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venerdì 18 dicembre 2015

MAFIA CAPITALE, Alemanno rinviato a giudizio


ROMA, 18 dicembre - Gianni Alemanno è stato rinviato a giudizio dal gup di Roma in uno dei filoni dell'inchiesta su Mafia Capitale. L'ex sindaco dovrà rispondere, come chiesto dalla Procura, di corruzione e illecito finanziamento. L'udienza è stata fissata per il 23 marzo davanti alla seconda sezione penale. "Ho la coscienza pulita, non patteggio", ha commentato Alemanno.
All'ex sindaco non si contesta il reato di associazione di stampo mafioso, ma quello di aver ricevuto denaro per compiere "atti contrari ai doveri del suo ufficio". Gianni Alemanno tra il 2012 e il 2014 avrebbe ricevuto 125 mila euro da Salvatore Buzzi in accordo con Massimo Carminati che sarebbero stati versati alla fondazione Nuova Italia, presieduta dell'ex sindaco.
Per il pm, Gianni Alemanno tramite Franco Panzironi, ex Ad di Ama e già imputato nel maxiprocesso di Mafia Capitale, avrebbe ricevuto, attraverso la fondazione, 75mila euro per finanziare cene elettorali e altri 40mila per sostenere la fondazione.
"Dimostrerò la mia innocenza" - "Non ho chiesto riti alternativi proprio per dimostrare pubblicamente la mia innocenza - ha detto ancora l'ex primo cittadino di Roma ed ex ministro -. Affronto il processo con animo sereno perché sono fiducioso nell'operato della magistratura e convinto che al dibattimento sarà accertata e provata l'assoluta correttezza del mio operato"

giovedì 5 novembre 2015

FATTI DELLA VITA/ ROMA, corruzione, chiesto il rinvio a giudizio per ALEMANNO



ROMA, 5 novembre - La procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio dell'ex sindaco Gianni Alemanno nell'ambito dell'inchiesta su Mafia Capitale. Le accuse contestate sono la corruzione e l'illecito finanziamento. Il gup si pronuncerà sulla richiesta dei pm l'11 dicembre prossimo. "Nella richiesta di rinvio a giudizio bisogna cogliere la notizia più importante e cioè che ogni accusa e ogni aggravante connessa all' associazione mafiosa nei miei confronti è completamente caduta", afferma Alemanno.

   

martedì 2 dicembre 2014

Sodalizio mafioso a Roma, 28 arresti, indagato ALEMANNO


ROMA - Ventotto persone sono state arrestate nell'ambito di una inchiesta su un vero e proprio sodalizio di stampo mafioso a Roma: arrestati anche l'ex ad dell'Ente Eur, Riccardo Mancini e l'ex terrorista dei Nar, Massimo Carminati. Tra i 37 indagati nell'inchiesta della Procura di Roma c'è anche Gianni Alemanno. All'ex sindaco della Capitale il gip contesta il reato associazione per delinquere di stampo mafioso. Gli inquirenti hanno proceduto anche alla perquisizione della sua abitazione. Perquisizioni sono in corso anche alla Regione Lazio e in Campidoglio. I carabinieri del Ros stanno acquisendo documenti presso gli uffici della Presidenza dell'Assemblea Capitolina e presso alcune commissioni della Regione Lazio. Al centro dell'indagine del Ros, un sodalizio da anni radicato nella Capitale facente capo a Massimo Carminati, con infiltrazioni "diffuse" nel tessuto imprenditoriale politico e istituzionale.  
La Guardia di Finanza sta eseguendo un decreto di sequestro di beniriconducibili agli indagati, emesso dal tribunale di Roma, per un valore di 200 milioni di euro. Gli inquirenti hanno documentato un sistema corruttivo finalizzato all'assegnazione di appalti e finanziamenti pubblici dal Comune di Roma e dalle aziende municipalizzate, con interessi anche nella gestione dei centri di accoglienza per gli immigrati.