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lunedì 28 novembre 2016

OCSE, il PIL italiano in rialzo nel 2017. Bene la riforma costituzionale


PARIGI, 28 novembre - In Italia il Pil crescerà dello 0,8% nel 2016, dello 0,9% nel 2017 e dell'1% nel 2018. Lo afferma l'Ocse nell'Economic Outlook di novembre. Rispetto alle prospettive economiche di settembre, rimane invariato il dato per il 2016 mentre la stima del 2017 è rivista al rialzo di 0,1 punti. "Nonostante un forte miglioramento del lavoro la crescita del consumo privato si è indebolita a causa dell'aumento dell'incertezza e il calo della fiducia dei consumatori", scrive l'Ocse. Al livello dell'area euro, la crescita sarà dell'1,7% nel 2016, dell'1,6% nel 2017 e dell'1,7% nel 2018.

Il governo italiano sta compiendo "progressi sulle riforme strutturali, incluso nelle politiche sul mercato del lavoro, nella pubblica amministrazione e nel sistema scolastico.
La riforma costituzionale, oggetto di un referendum costituzionale a dicembre, sarà un passo in avanti nel processo di riforme e rafforzerà la governance politica ed economica" dell'Italia: è quanto scrive ancora l'Ocse.

giovedì 21 gennaio 2016

SENATO, sì alla riforma costituzionale, decisivo VERDINI


ROMA, 21 gennaio - A Palazzo Madama il disegno di legge sulle riforme costituzionali è stato approvato con 180 voti a favore. Contrari 112 senatori, un astenuto. Il testo torna ora nuovamente alla Camera dei deputati per l'approvazione definitiva.

Maggioranza governo ferma a 158, non raggiunge 161 - La maggioranza che sostiene il governo Renzi non sarebbe riuscita da sola ad approvare il ddl Boschi per il quale era necessaria la maggioranza assoluta di 161 voti. Sfogliando i tabulati si legge infatti che hanno detto si' alla riforma anche 2 senatori di FI (Bocca Bernabò e Riccardo Villari), 17 verdiniani e 3 esponenti tosiani di "Fare". Se ai 180 sì raggiunti in Aula si tolgono 17 più 3 più 2 si arriva a 158. A questo si aggiunga il no al testo del Dem, Walter Tocci.
"Se perdo il referendum, lascio" - "Prendo un impegno esplicito: in caso di sconfitta trarremo le conseguenze". Con queste parole Matteo Renzi ribadisce in Aula che se perderà il referendum confermativo sulla riforma costituzionale lascerà la politica "e proprio per questo motivo - aggiunge - sarà affascinante vedere le stesse facce gaudenti quando i cittadini avranno dimostrato da che parte sta l'Italia, sta dalla parte di chi ci crede".

"Vedremo da che parte sta il popolo" - "Andiamo a vedere da che parte sta il popolo se stanno con chi scommette sul fallimento o con chi crede nel futuro dell'Italia", ha proseguito il premier nel suo discorso. "Sono gli italiani il nostro punto di riferimento - ha aggiunto -, quelli che assistono a queste scene e pensano che educazione civica sia innanzitutto ascoltare e poi replicare, sono gli italiani che noi chiameremo ai seggi, andremo casa per casa".

"Noi record fiducie, ma non l'avete mai negata" - Il presidente del consiglio ha poi sottolineato: "In due anni non riesco a contare il numero delle volte in cui vi abbiamo chiesto la fiducia, in questo forse abbiamo esercitato un record non positivissimo. La cosa bella è che non ce l'avete mai negata".