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sabato 12 aprile 2014

L'aereo scomparso: da tre giorni silenzio dal profondo dell'oceano

PERTH - I segnali provenienti forse dall’aereo scomparso MH370  sono "rapidamente in dissolvenza" e trovare il jet sarà un "massiccio,enorme compito", afferma il premier australiano. Tony Abbott si è detto fiducioso che "ping" rilevati dal team di ricerca provenissero da scatole nere del velivolo.
Ma nella zona di ricerca da martedì non sono stati registrati altri segnali. Potrebbe darsi che le batterie delle scatole nere siano in esaurimento (durano un mese) "Nessuno deve sottovalutare la difficoltà del compito che sta ancora davanti a noi", ha avvertito  Abbott.
Una telefonata è partita dal cellulare del co-pilota del volo MH370 l'8 marzo scorso, poco dopo l'imprevisto cambio di rotta del velivolo e poco prima che venissero completamente persi i contatti satellitari e radar con l'aereo poi scomparso con 239 persone a bordo. A rivelarlo, citando fonti prossime all'inchiesta è il quotidiano New Straits Times, secondo il quale il Boeing 777 volava abbastanza basso in quel momento da consentire ad un ripetitore nello stato settentrionale di Penang di captare il segnale del cellulare.
Non si sa - perché le fonti non hanno voluto rivelarlo - chi fosse il destinatario della chiamata partita dal telefonino del 27enne Fariq Abdul Rahman ma si sa che la telefonata si è interrotta improvvisamente, probabilmente perché l'aereo si era allontanato troppo dal ripetitore senza aver ancora raggiunto la zona sotto copertura di quello più vicino al primo.

Secondo un'altra fonte citata dal giornale risulta invece solamente che il cellulare, spento al momento della partenza, sia stato riacceso ad un certo punto del percorso, senza che questo implichi per forza l'inizio di una telefonata.

mercoledì 9 aprile 2014

L'aereo scomparso: ancora segnali dal fondo dell'oceano

I punti dove sono stati rilevati i segnali: sono tutti sulla stessa direttrice
PERTH -  I funzionari australiani dicono che nuovi segnali sono stati rilevati nel sud dell'Oceano Indiano, compatibili con il ping della scatola nera di un aereo e ritengono che possano essere collegati all’aereo malese scomparso MH370, con 239 persone a bordo.
Le attrezzature a bordo della Ocean Shield hanno riacquisito il segnale in due occasioni, ha detto il coordinatore delle ricerche Angus Houston. "Ora sono ottimista sul fatto che troveremo l'aeromobile, o ciò che resta del velivolo, in un futuro non troppo lontano, ma questo è un lavoro molto impegnativo", ha detto Houston in una conferenza stampa a Perth, l'hub dell'operazione di ricerca.
Il segnale è stato colto martedì pomeriggio per 5 minuti e poi per circa 7. I segnali permettono agli equipaggi di ricerca di restringere l'area di ricerca in una dimensione più gestibile.
Le autorità non hanno ancora impiegato un sottomarino nella zona.
Il localizzatore aveva  rilevato segnali subacquei anche sabato e domenica. Il tempo sta scadendo per trovare "scatole nere" dell'aereo: i dati di volo e registratori vocali sono legati alle batterie che durano circa un mese.
Oggi sono impiegati nelle ricerche 15 aerei e 14 navi, che coprono una superficie di circa 29.000 chilometri quadrati, a circa 1.400 km a nord ovest di Perth. Sono attesi rovesci sparsi.

Il Comandante della Us Navy Mark Matthews ha usato un tono cauto, ma ottimista. "Direi che stiamo trovando il pagliaio", ha detto, ma non ancora l’ago. Ma ha aggiunto che le squadre devono ancora ridurre drasticamente l'area di ricerca prima che un veicolo Bluefin-21 venga immerso in acqua. "Ci vorranno ancora da un mese e mezzo a due mesi di sforzi, "ha precisato.