PARIGI, 21 marzo - Sono stati fermati due uomini sospettati di aver aiutato Ziyed Ben Belkacem, l'assalitore di Orly, nel trovare l'arma con cui l'uomo sabato aveva aggredito una pattuglia di militari nell'aeroporto di Parigi. I due, di 30 e 43 anni, erano ricercati da domenica, da quando cioè erano stati identificati da informazioni fornite agli inquirenti.
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martedì 21 marzo 2017
PARIGI, L'attacco di ORLY, fermati due complici dell'attentatore ucciso
PARIGI, 21 marzo - Sono stati fermati due uomini sospettati di aver aiutato Ziyed Ben Belkacem, l'assalitore di Orly, nel trovare l'arma con cui l'uomo sabato aveva aggredito una pattuglia di militari nell'aeroporto di Parigi. I due, di 30 e 43 anni, erano ricercati da domenica, da quando cioè erano stati identificati da informazioni fornite agli inquirenti.
lunedì 21 dicembre 2015
Altri due fermi a BRUXELLES per gli attentati di PARIGI
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| Salah Abdeslam |
BRUXELLES, 21 dicembre - Due persone sono state fermate dalla polizia a Bruxelles nell'ambito delle indagini su un nuovo "sospetto importante" che avrebbe coordinato gli attentati di Parigi dal Belgio ma che finora non è stato preso. Lo riporta la stampa locale. Intanto dai verbali degli interrogatori dei due amici che hanno riportato da Parigi a Bruxelles l'attentatore Salah Abdeslam, emerge come l'attentatore, quella sera, fosse sconvolto e implorasse in lacrime di non tradirlo.
La perquisizione è stata compiuta domenica nella zona dei locali trendy fiamminghi vicino al canale di Bruxelles, in rue de la Clè di fronte a Molenbeek. Secondo alcuni media locali, la notte degli attacchi ci sono stati diversi contatti telefonici dalla capitale francese a quella belga, in particolare tramite messaggi inviati a due cellulari sul territorio belga. Le autorità stanno cercando il proprietario che avrebbe avuto un ruolo di coordinatore, ma questo non sarebbe tra i fermati.
Salah agli amici: "Non traditemi" - Secondo quanto raccontato durante gli interrogatori da Hamza Attou, uno dei due amici che Salah ha chiamato la notte degli attentati per farsi recuperare a Parigi, Abdeslam "era come un bambino di 12 anni che piangeva" al telefono al punto da far "pietà". "Non mi tradire", avrebbe poi ripetuto ossessivamente in preda "al panico" sulla strada del ritorno in auto verso Bruxelles. "Piangeva e gridava raccontando quello che era successo - ha raccontato Hattou - ci ha detto che aveva commesso gli attentati di Parigi, che era la decima persona a compiere questi attentati".
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