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sabato 25 luglio 2015

Stop a POSTALMARKET, è fallito


UDINE, 25 luglio - Postalmarket, storico catalogo di vendite per corrispondenza, è fallito. Lo ha decretato il Tribunale di Udine sulla base dell'istanza presentata dall'amministratore straordinario del Gruppo Bernardi, società di abbigliamento con sede a Ronchis (Udine), che aveva rilevato il catalogo nel 2003 con l'obiettivo di rilanciarlo. La rivista era nata nel 1959 da un'idea di Anna Bonomi Bolchini, che aveva importato in Italia il modello statunitense della vendita per catalogo.

martedì 9 giugno 2015

TRAGHETTI, fallita GoinSardinia


OLBIA,9 giugno - E' fallita GoInSardinia del consorzio di imprenditori del Nord Sardegna che nell'estate 2013 aveva dato vita a una compagnia di navigazione nata per contrastare il caro-traghetti. Il giudice del tribunale di Tempio ha depositato la sentenza di fallimento che ha accolto l'istanza presentata dalla società di gestione del Porto di Olbia, la Sinergest, per i diritti e i servizi portuali non onorati da GoinSardinia, pari a circa 220 mila euro. Mentre l'esposizione complessiva è di quasi 2 milioni di euro.

sabato 21 marzo 2015

GENOVA, chiesta l'archiviazione delle accuse (bancarotta) al padre di RENZI

Tiziano Renzi
GENOVA, 21 marzo - La Procura di Genova ha chiuso le indagini per la vicenda che vedeva coinvolto il padre del premier, Tiziano Renzi, accusato di bancarotta fraudolenta ed ha chiesto l'archiviazione. Il gip deciderà se accoglierla o meno. L'indagine era nata dopo il fallimento della società Chil Post srl, che distribuiva giornali e volantini.
Il curatore fallimentare avrebbe rilevato passaggi sospetti dei rami d'impresa e uscite di denaro non giustificate: per questo aveva trasmesso la relazione alla Procura della Repubblica. Per gli altri due amministratori subentrati nella gestione societaria nel 2010, Antonello Gabelli e Mariano Massone sono state chiuse le indagini e l'accusa è di bancarotta fraudolenta.
Secondo l'ipotesi accusatoria iniziale Tiziano Renzi, prima di dichiarare il fallimento della sua società con debiti per un milione e 300mila euro, nel novembre 2013 l'avrebbe spogliata del ramo sano cedendo i beni disponibili alla Eventi6, azienda di proprietà della moglie Laura Bovoli. A insospettire i pm fu il prezzo di vendita da marito a moglie, che sarebbe stato di poco più di 3mila euro. Per gli inquirenti, Tiziano Renzi negli anni in cui era amministratore avrebbe gestito correttamente la società madre e non avrebbe contribuito al fallimento.

venerdì 19 luglio 2013

Fallita la città di Detroit


Detroit, grattacieli e case abbandonate
Gli antichi splendori, un teatro abbandonato
C'era una volta la Detroit dei bar...
...e c'era una volta la Motor City
DETROIT - La Motor City, il simbolo Usa dell'auto sede di Gm, Ford e Chrysler, non ce l'ha fatta a risanare i conti. E ha dichiarato bancarotta, facendo segnare stasera il maggior fallimento mai presentato da una città nella storia Usa. Dopo mesi di tentativi per scongiurare il passo arrivato oggi e dopo che la sua industria, quella automobilistica si è invece ripresa, invertendo tendenza, la città del Michigan da anni in dissesto finanziario ha presentato ierisera la procedura fallimentare.
La richiesta al giudice federale di accedere al Chapter 9 - che regola la bancarotta delle municipalità che possono chiedere assistenza per ristrutturare i propri debiti - è stata avanzata dal commissario straordinario di Detroit, Kevyn Orr, che ha dichiarato lo stato di insolvenza della città. Ed è stata approvata dal governatore del Michigan, Rick Snyder. Se approvata, la domanda permetterà al commissario straordinario di liquidare gli asset della città per soddisfare i creditori. La Casa Bianca ha fatto sapere che sta seguendo la situazione da vicino.
 A pesare c'è stata una cattiva gestione delle finanze pubbliche dovuta alla corruzione politica. Ma anche il duro colpo subìto dal mercato immobiliare e l'enorme calo della popolazione (dai 2 milioni di abitanti degli anni 50 ai 714 mila attuali tra il 2000 e il 2010) legato alla crisi economica che ha penalizzato anche il mercato dell'auto e l'immenso indotto che hanno fatto di Detroit la «Motor City» americana. Uno spopolamento, in particolare, che ha ridotto la base dei «contribuenti» al bilancio delle casse municipali senza che, contemporaneamente, si riducessero le spese pubbliche.
Il deficit nel bilancio cittadino è stimato in oltre 380 milioni di dollari (290 milioni di euro), mentre Orr ha stimato i debiti di lungo periodo a oltre 14 miliardi di dollari, forse tra 17 e 20 miliardi.
L'aumento del crimine e il crollo dei posti di lavoro nell'industria automobilistica hanno spinto negli anni i bianchi della classe media e molti afro americani a lasciare Detroit. La popolazione è in larghissima maggioranza povera e nera.
La richiesta di fallimento elenca oltre 100mila creditori. I due fondi pensionistici della città sono creditori all'amministrazione di circa 9,2 miliardi di dollari. Il futuro prevede che un giudice di corte d'appello nomini un magistrato a valutare il caso: dovrà decidere dove si terranno le udienze, se a Detroit, in Kentucky, in Ohio o in Tennesseee spiega oggi il sito di UsaToday. Saranno per ora congelati la gran parte dei debiti della città, con l'effetto di sospendere tutte le cause relative già intentate in giustizia. Il comune dovrà continuare a pagare alcuni creditori privilegiati - fra cui i gestori dell'acqua e del sistema fognario - che avrebbero altrimenti il diritto di sequestrare gli asset cittadini. Detroit potrà continuare in autonomia a fornire servizi pubblici senza bisogno di autorizzazioni; dovrà però dimostrare di non poter pagare gli altri creditori. Quanto ai tempi, sono incerti: per concludere la causa di bancarotta e giungere a un accordo mediato dalla giustizia con i creditori ci potrebbero volere mesi ma anche diversi anni.



Il declino di Detroit

  • Popolazione ridotta da un picco di 2 milioni di abitanti nel 1950 ai 713.000 di oggi
  • Più alto tasso di criminalità violenta di qualsiasi grande città degli Stati Uniti, con 15.245 reati alla persona nel 2011
  •  78.000 edifici abbandonati e degradato
  • Il 40% dei lampioni elettriciti non funzionano
  • Solo un terzo delle ambulanze della città ha lavoro
  • Solo il 53% dei proprietari di case hanno pagatonel 2011 le tasse di proprietà