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mercoledì 2 marzo 2016

L'EGITTO consegna all'ambasciata italiana i primi documenti sull'omcidio REGENI

IL CAIRO, 2 marzo - Oggi pomeriggio l'ambasciata italiana a Il Cairo ha ricevuto una nota verbale con la quale il ministero degli Esteri egiziano ha trasmesso alcuni dei materiali investigativi sull'omicidio di Giulio Regeni richiesti nelle scorse settimane dal governo italiano attraverso canali diplomatici. Per la Farnesina si tratta di "un primo passo utile", ma non risultano essere stati ancora consegnati altri materiali informativi richiesti dalle note verbali della nostra ambasciata. L'incartamento ricevuto, invece, è relativo "in particolare informazioni relative a interrogatori di testimoni da parte delle autorità egiziane, al traffico telefonico del cellulare di Giulio Regeni e a una parziale sintesi degli elementi emersi dall'autopsia".

domenica 15 febbraio 2015

LIBIA, chiusa l'ambasciata italiana a Tripoli, concittadini rimpatriati con una nave


TRIPOLI, 15 febbraio - L'ambasciata d'Italia a Tripoli ha sospeso le sue attività in relazione al peggioramento delle condizioni di sicurezza. Il personale e' stato temporaneamente rimpatriato via mare. I servizi essenziali saranno comunque assicurati. Intanto è cominciato il rientro di una parte di italiani dalla Libia, visto il peggiorare della situazione sul terreno, con l'avanzata jihadista verso l'ovest del Paese. In particolare, è in corso un'operazione di rimpatrio a bordo di una nave degli italiani residenti in Libia che hanno deciso di lasciare il Paese. La nave è salpata sotto la scorta della Marina Militare e la sorveglianza aerea di un Predator dell'Aeronautica.
La nave dovrebbe fare scalo a Malta, per rifornirsi di carburante. Quindi proseguirà la navigazione verso la Sicilia: allo stato il porto di destinazione dovrebbe essere quello di Augusta (Siracusa).
"La chiusura temporanea della nostra ambasciata è avvenuta in modo tempestivo e ordinato e di questo ringrazio i responsabili della Farnesina e delle altre amministrazioni che hanno collaborato all'operazione. La chiusura si è resa necessaria a causa del deteriorarsi della situazione in Libia", così il ministro degli esteri Gentiloni. "L'Italia - sottolinea il ministro - rimane al lavoro con la comunità internazionale per combattere il terrorismo e ricostruire uno stato unitario e inclusivo in Libia, sulla base del negoziato avviato dall'inviato speciale dell'Onu Leon, al quale continuerà a partecipare il nostro inviato speciale Ambasciatore Buccino". "Il peggioramento della situazione (in Libia) richiede ora un impegno straordinario e una maggiore assunzione di responsabilità, secondo linee che il governo discuterà in Parlamento a partire dal prossimo giovedì 19 febbraio", annuncia il ministro degli esteri.
Le attività a terra sono state monitorate dai carabinieri (una trentina di unità) in servizio presso l'ambasciata italiana. Si tratta di una operazione "preannunciata", ha fatto sapere la Farnesina, ricordando che già dal primo febbraio scorso il sito www.viaggiaresicuri.it aveva ribadito l'invito ai connazionali a non recarsi in Libia o a lasciare il Paese. L'avviso era stato pubblicato dopo l'attacco terrorista del 27 gennaio all'Hotel Corinthia di Tripoli, in cui erano rimaste uccise numerose persone, inclusi sei stranieri. Il quadro della sicurezza in Libia si è profondamente deteriorato negli ultimi mesi. In particolare la Cirenaica, dove imperversano i jihadisti, che hanno istituito il "Califfato di Derna" e che ora puntano progressivamente verso l'ovest del Paese, dopo aver preso anche Sirte, a 400 km dalla capitale Tripoli. A rischio sono anche Bengasi e l'area urbana di Tripoli, le due principali città del Paese, dove la Farnesina ricorda "un sensibile innalzamento della tensione anche all'interno dei centri urbani", che può coinvolgere quindi anche i cittadini stranieri. In generale, si rileva che il quadro generale è "minato da fattori di diversa matrice". Il Paese dalla caduta di Gheddafi è in preda a fazioni e milizie armate che si fronteggiano rendendo la situazione ingovernabile. Il caos diventa terreno fertile per le azioni "terroristiche", come l'attentato all'hotel Corinthia di Tripoli, che fanno leva "sulla perdurante impossibilità per le forze dell'ordine di garantire un effettivo controllo del territorio": uno "Stato fallito", come ha più volte sottolineato il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni.

martedì 20 maggio 2014

Tripoli, l'ambasciata italiana consiglia ai connazionali di rientrare

TRIPOLI - L'ambasciata italiana a Tripoli ha consigliato ai connazionali di valutare, qualora non ci siano esigenze particolari, rientri temporanei in Italia in attesa di un chiarimento della situazione sul terreno. E' quanto si legge in un avviso della missione diplomatica italiana rivolto agli italiani in Libia.

mercoledì 14 agosto 2013

L'ambasciata italiana al Cairo: stare lontano dagli assembramenti

IL CAIRO - L'Ambasciata d'Italia al Cairo invita i connazionali al Cairo a "tenersi lontani dagli assembramenti".
"Siamo sempre raggiungibili allo 0227943194/5", si legge su Twitter.