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mercoledì 30 novembre 2016

Assolti i tre dirigenti di BANCA ETRURIA accusati di ostacolo alla Vigilanza


AREZZO, 30 novembre - Sono stati assolti l'ex presidente di Banca Etruria Giuseppe Fornasari, l'ex dg Luca Bronchi e il direttore centrale Davide Canestri imputati per ostacolo alla Vigilanza. Lo ha deciso il gup del tribunale di Arezzo Annamaria Lopresti. 

I pm Roberto Rossi e Julia Maggiore avevano chiesto due anni e 8 mesi per Fornasari e Bronchi e due anni per Canestri. Bankitalia, unica parte civile ammessa, aveva chiesto un risarcimento danni per 320 mila euro. 

"Il fatto non sussiste" è la formula usata dal gup Annamaria Loprete per quanto riguarda l'operazione relativa alla cessione di immobili, in particolare quelle della società Palazzo della Fonte, una di quelle sulle quali gli ispettori di Bankitalia avevano segnalato possibili criticità di rilevanza penale nel bilancio 20" è invece la formula usata dal gup per il capo d'imputazione relativo ai presunti crediti deteriorati. L'accusa era sostenuta dal procuratore della repubblica di Arezzo Roberto Rossi e dal pm Julia Maggiore. L'ex dg e il direttore centrale erano presenti alla lettura della sentenza mentre Fornasari, che aveva assistito alla prima parte dell'udienza di stamani è stato chiamato dal suo avvocato Antonio D'Avirro che gli ha comunicato l'assoluzione.

giovedì 23 giugno 2016

Bancarotta della banca ETRURIA, indagato l'ex presidente


AREZZO, 23 giugno - Tre persone, tra le quali l'ex presidente di Banca Etruria Giuseppe Fornasari, sono indagate nell'ambito dell'inchiesta sulla bancarotta fraudolenta aperta dalla procura di Arezzo. Oltre a Fornasari, si tratta dell'ex consigliere della Banca, Giorgio Guerrini, e del funzionario dell'istituto aretino che aveva instradato la pratica per un finanziamento di circa 20 milioni di euro alla società Privilege Yard.

domenica 20 marzo 2016

BANCA ETRURIA, indagato il CdA (compreso il padre della ministra Boschi)


AREZZO, 20 marzo - Svolta nell'indagine della procura di Arezzo su Banca Etruria per bancarotta fraudolenta: è finito sotto inchiesta l'intero Cda, guidato da Lorenzo Rosi e dai suoi vice Alfredo Berni ePierluigi Boschi, padre del ministro per le Riforme Maria Elena. Come riporta Il Corriere della Sera, sotto osservazione c'è la liquidazione da un milione e 200mila euro che fu concessa dall'ultimo consiglio di amministrazione all'allora direttore generaleLuca BronchiNon si sa ancora ufficialmente se sia stato aperto formalmente un fascicolo, c'è però una delega di indagine affidata alle fiamme gialle per verificare i verbali della seduta del Cda del 30 giugno 2014, quella nel corso della quale appunto fu deliberata la buonuscita milionaria di Bronchi.
Come scrivono gli ispettori di palazzo Koch che nel 2015 hanno portato al commissariamento dell'istituto, "l'accordo per la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro con l'ex direttore generale Luca Bronchi, che aveva ricoperto la carica da luglio 2008, non è risultato in linea con le disposizioni in materia di politiche e prassi di remunerazione e incentivazione, vigenti all'epoca dei fatti, che prevedevano, in caso di risoluzione anticipata del rapporto, il collegamento dei compensi alla performance realizzata e ai rischi assunti".

sabato 2 gennaio 2016

La nuova BANCA ETRURIA indennizza direttamente i clienti


AREZZO, 2 gennaio - La Nuova Banca Etruria accelera e pensa di indennizzare direttamente i suoi correntisti: secondo alcune indiscrezioni, la proposta del presidente Nicastro è al vaglio di Bankitalia e ministero. I fondi non arriveranno (per ora) dal fondo di solidarietà del governo. Si tratta di un prestito privato in linea con leggi e vincoli Ue. A beneficiarne probabilmente 638 risparmiatori che hanno investito meno di 100mila euro sulle subordinate.

mercoledì 23 dicembre 2015

L'ANTITRUST: il ministro Boschi non ha conflitti d'interesse nel salvataggio della banca Etruria

ROMA, 23 dicembre - Il ministro Maria Elena Boschi non ha alcun conflitto di interessi sulla vicenda del salvataggio della Banca Etruria. A sostenerlo è l'Antitrust, riferiscono fonti qualificate dell'Authority, in una risposta al deputato del movimento cinque stelle Alessandro Di Battista, che aveva sollecitato un pronunciamento sulla vicenda.
Intanto il Pd si muove e deposita un disegno di legge al Senato per istituire una commissione bicamerale d'inchiesta sulla vicenda delle banche.
La conclusione dei lavori da parte della commissione bicamerale d'inchiesta avviene "entro un anno dalla sua costituzione". E' quanto prevede il ddl , a prima firma di Andrea Marcucci, al Senato sull'istituzione "di una Commissione parlamentare di inchiesta sulla condizione e sulla vigilanza del sistema bancario e finanziario, con particolare riguardo alla tutela dei risparmiatori". Il termine dei lavori, prevede lo stesso ddl, "può essere prorogato per una sola volta, per non più di un anno".
"La Commissione - si legge nel testo - procede alle indagini e agli esami con gli stessi poteri e le medesime limitazioni dell'autorità giudiziaria". Alla commissione "non può essere opposto il segreto d'ufficio né il segreto professionale o quello bancario, fatta eccezione per il segreto tra difensore e parte processuale nell'ambito del mandato". Sul piano della disponibilità di atti e documenti per l'inchiesta il ddl prevede che la Commissione "può ottenere, anche in deroga a quanto stabilito dall'articolo 329 del codice di procedura penale, copie di atti o documenti relativi a procedimenti o inchieste in corso presso l'autorità giudiziaria o altri organi inquirenti inerenti all'oggetto dell'inchiesta". "L'autorità giudiziaria - si legge nel testo - provvede tempestivamente e può ritardare, con decreto motivato solo per ragioni di natura istruttoria, la trasmissione di copie degli atti e documenti richiesti. Il decreto ha efficacia per trenta giorni e può essere rinnovato". L'organo, inoltre, "stabilisce quali atti e documenti non devono essere divulgati, anche in relazione ad esigenze attinenti ad altre istruttorie o inchieste in corso. Devono comunque essere coperti dal segreto i nomi, gli atti e i documenti attinenti a procedimenti giudiziari nella fase delle indagini preliminari".
Verificare l'efficacia e l'appropriatezza delle attività di vigilanza sul sistema bancario e finanziario con particolare riguardo alle modalità di applicazione e all'idoneità dei poteri di intervento, dei poteri sanzionatori e degli strumenti di controllo previsti, nonché all'adeguatezza delle modalità di presidio dai rischi, in riferimento al periodo dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2015". E' uno dei compiti della commissione d'inchiesta bicamerale proposta nel ddl presentato al Senato dal Pd.
Tra gli altri compiti anche quello di "verificare l'attività degli organi di gestione degli istituti bancari coinvolti in situazioni di crisi o di dissesto, con particolare riguardo all'osservanza degli obblighi di diligenza, trasparenza e correttezza nell'allocazione di prodotti finanziari, nonché degli obblighi di corretta informazione agli investitori, in riferimento al periodo dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2015".