei. A quanto ricostruito dagli inquirenti, ad inizio serata l'ex fidanzato è andato a trovare Sara a casa. I due avrebbero avuto una "discussione normale". Poi la studentessa è andata con un'amica in un pub e dopo si è incontrata con il nuovo ragazzo, che frequentava da poco.
"In 25 anni di lavoro non avevo mai visto un delitto cosi' atroce". Lo ha detto il capo della Squadra Mobile di Roma Luigi Silipo nel corso della conferenza stampa. "Se qualcuno si fosse fermato Sara sarebbe ancora viva" ha sottolineato il sostituto procuratore di Roma Maria Monteleone

domenica 29 maggio 2016

ROMA, la ragazza trovata bruciata: è un femminicidio


ROMA, 29 maggio - Una telefonata: "Mamma, sto tornando a casa". E poi, poche ore dopo, la terribile scoperta. Si chiamava Sara Di Pietrantonio, la studentessa di 22 anni trovata morta, il corpo semicarbonizzato, in via della Magliana, alla periferia di Roma. La madre, intorno alle 3 di notte, l'aveva chiamata per sapere dove era. Sara ha risposto. Ed è morta poco dopo. Sul caso la Procura ha aperto un'inchiesta per omicidio volontario e femminicidio.  Il corpo della ragazza era dietro un cespuglio in un'area adibita a parcheggio dove c'era l'auto della madre, data alle fiamme. La ragazza abitava in zona e frequenteva l'Università Roma Tre. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire le ultime ore di vita della studentessa. La polizia sta ascoltando amici e conoscenti della giovane per capire dove e con chi abbia trascorso la serata.  Al vaglio anche eventuali registrazioni di telecamere in zona che possono fornire elementi utili alle indagini.
Il cadavere è stato ritrovato  dai vigili del fuoco intorno alle 5 del mattino. I pompieri erano intervenuti in via della Magliana per l'incendio di una macchina e al termine delle operazioni di spegnimento hanno individuato il corpo, a circa 200 metri di distanza. Si trovava in un'area adibita a parcheggio, dietro un cespuglio. Ed è stata Tina, la madre della ragazza, uscita di casa per cercarla, a riconoscere il corpo
"Si era lasciata con il ragazzo da un paio di giorni. Non lo conoscevamo benissimo ma ci sembrava un bravo giovane", dicono le zie di Sara. "Ieri sera è uscita con un'amica e ha mandato, come di consuetudine, un messaggio alla madre quando aveva riaccompagnato la sua amica a casa - aggiungono -, non abbiamo idea di quello che sia accaduto. Ci auguriamo si tratti di un incidente". Le parenti della ragazza raccontano che sono stati i vigili del fuoco ad indicare che poco distante c'era un altro focolaio: "Quando Tina si è avvicinata - proseguono - ha visto la figlia a terra, con le braccia larghe e la camicetta sbottonata. Non abbiamo idea di cosa sia successo. Certo, è strano che una persona che scappa avvolta dalle fiamme si nasconda dietro un muretto per chiedere aiuto".