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sabato 2 aprile 2016

BRUXELLES, domani aeroporto riaperto.INCIDENTI in place de la Bourse




BRUXELLES, 2 aprile - L'aeroporto di Bruxelles aprirà parzialmente da domenica 3 aprile, dopo gli attentati. Lo ha annunciato l'ad di Brussels Airport in conferenza stampa. I primi tre voli di domani saranno quelli della compagnia nazionale Brussels Airlines verso Faro, Atene e Torino. Intanto la polizia ha fermato 19 persone davanti al memoriale delle vittime degli attentati alla Bourse mentre partecipavano a una manifestazione antirazzista. Tra questi anche il presidente della Lega dei diritti dell'uomo belga, Alexis Deswaef. Nell'intera regione di Bruxelles sono state vietate tutte le iniziative o contromanifestazioni dopo lo stop a quella anti-Islam convocata per oggi a Molenbeek dal movimento estremista francese Génération identitaire. 
La polizia ha deciso di procedere al fermo amministrativo dei manifestanti dopo il loro rifiuto di liberare la piazza della Bourse, che è stata temporaneamente chiusain un clima di tensione. Una decina di manifestanti sono stati ammanettati, una ragazza inseguita mentre urlava, mentre altri scandivano "Stop alle violenze della polizia". Il presidente della Lega dei diritti dell'uomo ha raccontato all'agenzia Belga che, appena arrivato sul posto "la polizia mi ha intimato l'ordine di lasciare il posto notificandomi che le manifestazioni di estrema sinistra come di estrema destra sono vietate". Deswaef ha quindi risposto di "essere là in quanto semplice cittadino, ma sono stato fermato lo stesso". Insieme agli altri fermati, caricati su un pulmino della polizia, è stato portato alla caserma di Etterbeek. I poliziotti presenti alla Bourse, secondo diversi media testimoni, erano molto più numerosi dei pacifisti.

domenica 27 marzo 2016

BRUXELLES, sfregiata dai neonazi la piazza della memoria


BRUXELLES, 27 marzo -  Tensioni tra polizia e un gruppo di circa 450 tifosi di calcio, soprattutto estremisti di destra e neonazisti, a Place de la Bourse, a Bruxelles. La polizia in assetto antisommossa ha effettuato una decina di fermi. Quasi tutti vestiti di nero, molti indossavano cappucci e passamontagna e facevano il saluto romano. Molti di loro venivano da Vilvorde e da Anversa nonostante lo stop ed il conseguente divieto delle autorità alla 'Marcia contro la paura'. Molti - riportano i media belgi - erano ubriachi. "Sono scandalizzato da questi farabutti che vengono a provocare gli abitanti di Bruxelles sul luogo dell'omaggio alle vittime": così il sindaco Yvan Mayeur. "Siamo stati avvertiti ieri della loro possibile venuta, e constato che nulla è stato fatto per impedire di venire", ha aggiunto. "Mi aspetto una reazione del Governo federale", ha concluso.
La situazione in piazza è poi tornata normale.

mercoledì 23 marzo 2016

BRUXELLES, Place de la Bourse, il dolore e la rabbia

BRUXELLES, 23 marzo - Un minuto di silenzio in tutto il paese. Le massime autorità - il re e la regina, il premier Louis Michel, insieme al presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker e al premier Manuel Valls - prima alla stazione della metropolitana di Maelbeek, colpita ieri, poi al Berlaymont, la sede dell'esecutivo comunitario. Il Belgio a mezzogiorno si è fermato per commemorare le vittime del duplice attentato terroristico di ieri mattina. Ma è a Place de la Bourse, la piazza della borsa, luogo tradizionalmente adottato per i grandi raduni di Bruxelles, che va in scena il momento del lutto e del coraggio. Place de la Bourse, al centro della città, è divenuta spontaneamente, sin da ieri, il luogo in cui si sono riversati gli abitanti della capitale belga per raccogliersi, ricordare le vittime, incoraggiarsi a vicenda. Come place de la Republique a Parigi dopo gli attentati di novembre. Sono stati deposti candele, fiori, cuori, orsacchiotti. Un artista ha lasciato una composizione minima di pupazzetti insanguinati. "Je suis Bruxelles, Ik ben Brussel", in francese (vallone) e fiammingo, è il grande striscione davanti a una schiera di mazzi di fiori. I bambini hanno iniziato a scrivere per terra con i gessi colorati, subito seguiti dagli adulti. Tutto il piazzale ora è rimpito di scritte colorate. Più positive ("Pace, amore, solidarietà contro il terrore"), più rabbiose ("Fuck you daesh"), più naif ("Tutti per Bruxelles", con tre cuori), più politiche ("Il nemico non è una comunità, il nemico è l'ignoranza, la rabbia e la povertà simbolica"). C'è chi cita il Vangelo di Matteo e chi il poeta inglese William Woodsworth. C'è chi lascia componimenti poetici o lettere o biglietti appuntati su un bloccehtto dell'albergo un ricordo o una preghiera. Alla place de la Bourse, soprattutto, va in scena il miscuglio di volti, lingue, etnie, religioni di Bruxelles. Sul terreno c'è la bandiera belga, ma ci sono anche le bandiere italiana, romena, brasiliana, francese, turca. Le scritte sono in francese, inglese, olandese, tedesco, italiano, spagnolo, arabo. C'è un drappo con la croce cristiana, la mezzaluna islamica e la stella ebraica di Davide. Davanti alla schiera di telecamere dei network internazionali stringono le mani in alto una giovane del nord-europa, una anziana signora col velo islamico, un ragazzo belga, un uomo dal viso mediorientale avvolto nel tricolore belga. L'imam Asad Majeeb della assocazione musulmana Ahmadiyya cerca i giornalisti: "Chi ha fatto gli attentati non ha nulla a che fare con l'islam". Qualcuno alle sue spalle protesta, lui insiste: "L'islam è una religione di pace, il Corano condanna senza mezzi termini che uccide un altro essere umano". A mezzogiorno la piazza si riempie, chi sulle scalinate chi attorno ai fiori e alle bandiere stese per terra. Ci sono le autorità cittadine, i funzionari delle istituzioni europee, i belgi, turisti e giornalisti, minute donne anziane col velo e ragazzoni scandinavi. Un ubriaco prova a interrompere il minuto di silenzio, nessuno protesta. Alla fine scoppia un lungo applauso, la folla urla "Vive la Belgique", viva il Belgio. Per scacciare la paura, per "non permettere loro di cambiarci", come è scritto per terra, perché, come recita un'altra scritta, "we are one", siamo tutt'uno.