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mercoledì 3 giugno 2015

ALBINO, 2 arresti per la marocchina uccisa (marito e amante sedicenne)

BERGAMO, 3 giugno - Sono due gli arrestati per l'omicidio della giovane marocchina di 19 anni, uccisa con diverse coltellate ieri sera sulla pista ciclopedonale di Albino, in valle Seriana, nel Bergamasco. In cella si trovano il marito, di 25 anni, senza fissa dimora e clandestino, e una sedicenne svizzera. Entrambi sono accusati di omicidio volontario in concorso. Hanno utilizzato due coltelli, già sequestrati dai carabinieri. La prima a essere fermata è stata la sedicenne, nei pressi del luogo del delitto. Più tardi è stato rintracciato, sempre in zona, anche l'uomo
Dalle indagini è emerso che la sedicenne svizzera è l'amante del marocchino, dal quale la ragazzina aspetta un figlio. Per questo l'uomo, già noto alle forze dell'ordine per vari reati, aveva lasciato la moglie diciannovenne. Ma lei non aveva mai accettato la fine della relazione. Da qui la lite di ieri sera, con il relativo accoltellamento della ragazza. La vittima è stata colpita con due coltelli sia dal marito sia dall'amante di lui. Entrambi sono ora in carcere, lui a Bergamo, lei al Beccaria di Milano.

ALBINO (Bergamo), diciottenne marocchina uccisa a coltellate. Fermato un connazionale

ALBINO (Bergamo), 3 giugno - Una 18enne, di origine marocchina, è uccisa a coltellate ieri sera alle 22.45 lungo la pista ciclopedonale che costeggia il fiume Serio, all'altezza di Albino, a un centinaio di metri dalla fermata del tram delle Valli. Secondo i testimoni, a ucciderla sarebbe stato un suo connazionale. L’omicidio sarebbe avvenuto in un vicino boschetto, da dove la donna si sarebbe poi trascinata fino alla pista ciclabile in cerca di aiuto. A dare l’allarme è stato un passante che transitava sulla pista ciclabile. Inutili i soccorsi del 118: per la diciottenne, che viveva nella zona con la famiglia, non c'è stato nulla da fare. Sul posto i carabinieri di Clusone e Bergamo, che hanno ricostruito la dinamica del delitto. Le indagini sono scattate immediatamente e i militari hanno fermato un uomo, probabilmente di origine marocchina: si pensa sia stato lui a ferire mortalmente la donna. La dinamica non è ancora chiara ma il movente si ipotizza sia passionale.