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martedì 11 luglio 2017

USA, duemila giornali contro il duopolio GOOGLE-FACEBOOK

Basta allo strapotere di Google e Facebook e all'utilizzo gratuito da parte loro di contenuti prodotti dalle redazioni. Questa la richiesta arrivata al Congresso Usa dalla News Media Alliance (Nma) - associazione che rappresenta oltre 2mila quotidiani negli Stati Uniti, tra cui "New York Times" e "Washington Post". La proposta è quella di varare una legge antitrust per proteggere i giornali americani dai colossi del web.

La tesi dell'associazione è che le leggi che impediscono ai media di lavorare insieme per contrattare accordi pubblicitari migliori con le piattaforme internet favoriscano i due colossi che continuano a controllare il mercato della pubblicità digitale e l'economia dell'informazione. Insieme infatti gestiscono il 60% della pubblicità digitale in America e il 50% a livello globale, mentre la pubblicità su carta è crollata di due terzi rispetto a 10 anni fa.

E non è tutto: Nma sostiene che il dominio di Facebook e Google ha creato un sistema economico malato nel settore dei media e nella distribuzione di notizie, un sistema nel quale i benefici vanno tutti ai due colossi, mentre i lettori non arrivano più ad avere un collegamento diretto con i giornali.

Per questo le 2mila testate avanzano richieste precise, innanzitutto quella di aumentare la distribuzione dei ricavi da pubblicità. Facebook, per esempio, ha aggiornato i termini per la spartizione degli introiti con Instant Articles, anche se per Nma non è abbastanza. Il gruppo chiede anche di creare un maggiore sostegno per un modello che preveda abbonamenti, magari con l'aiuto di Facebook e Google.

Ci sono voci che Facebook stia lanciando una funzione mobile che permette di pagare gli articoli. La terza richiesta è legata a una maggiore condivisione dei dati raccolti dai due colossi con i giornali. Infine i quotidiani chiedono ai due colossi tech di dare maggiore visibilità ai marchi dei singoli giornali.

Secondo una ricerca di Pew/Knight Foundation il 10% degli intervistati crede che la fonte dell'articolo sia Facebook, anche se è stato prodotto da altri. Questa azione da parte dell'Nma apre uno scenario inedito: è la prima azione concreta contro il duopolio Google-Facebook, mentre in Europa i due colossi sono già finiti nel mirino dell'autorità Ue.

giovedì 29 ottobre 2015

ESTERI/ TURCHIA, dopo le tv Erdogan chiude anche due giornali

Il capo redattore del giornale Bugun Erhan Basyur 
ISTANBUL , 29 ottobre - Gli amministratori nominati dal tribunale che hanno assunto la gestione del gruppo editoriale turco Ipek hanno bloccato la pubblicazione dei due quotidiani controllati, Bugun e Millet, dopo aver oscurato ieri i suoi due canali, Bugun tv e Kanalturk, ostili al presidente Recep Tayyip Erdogan. Lo riferisce il quotidiano Zaman che mostra le prime pagine dei giornali bloccate in tipografia. Il gruppo Ipek è accusato di legami con la rete "illegale" di Fethullah Gulen, ex sodale poi diventato nemico numero uno di Erdogan. La censura avviene a pochi giorni dalle elezioni anticipate di domenica prossima.
"Dai giorni del colpo di stato militare del 1980 non ci sono state misure così drammatiche per bloccare e impedire il controllo del potere" in Turchia. A sostenerlo è l'ong internazionale Human Rights Watch (Hrw)