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giovedì 18 maggio 2017

UNICEF, 300 mila bimbi migranti in fuga da SOLI


Il numero di bambini migranti non accompagnati nel 2015-2016 ha raggiunto livelli record. Sono 300mila i minori in fuga da soli registrati in 80 Paesi, oltre quattro volte in più rispetto ai 66mila documentati tra il 2010 e il 2011. E' l'allarme lanciato dall'Unicef in un rapporto che denuncia gli abusi, sfruttamento, schiavitù e prostituzione subiti da molti bimbi. Più della metà (170mila) ha chiesto protezione in Europa.
Secondo il rapporto del Fondo delle Nazioni Unite per l'infanzia, il 92% dei giovanissimi arrivati via mare nel nostro Paese era solo o, comunque, separato dai genitori; tra gli adolescenti di età compresa tra i 14 e i 17 anni, il 75% ha inoltre riferito di essere stato detenuto o costretto a lavorare senza retribuzione. Schiavitù e prostituzione invece sono gli abusi maggiormente registrati sui piccoli migranti.

martedì 28 giugno 2016

Allarme UNCEF, entro il 2030 69 milioni di bimbi moriranno "per cause prevedibili"


Senza interventi adeguati, entro il 2030 69 milioni di bambini con meno di 5 anni moriranno per cause prevedibili. Ma non solo: 167 milioni vivranno in povertà; 750 milioni di donne si saranno sposate da bambine; oltre 60 milioni di bambini in età da scuola primaria saranno esclusi dalla scuola. E' l'allarmante denuncia lanciata oggi dall'Unicef nel rapporto annuale sulla Condizione dell'infanzia nel mondo 2016 intitolato 'La giusta opportunità per ogni bambino', in cui si afferma tuttavia che importanti progressi sono stati fatti per l'infanzia.
Riferendosi ai progressi sostenuti, il rapporto dell'Unicef segnala che la mortalità per malattie come diarrea, pertosse, tetano, Aids è scesa da 5,4 milioni del 2000 a 2,5 milioni del 2015. In 29 paesi un numero uguale di bambini e bambine vanno a scuola e il numero delle persone che vivono in povertà estrema si è ridotto quasi della metà rispetto al 1990. I programmi per le vaccinazioni hanno diminuito dell' 80% i decessi per morbillo dal 2000 al 2014, prevenendo così la morte di circa 1,7 milioni di bambini. Ma questi progressi, per l'Unicef, "non sono ancora equi". I bambini più poveri hanno il doppio delle probabilità, rispetto a quelli più ricchi, di morire prima del loro quinto compleanno e di soffrire di malnutrizione cronica. Attualmente un bambino nato in Sierra Leone ha probabilità 30 volte maggiori di morire prima dei 5 anni rispetto ad un bambino nato nel Regno Unito. Nell'Africa Subsahariana le donne corrono un rischio di mortalità materna pari a 1 su 36, mentre nei paesi ad alto reddito tale rischio è pari a 1 su 3.300. La prospettiva più incerta è in Africa Sub Sahariana, dove almeno 247 milioni di bambini (2 su 3) vivono in condizioni di povertà multidimensionale, deprivati di ciò di cui hanno bisogno per sopravvivere e svilupparsi, e dove circa il 60% dei giovani tra i 20 e i 24 anni, che appartiene al quinto più povero della popolazione, ha meno di quattro anni di scolarizzazione alle spalle. Stando alle tendenze attuali, entro il 2030, in Africa sub Sahariana si verificheranno: la metà delle morti per cause prevenibili dei 69 milioni di bambini, oltre la metà dei 60 milioni di bambini che in età da scuola primaria non frequenterà le scuole, 9 bambini su 10 vivranno in condizioni di povertà estrema.
Il rapporto 2016 presenta un "quadro preoccupante per ciò che il futuro riserva ai bambini più poveri del meno, a meno che i governi, i donatori, le organizzazioni internazionali e del mondo economico non accelereranno i propri sforzi a favore dei bisogni di questi bambini". Dal rapporto emerge che "investire sui bambini più svantaggiati può dare benefici nell'immediato e nel lungo periodo. La diseguaglianza non è permanente o insormontabile".

mercoledì 1 aprile 2015

YEMEN, 62 bimbi uccisi dall'inizio delle operazioni militari


SANAA, 1 aprileSono "almeno 62 i bambini uccisi e 30 quelli feriti" in una settimana, dall'inizio delle operazioni militari in Yemen: lo denuncia l'Unicef. La violenza "sta terrorizzando" i piccoli, sottolinea un comunicato. E c'è una "disperata necessità di proteggerli". L'agenzia Onu per gli affari umanitari (Ocha), dal canto suo, citando i dati dell'Oms, stima siano 361 le persone uccise e 1.345 quelle ferite dall'inizio dell'escalation militare nel Paese, il 23 marzo. Le vittime "sono in gran parte civili". Le operazioni della Coalizione araba, iniziate il 26 marzo, prima incentrate su Sanaa e Saada, ora sono "estese a 13 governatorati su 22".
Amnesty: 14 persone, 4 bambini, bruciati vivi in raid  - Quattordici persone, tra le quali quattro bambini, sono stati uccisi dalle fiamme durante un raid aereo in Yemen della coalizione araba, secondo quanto reso noto da Amnesty International. L'episodio è avvenuto nella notte tra lunedi' e martedi' nel governatorato di Ibb, quando i jet hanno colpito un posto di blocco dei ribelli sciiti Huthi e depositi di carburante lungo la strada tra Yarim e Dhammar. In un comunicato, Amnesty accusa la coalizione a guida saudita di "non prestare attenzione alle vittime civili" dei bombardamenti.