Visualizzazione post con etichetta navi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta navi. Mostra tutti i post

venerdì 8 agosto 2014

Deciso: stop ai MOSTRI nel bacino San Marco e alla Giudecca


VENEZIA - Stop alle navi oltre le 40mila tonnellate nel bacino San Marco e nel canale della Giudecca a Venezia. Lo annuncia il presidente della regione Veneto, Luca Zaia, in un tweet durante la riunione, in corso a Roma, del comitato interministeriale per la salvaguardia del capoluogo e della sua laguna. "Decisione unanime navi oltre 40mila tonnellate fuori da bacino San Marco e canale Giudecca", scrive Zaia.
"C'è stata la decisione unanime - spiega Zaia in un video allegato al tweet - di avviare da subito il canale della Cortorta Sant'Angelo alla valutazione di impatto ambientale, di valutare eventualmente altri progetti e soprattutto l'unanimità di far uscire le grandi navi da San Marco e dalla Giudecca. I tempi sono quelli della burocrazia, spero che si faccia velocemente".
Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Maurizio Lupi, da parte sua, parla di "un significativo passo avanti sulla vicenda grandi navi a Venezia: il Comitatone ha dato il via libera alla valutazione di impatto ambientale, da redigere entro 90 giorni, al progetto che prevede di poter raggiungere la Stazione Marittima di Venezia attraverso il canale Contorta-Sant'Angelo". Per il ministro "questo non esclude a priori che la stessa procedura possa essere fatta per altri progetti, ma al momento si è valutata la via del Contorta come la più praticabile in tempi brevi".
Lupi sottolinea quindi come si tratti di "una soluzione equilibrata, che tiene conto sia del dovere di togliere i grattacieli del mare dai canali di Venezia, salvaguardando così una città patrimonio dell'umanità che il mondo ci invidia e salvaguardando anche la vita economica di questa stessa città, molto legata al turismo crocieristico".
Il presidente dell'Autorità portuale di Venezia Paolo Costa spiega invece come il canale Contorta-Sant'Angelo sia "il solo progetto capace di allontanare le navi da San Marco mantenendo l'eccellenza crocieristica veneziana". Un piano, puntualizza Costa, che in questo momento è "in una versione che si occupa anche del recupero morfologico della laguna centrale".


sabato 29 marzo 2014

L'aereo scomparso, individuati altri tre "oggetti", stanno arrivando le navi


PERTH - L'Ilyushin ritorna in aeroporto dalla sua missione di ricerca
PERTH - Un Ilyushin IL-76 cinese ha avvistato oggi tre oggetti sospetti in una nuova ricerca nelle acque dell'Oceano Indiano nella zona che si trova a nord di quella precedentemente esplorata.
Si parla di oggetti galleggianti di colore bianco, rosso e arancione rispettivamente, secondo un reporter dell'agenzia cinese Xinhua che era bordo dell'aereo militare.
Un marcatore è stato lanciato sul posto e l'equipaggio cinese ha poi informato le autorità australiane dei nuovi risultati. Inoltre, sempre oggi, due navi cinesi hanno raggiunto l'area di ricerca definita secondo le ultime analisi degli avvistamenti
L'Australian Maritime Safety Authority (AMSA) ha detto che la ricerca multinazionale sta coinvolgendo otto aerei, mente sei navi dovrebbero raggiungere la nuova area "alla fine della giornata o dopo il tramonto." Ha aggiunto che tempo sembra per ora adatto per la ricerca, ma le condizioni potrebbero "peggiorare nel corso della giornata."
Sempre stamane il vice comandante delle forze aeree della Nuova Zelanda Marshal Kevin ha detto ai media che un gruppo di 11 oggetti rettangolari bianchi è stato visto sotto la superficie dell'acqua circa 1.600 km a ovest di Perth, in Australia. Gli oggetti, rettangolari e di circa un metro, erano a cinque metri di distanza l'uno dall'altroe.
Nel frattempo, il primo ministro australiano Tony Abbott ha detto che un dispositivo per localizzare la scatola nera sarà messo su una nave della marina australiana impegnata nella ricerca dell'aereo mancante.
La nuova area di ricerca, circa 319.000 km quadrati, è circa quattro volte più grande rispetto alla precedente area d nell'Oceano Indiano meridionale a 1100 km a nord-est.
Il primo ministro ha anche avvertito la difficoltà del compito. "Non dobbiamo sottovalutare la difficoltà di questo lavoro", ha detto. "Questi sono i mari inospitali. Stiamo cercando di trovare piccoli pezzi di relitto in un vasto oceano."

L'attuale zona di ricerca (in marrone) e le precedenti. I puntini rossi e neri segnalano i rottami individuati nei vari giorni