ROMA, 12 giugno - Negli anni della crisi le famiglie italiane in condizione di povertà assoluta sono quasi raddoppiate. A lanciare l'allarme è la Confcommercio, che in un'indagine evidenzia come dal 2007 al 2014 l'incremento sia stato del 78,5%, con una incidenza sul totale passata dal 3,5% pre-recessione al 5,7%. Le persone in povertà assoluta hanno superato nel 2014 i 4 milioni, +130% rispetto al 2007, arrivando a sfiorare il 7% della popolazione.
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domenica 12 giugno 2016
RADDOPPIATO il numero delle famiglie italiane in povertà assoluta
ROMA, 12 giugno - Negli anni della crisi le famiglie italiane in condizione di povertà assoluta sono quasi raddoppiate. A lanciare l'allarme è la Confcommercio, che in un'indagine evidenzia come dal 2007 al 2014 l'incremento sia stato del 78,5%, con una incidenza sul totale passata dal 3,5% pre-recessione al 5,7%. Le persone in povertà assoluta hanno superato nel 2014 i 4 milioni, +130% rispetto al 2007, arrivando a sfiorare il 7% della popolazione.
mercoledì 9 settembre 2015
ECONOMIA/ CONFCOMMERCIO, aumentano consumi e occupati
ROMA, 9 settembre - L'indicatore dei consumi di Confcommercio registra a luglio 2015 una crescita dello 0,4% rispetto a giugno ed un incremento del 2,1% tendenziale, la variazione più elevata degli ultimi cinque anni. Lo si legge nei dati diffusi questa mattina a Roma dal Centro studi di Confcommercio.
"Dopo un semestre di ripresa dell'attività economica, emergono segnali incoraggianti nel mercato del lavoro: a luglio, infatti, per il secondo mese consecutivo gli occupati, al netto dei fattori stagionali, aumentano in termini congiunturali di 44 mila unità".
lunedì 8 giugno 2015
CONFCOMMERCIO, solo nel 2027 si tornerà al pil pro capite del 2007
ROMA, 8 giugno - Agli attuali tassi di crescita di pil, consumi e reddito disponibile, solo tra 15 anni, nel 2027, si tornerà al pil pro capite del 2007. La spesa delle famiglie pre-crisi si rivedrà nel 2030. Il reddito disponibile nel 2034. Lo stima l'Ufficio Studi Confcommercio. Per ridurre il recupero a 6-8 anni servirebbe un tasso di crescita doppio.
Tra il 2007 e il 2014, ricorda Confcommercio, gli italiani hanno patito una riduzione in termini reali del 12,5% del Pil, del 14,1% per il reddito disponibile e dell'11,3% per i consumi. Il ritorno ai livelli di crisi viene stimato sulla base di una crescita dell'1,25% per pil, dello 0,95% dei consumi e dell'1,05% per il reddito disponibile, a fronte di una variazione della popolazione in linea con le stime prodotte dall'Istat negli scenari di lungo periodo (+0,2%). Quanto all'ipotesi di un tasso di crescita doppio che permetterebbe di tornare ai livelli del 2007 in 6-8 anni, l'Ufficio Studi Confcommercio nota comunque che "la nostra economia non sperimenta da tempo" tali valori. "L'attivazione rapida delle riforme strutturali - aggiunge -, il consolidarsi di un diffuso clima di fiducia favorevole e una credibile politica fiscale distensiva renderebbero questa sfida alla portata del nostro paese". Nota poi l'analisi di Confcommercio come le difficoltà a tornare ai livelli pre-crisi discendono da un "contesto altamente penalizzante in cui operano le imprese. "Le riforme devono correggere questi difetti che riducono la competitività e tengono bassa la produttività sistemica dell'Italia - viene spiegato -. Ponendo a confronto alcuni indicatori di Italia e Germania, si rileva come per i nostri imprenditori sia molto più difficile fare impresa. I tempi della giustizia, la pressione fiscale, i costi di gestione, la contraffazione e l'abusivismo si associano ad una difficoltà a sfruttare le potenzialità offerte dalle nuove tecnologie". "Nel 2014 - nota quindi l'Ufficio Studi Confcommercio -, la capacità del tessuto imprenditoriale dei servizi di mercato si è ridotta in maniera significativa, mostrando, tra iscrizioni e cancellazioni di imprese nei registri delle Camere di Commercio, un saldo negativo di circa 70mila unità". Grazie alla pur moderata crescita del pil la demografia delle imprese è vista però in miglioramento, "con un rilancio delle iniziative imprenditoriali ed una frenata della forte emorragia di aziende finora registrata". Nel 2015-2016 Confcommercio si attende un ridimensionamento del saldo negativo a 17 mia unità, grazie prevalentemente all'incremento atteso nelle iscrizioni. Di fronte a un pil più debole, il saldo negativo peggiorerebbe a 27 mila unità.
Migliorano i consumi, con una crescita congiunturale ad aprile dello 0,5%, la più elevata degli ultimi due anni, dopo il -0,1% di marzo. L'incremento tendenziale è dello 0,8% (+0,4% a marzo).
La crescita dello 0,5% registrata in particolare dall'Indicatore dei Consumi Confcommercio deriva da un aumento della domanda sia di servizi (+0,6%) e sia di beni (+0,4%). A marzo era sceso dello 0,1%. Relativamente alle singole macro-funzioni di spesa, le variazioni positive hanno riguardato soprattutto i beni e i servizi per la mobilità (+2,5%), grazie al buon andamento delle vendite di auto ai privati, gli alberghi, i pasti e i consumi fuori casa (+0,9%) e i beni e i servizi per le comunicazioni (+0,6%). E' stato invece modesto l'incremento registrato per i beni e i servizi per la cura della persona (+0,1%). Ed è stata stabile rispetto a marzo la domanda di alimentari, bevande e tabacchi e quella dei beni e servizi per la casa. In lieve calo la spesa per abbigliamento e calzature (-0,2%), in linea con il mese precedente, e per i beni e i servizi ricreativi (-0,1%).
Nel 2015 il pil crescerà dell'1,1% e i consumi dell'1,2%. Lo stima l'ufficio studi di Confcommercio che vede poi nel 2016 il pil crescere dell'1,4% e i consumi dell'1%. "La ripresa c'è, ma restano dubbi sulla sua intensità", segnala Confcommercio, citando i "nuovi elementi di incertezza" a maggio e i cali della fiducia di famiglie (-2,1%) e imprese (-0,1%). Sono flessioni attribuibili al contesto interno e tali preoccupazioni "sono la principale insidia alla trasformazione della ripresa statistica in vera crescita economica".
lunedì 22 dicembre 2014
CONFCOMMERCIO: sparite 260 imprese al giorno
ROMA - Confcommercio lancia l’allarme sullo stato delle imprese italiane. Nel terziario, denuncia l’associazione, nei primi 10 mesi del 2014 sono “sparite 260 imprese al giorno”. “Sono sempre più numerose – sottolinea l’osservatorio sulla demografia delle aziende della Confcommercio – le imprese del terziario di mercato che cessano l’attività rispetto alle nuove iscrizioni. Nei primi dieci mesi del 2014, infatti, il saldo tra aperture e chiusure è negativo di quasi 78mila unità e in leggero aumento rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso (-76.489)”. Il commercio ambulante, “unica eccezione” tra i diversi settori che registrano tutti un saldo negativo, registra “un saldo positivo tra iscrizioni e cessazioni pari ad oltre 1.600 unità”. A livello territoriale è risultato “particolarmente consistente il saldo negativo del Mezzogiorno (-26.287 imprese) e del Nord-ovest (-20.980 imprese). Rispetto allo stesso periodo del 2013 solo nel Nord-ovest il saldo negativo si è attenuato grazie ad un calo delle cancellazioni”.
giovedì 5 giugno 2014
Confcommercio: ci vorranno 11 anni per tornare ai livelli di consumi pre crisi
ROMA - Resta critico il livello dei consumi in Italia: nel 2014, a fronte di un Pil a +0,5%, è prevista infatti una crescita appena dello 0,1%. Secondo l'Ufficio studi della Confcommercio, a livello nazionale serviranno più di 11 anni per tornare ai livelli pre crisi e al Sud, nel 2015, si raggiungeranno 12.160 euro pro capite, un livello addirittura inferiore a quello di 20 anni fa (12.195 euro).
La ripresa, stima Confcommercio, si allontana e si conferma più debole del previsto. Si prevede "un leggero recupero nel 2015 con Pil a +0,9% e consumi a +0,7%. Cresce la fiducia ma consumi e investimenti mostrano l'altra faccia del Paese, quella di un'economia reale drammaticamente ferma al palo". Tra il 2007 e il 2013 il prodotto pro capite si è ridotto di oltre 3.100 euro e fino al 2015 non è atteso nessun significativo recupero.
Meno 12mila imprese nei primi 3 mesi - Inoltre resta critico lo stato di salute delle attività commerciali e dei servizi, con oltre 12mila imprese in meno nei primi tre mesi del 2014. L'80% di queste riguardano settori non alimentari e in particolare l'abbigliamento. Si amplia, segnala ancora l'Ufficio studi della Confcommercio, il divario economico-sociale tra il Nord e Sud del Paese.
"Combinato Imu-Tasi-Tari letale per imprese" - "Il combinato mal-disposto di Imu, Tasi, Tari potrebbe essere letale per le nostre imprese", dice Carlo Sangalli, presidente Confcommercio. "Non soltanto c'è il rischio di un incremento di pressione fiscale" ma "c'è anche un problema di crescente incertezza su quanto, quando e come pagare questi complicatissimi tributi. Semplificazione, dunque".
sabato 22 marzo 2014
Confcommercio: dal 1990 i tributi locali sono saliti del 650%
| Carlo Sangalli |
Secondo l'associazione dei commercianti, in pieno clima recessivo, tra il 2008 e il 2013, le manovre correttive di finanza pubblica hanno causato un aumento di tasse per oltre 56 miliardi. ''Più l'economia italiana entrava in crisi, piu' si è fatto ricorso alla leva fiscale''. Sulle spalle delle famiglie la pressione fiscale è quindi aumentata dell'1,6% medio annuo, ''più del triplo di quanto sarebbe stato necessario'' in una dinamica 'normale' (cioe' lo 0,4% annuo).
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