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lunedì 20 marzo 2017

NAPOLI, identificati i bulli che hanno aggredito Fabio: hanno tutti meno di 14 anni



NAPOLI, 20 marzo - Dopo la pubblicazione su Facebook della foto shock del figlio 13enne Fabio con il volto tumefatto per l'aggressione dei coetanei, il padre del ragazzino dice: "Ho fatto la scelta giusta". Quella foto "tocca l'animo delle persone e pone l'attenzione su un problema: quello che è successo a mio figlio domani può accadere al figlio di chiunque altro". Intanto gli aggressori sono stati identificati: hanno tutti meno di 14 anni. I carabinieri hanno identificato gli aggressori: hanno tutti meno di 14 anni, e quindi non sono imputabili. In tre avrebbero preso a schiaffi e a pugni il 13enne, che era in compagnia di un suo amico rimasto sotto choc. Altri due sarebbero stati a guardare
Il grido d'allarme lanciato da questo genitore è stato accolto da tanti con messaggi di solidarietà arrivati alla famiglia in poche ore: "Siamo stati sommersi di affetto - racconta il padre del 13enne - e vicinanza da parte di tante persone". Quanto alle critiche ricevute da esperti, l'uomo dice: "Fanno il loro mestiere e vedono le cose con la loro ottica ma non credo abbiano bene chiaro quale debba essere il messaggio".

Identificati i bulli - I carabinieri hanno identificato gli aggressori: hanno tutti meno di 14 anni, e quindi non sono imputabili. In tre avrebbero preso a schiaffi e a pugni il 13enne, che era in compagnia di un suo amico rimasto sotto choc. Altri due sarebbero stati a guardare

sabato 18 marzo 2017

NAPOLI, tredicenne picchiato dai bulli, il padre denuncia e mette la foto su Facebook

NAPOLI, 17 marzo - Il figlio è stato picchiato da tre bulli e, dopo aver denunciato l'accaduto ai carabinieri, il padre ha pubblicato la foto del volto tumefatto del tredicenne su Facebook lanciando un appello a quanti sono vittime di violenza a denunciare "perché gli autori di tali soprusi non devono passarla liscia". Il post ha raggiunto, finora, quasi diecimila condivisioni. L'aggressione è accaduta nel pomeriggio di ieri in via Cesare Pavese a Mugnano, un comune alle porte di Napoli.
Il ragazzo, 13 anni appena compiuti, stava rientrando a casa quando ha incrociato cinque ragazzini, forse suoi coetanei. In tre, dopo averlo preso in giro lo hanno anche aggredito. Il ragazzino, che era in compagnia di un suo amichetto rimasto profondamente scosso, ha riportato contusioni guaribili fortunatamente in pochi giorni. Il 13enne, tornato a casa, ha raccontato in lacrime tutto ai genitori che subito sono andati in caserma per la denuncia. I carabinieri della caserma e quelli della Compagnia di Giugliano, diretti dal capitano Antonio De Lise, hanno immediatamente avviato le indagini. Poi il papà sul suo profilo Fb ha pubblicato anche la foto del figlio, per dire che bisogna fermare la violenza, affinché quello che è successo a suo figlio "non deve e non dovrà accadere a nessuno". Un appello accorato che in poche ore ha avuto circa diecimila condivisioni. Un post commentato anche da centinaia di persone che hanno espresso solidarietà alla vittima; un coro unanime di condanna al bullismo.

martedì 14 marzo 2017

VIGEVANO, baby gang di bulli 15enni violentavano e picchiavano un coetaneo: arrestati


VIGEVANO, 14 marzo - Sgominata dai Carabinieri a Vigevano (Pavia) la "baby gang delle stazioni ferroviarie": bulli quindicenni che violentavano e picchiavano. Quattro arresti e sei denunce.
Le violenze erano esibite come trofei su sistemi di messaggistica istantanea. Secondo le indagini, in un caso gli arrestati avevano costretto un loro coetaneo - il bersaglio preferito per le loro angherie, un quindicenne 'fragile' - a bere alcolici fino ad ubriacarlo, poi gli avevano messo una catena al collo e l'avevano portato come un cane al guinzaglio in giro per le strade della cittadina in cui risiedono. In un'altra occasione, in cinque contro uno l'avevano afferrato con la forza, denudato, tenuto appeso per le gambe a testa in giù sopra un ponte e costretto a subire atti sessuali.
Il tutto ripreso da un telefonino e il filmato era stato diffuso tra gli amici. I carabinieri di Vigevano li hanno arrestati e condotti all' istituto penale minorile Beccaria di Milano con accuse che vanno dal concorso in violenza sessuale alla riduzione in schiavitù, dalla pornografia minorile (per la diffusione delle immagini delle loro 'imprese' nei social network) alla violenza privata aggravata mediante lo stato di incapacità procurato alla vittima. Con i quattro arrestati c'era anche un ragazzino ancora più piccolo, tredicenne e dunque legalmente non imputabile. La sua posizione, considerata la pericolosità sociale, è al vaglio per l' eventuale richiesta di una misura di prevenzione.