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venerdì 25 novembre 2016

MONTPELLIER, incappucciato e armato irrompe in un monastero, uccisa la custode. Poi fugge



MONTPELLIER, 25 novembre - Una vita da missionari in Africa, poi una sera - nel paesino del sud vicino a Montpellier - 60 monaci e suore si trovano di fronte all'incontrollabile furia di un uomo armato, incappucciato. Generalità e movente ignoti, l'individuo, armato di un fucile a canne mozze e di un coltello ha prima legato e imbavagliato, poi ucciso con diverse coltellate la custode che gli aveva aperto la porta. In nottata, monaci in salvo, killer in fuga.
Tremila abitanti o poco più per Montferrier-sur-Lez, paesino dell'Herault, oggi inondato dalle piogge. Un monastero e, proprio accanto, la casa di riposo, "Le Querce Verdi". Tutto tranquillo, poi l'irruzione. Al momento la prefettura propende per la semplice "azione criminale", un movente di delinquenza comune o di follia. Ma la pista terroristica "non è esclusa".
L'uomo, armato, viene cercato ovunque, nelle cantine, negli edifici adiacenti. I 60 monaci, le suore, i cinque o sei impiegati laici che lavoravano in quel momento nella casa di riposo, sono stati messi in salvo dai reparti speciali.
A telefonare alla polizia, pochi minuti dopo l'irruzione, è stata la donna poi uccisa. Probabilmente è stata legata e imbavagliata dopo che il killer si è accorto che aveva dato l'allarme. Quindi l'omicidio, commesso con una serie di coltellate, ripetute. Il cadavere, in un lago di sangue, è stato ritrovato al piano terra dagli uomini delle teste di cuoio.
I tre piani dell'edificio sono stati "bonificati" uno dopo l'altro, gli anziani monaci, a gruppi - prima di 15, poi di 30 - sono stati messi in salvo.

mercoledì 20 gennaio 2016

MOSUL, l'ISIS rade al suolo il più antico monastero dell'Iraq


MOSUL, 20 gennaio - L'Isis ha raso al suolo il più antico monastero cristiano in Iraq. Si tratta del monastero di St. Elijah, a Mosul, costruito 1.400 anni fa.

lunedì 16 marzo 2015

MOSCA, le fiamme divorano il campanile del monastero di Novodevichy, patrimonio Unesco

Le fiamme divorano il campanile del monastero

Il monastero di Novodevichy è patrimonio dell'umanità Unesco
MOSCA, 16 marzo - Notte di paura a Mosca dove un incendio è divampato sul campanile del monastero di Novodevichy, sito dichiarato dall'Unesco patrimonio mondiale dell'umanità nel 2004. Le fiamme hanno avvolto la torre ottagonale, alta oltre 70 metri, insinuandosi tra le impalcature di legno che la circondano, in questo periodo in fase di ristrutturazione. Secondo le prime informazioni rilasciate da Alexander Gavrilov, il vice responsabile del ministero delle emergenze a Mosca, il fuoco si sarebbe sviluppato su di un'area di un centinaio di metri quadri. "Il campanile non dovrebbe crollare", ha rassicurato Gavrilov citato da Interfax, mentre i media russi diffondevano immagini impressionanti della spettacolare torre risalente alla fine del'600 avviluppata dalle fiamme che hanno investito anche parte delle mura di mattoni rossi del convento, fondato nel 1524, e ancora oggi una delle mete turistiche più gettonate della capitale russa. I vigili del fuoco sono subito accorsi per domare le fiamme e, tra le ipotesi che cominciano a circolare sulle possibili cause dell'incendio, c'è anche la possibilità che gli operai addetti alla ristrutturazione della torre possano aver lasciato incautamente sul posto materiale infiammabile. Dalle prime notizie nessuno sembra essere rimasto coinvolto. Citato da Tolstoj in «Guerra e Pace» e in «Anna Karenina», l'antico convento si trova lungo la Moscova, a pochi chilometri distanza dal Cremlino. Mosca non si è ancora ripresa dallo shock subito neanche due mesi fa quando andò letteralmente in fumo un pezzo del suo patrimonio culturale nel gigantesco incendio che distrusse parzialmente la storica biblioteca dell'Accademia delle Scienze fondata nel 1918, un anno dopo la rivoluzione bolscevica. Dei dieci milioni di opere che erano custodite nell'edificio bruciato il 15% degli esemplari è finito in cenere.