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martedì 17 maggio 2016

FLESSIBILITA', la Commissione europea dà il via libera all'ITALIA con uno 0,85%, quest'anno


BRUXELLES, 17 maggio - La Commissione Ue dà il via libera per l'Italia ad una flessibilità pari all'0,85% per il 2016, ma ricorda che il Paese, come prevedono le regole, dovrebbe fare uno sforzo superiore allo 0,5% nel 2017 e 2018. Secondo quanto emerso da fonti Ue, nella lettera inviata da Bruxelles a Roma, inoltre, si chiede all'Italia di impegnarsi ad evitare una deviazione significativa da questo obiettivo, da verificare in autunno.
Nella lettera, la Commissione si mostra, dunque, pronta a concedere tutta la flessibilità di bilancio richiesta e motivata dal ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, pari a 0,85 punti percentuali di Pil (14 miliardi di euro), ma a condizione che il governo si impegni a mantenere il rapporto deficit/Pil del 2017 all'1,8%, con una correzione di 0,1 punti percentuali rispetto al dato dell'1,9% atteso dall'esecutivo comunitario nelle sue previsioni economiche d'autunno.
La Commissione rimarca che si tratta di una flessibilità che non ha precedenti con nessun altro Paese.Inoltre, Bruxelles chiede all'Italia di mantenere la clausola di salvaguardia, ovvero l'aumento dell'Iva, che il governo aveva predisposto come garanzia in caso di necessità per mantenere gli obiettivi di bilancio, ma che poi ha annunciato di non volere attuare.
Nella lettera - inviata dal vicepresidente della Commissione Valdis Dombrovskis e dal commissario agli Affari economici e finanziari Pierre Moscovici, al ministro dell'economia Pier Carlo Padoan - vengono confermate le cifre che girano già da tempo riguardo alla quantificazione dei diversi elementi della flessibilità concessa: 0,5 punti percentuali di Pil per le riforme strutturali fatte dall'Italia e considerate convincenti, 0,25 punti per gli investimenti produttivi, e il resto per tenere conto dei costi della crisi migratoria (0,04%) e del giro di vite nella sicurezza (0,06%).
Italia, Spagna e Portogallo sotto esame - La decisione di mantenere in agenda per la riunione del collegio dei commissari di mercoledì le "pagelle" sui bilanci degli Stati membri non è ancora sicura, perché oltre al caso dell'Italia, che appare ormai poco controverso, ci sono due altri paesi che hanno una situazione molto più delicata, ciò che potrebbe indurre i capi di gabinetto a un rinvio. Si tratta di Spagna e Portogallo, che non sono riusciti a ridurre al fatidico 3% il proprio deficit-Pil e sono dunque in situazione di palese infrazione rispetto alle regole del Patto di Stabilità, al punto che la Commissione potrebbe prospettare per loro, teoricamente, la richiesta di sanzioni finanziarie fino allo 0,2% del loro Pil.

mercoledì 4 maggio 2016

RENZI; la flessibilità sulle pensioni con la legge di stabilità 2017


ROMA, 4 maggio - Il governo interverrà sul tema delle pensioni con la legge di stabilità del 2017. Ad annunciarlo è stato il premier Matteo Renzi, parlando in diretta Twitter e Facebook con l'hashtag '#Matteorisponde'. "Stiamo lavorando" ad un meccanismo di flessibilita' sulle pensioni, "si chiamera' Ape: c'e' già il simbolo e il logo. Ci sta lavorando il sottosegretario Nannicini: con la legge di stabilita' del 2017 chi vorrà potrà anticipare con una decurtazione economica l'ingresso in pensione solo per un certo periodo di tempo". L'operazione andrà incontro "ai nati nel 51-53", a coloro che si sono visti aumentare all'improvviso l'eta' per il pensionamento, ha affermato Renzi. "Sentiremo ci sindacati, i datori di lavoro, l'Unione europea", ha sottolineato il premier.
"Ci sono novita' in arrivo su Equitalia, saranno molto interessanti", ha inoltre anticipato Renzi che sul tema della tasse ha sottolineato come "l'ideale sarebbe ridurre le fasce dell'Irpef". "Nel programma del centrosinistra 2013 c'erano due sole aliquote", ha ricordato il premier, "alla fine dovremo trovare il modo di avere quattrini su questo. Spero che si riuscira' a farlo". Il presidente del Consiglio ha poi parlato di un'operazione di "semplificazione complessiva nella legge di stabilita' contro la burocrazia".
I 500 euro di bonus ai giovani? "Arrivano", ha assicurato Renzi, spiegando che un provvedimento in tal senso diventerà realtà dopo le elezioni amministrative. Sempre per quanto riguarda i giovani, il premier ha spiegato che il governo è pronto a intervenire sulle tasse universitarie. "Spero che nelle prossime settimane ci possano essere delle novita'", ha detto il premier. Infine, un'apertura sull'eliminazione del bollo auto aumentando le accise. "Non e' una cattiva idea", ha affermato il premier, "e' un'idea intelligente, concreta".

mercoledì 3 febbraio 2016

JUNCKER: Flessibilità? C'è già ed è largamente sufficiente


BRUXELLES, 3 febbraio -  Ancora un botta e risposta tra Roma e Bruxelles sul tema della flessibilità dei conti pubblici. Il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, chiede all'Europa di sciogliere presto la riserva perché l'incertezza non aiuta la crescita. Il presidente della Commissione Jean-Claude Juncker replica dicendo che gli elementi di flessibilita' esistenti sono "largamente sufficienti" e che non si farà' "una rigida austerità"
"Ci auguriamo che la risposta sull'ammissibilità  della richiesta italiana di flessibilità sia sciolta presto da parte della Commissione Ue in modo da evitare l'incertezza che non aiuta la crescita", ha detto Padoan durante un incontro all'Aspen con il Cancelliere dello Scacchiere George Osborne. "Lo sforzo di riforme dell'Italia e' quello che ci porta a chiedere con tutto il diritto la gestione di una politica fiscale piu' flessibile come previsto dalle regole europee, non e' una cosa che ci stiamo inventando", ha aggiunto. 
Gli elementi di flessibilita' introdotti dalla Commissione europea nell'interpretazione del Patto di stabilita' e crescita "sono largamente sufficiente per permettere ai diversi paesi, anche quelli alle prese con le peggiori difficolta', di poter proporre bilanci che corrispondono a tutte le regole ed esigenze", ha sottolineato Juncker al Parlamento europeo. "Non è vero", ha detto Juncker rispondendo agli appunti mossi da alcuni eurodeputati durante il dibattito sul prossimo Consiglio europea, "che la commissione non si dovrebbe occupare dei bilanci nazionali. C'e' un trattato, c'e' un patto di Stabilita' e crescita, ci sono le raccomandazioni paese per paese, ci sono dibattiti all'interno dell'Eurogruppo e del Consiglio. La Commissione deve giocare il suo ruolo, questo e' vero sia per quei bilanci nazionali sotto esame sia per tutti in generale: il ruolo della Commissione non sara' improntato a una rigida politica di austerita', abbiamo introdotto qualche elemento di flessibilita'". 
Juncker ha ribadito di voler evitare l'uscita della Grecia dall'area Schengen: "Se non ho voluto la Grexit dall'Eurozona, non la voglio certo da Schengen", spiegando che le raccomandazioni alla Grecia decise martedi' dall'esecutivo comunitario non vogliono "stigmatizzare il comportamento" di Atene, ma spingere a un miglior controllo delle frontiere esterne. "Possiamo salvare Schengen solo applicando Schengen".