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giovedì 29 giugno 2017

Il CARDINALE PELL incriminato per pedofilia in AUSTRALIA


SYDNEY, 29 giugno - Preceduta da indiscrezioni di stampa, è stata confermata dalla polizia australiana dello Stato di Victoria l'incriminazione del cardinale George Pell, attualmente prefetto degli Affari economici del Vaticano. I fatti contestati risalirebbero agli anni '70, quasi 50 anni fa, quando Pell era un semplice sacerdote a Ballarat, sua città natale. Le notifiche di reato sono state consegnate questa mattina dalla polizia ai rappresentanti legali di Pell a Melbourne e presentate al tribunale davanti al quale il prelato è chiamato a comparire il 18 luglio. Pell ha sempre respinto le accuse e non si è mai sottratto agli interrogatori. La sua volontà di collaborare sarà nuovamente messa alla prova in questa occasione, visto che l'Australia ha accordi di estradizione con l' Italia ma non con il Vaticano.

sabato 3 settembre 2016

Si suicida il primario di LEGNANO accusato di pedofilia


MILANO, 3 settembre - Si è tolto la vita gettandosi dalla sua abitazione milanese, il primario del reparto di Pediatria dell'ospedale di Legnano (Milano), Alberto Flores d'Arcais, di 61 anni, accusato di atti sessuali con minorenni a metà dello scorso luglio.
    Il 118 è intervenuto alle 7 in via Belgirate, ma i soccorritori hanno potuto solo riscontrare il decesso dell'uomo, dopo una caduta dal 6/o piano. Le accuse mosse al primario dalla Procura di Busto Arsizio (Varese), riguardano diciotto episodi di presunti comportamenti illeciti tenuti dal primario su bambine minori di tredici anni, durante visite mediche effettuate presso l'ospedale di Legnano (Milano), dal 2008. Le indagini dei carabinieri di Legnano, sostenute da attività tecniche, erano iniziate a fine 2015. D'Arcais si era sempre professato innocente.

giovedì 11 febbraio 2016

PEDOFILIA via web, 11 arresti dei CC tra LOMBARDIA ed EMILIA, anche un prete



MILANO, 11 febbraio - Undici persone, tra cui un sacerdote e un allenatore di squadre di calcio giovanili, sono state arrestate tra Lombardia ed Emilia con l'accusa di aver avuto rapporti sessuali a pagamento con ragazzi minorenni.
Il blitz dei Carabinieri contro un giro di prostituzione minorile ha interessato le provincia di Brescia, Bergamo, Milano, Monza, Pavia e Parma. I ragazzi si presentavano come maggiorenni sui social network e, una volta stabilito il contatto, gli indagati avevano con loro rapporti sessuali in luoghi appartati in cambio di regali o piccole somme di denaro

L’indagine, avviata nel mese di agosto 2015 e condotta da personale della Compagnia di Brescia nonché di quello della Sezione di polizia giudiziaria dell Ufficio giudiziario inquirente, ha consentito di: identificare quattro minorenni, aventi età ricompresa tra i 16 ed i 17 anni, i quali, prevalentemente attraverso contatti acquisiti sul social network dedicato ad incontri online, organizzavano approcci con uomini consapevoli della minore età dei giovani, cui offrivano prestazioni sessuali dietro corrispettivo di denaro ovvero regalie di varia natura sia a bordo di autovetture presso parcheggi di centri commerciali e di luoghi di intrattenimento sia presso le abitazioni di alcuni degli indagati. .

martedì 6 ottobre 2015

FATTI DELLA VITA/ TRENTO, prete dichiara: la pedofilia posso capirla


TRENTO, 6 ottobre - "La pedofilia posso capirla, l'omossualità non lo so". A dichiararlo è don Gino Flaim della parrocchia di San Pio X a Trento in un'intervista a La7. "Purtroppo ci sono bambini che cercano affetto - ha spiegato il prete - perché non ce l'hanno in casa. E magari se trovano qualche prete, può anche cedere". L'arcidiocesi di Trento, che "si dissocia pienamente", ha subito revocato "l'incarico di collaboratore pastorale e la facoltà di predicazione".
"Io sono stato tanto a scuola e i bambini li conosco - ha spiegato il sacerdote durante la trasmissione 'L'aria che tira' -. Purtroppo ci sono bambini che cercano affetto, perché non ce l'hanno in casa. E magari se trovano qualche prete, può anche cedere, insomma. E lo capisco questo". E alla richiesta se dunque siano i bambini la causa, ha risposto: "Buona parte sì". E ancora, alla domanda se le accuse verso la pedofilia siano ingiustificate, il sacerdote ha replicato sostenendo che "è un peccato, e come tutti i peccati vanno accettati anche".

Per quanto riguarda invece l'omosessualità, don Flaim ha spiegato di non avere "conoscenze dirette. Che ci sia non mi faccio meraviglia, perché la Chiesa è una comunità di peccatori. Non per niente Gesù Cristo è morto per i peccati. Anche qui non so perché. Perché le malattie vengono". Immediata, quindi, la domanda: l'omosessualità è una malattia? "Credo proprio, penso di sì", la risposta del sacerdote. "Chi vive in questa situazione di pedofilia o di omosessualità, penso che dentro provi una certa sofferenza, perché si vede un po' diverso dagli altri e che cerchi di venirne fuori, perché è umano questo".

Subito l'arcidiocesi di Trento ha preso le distanze, e in una nota ha fatto sapere che "si dissocia pienamente dalle dichiarazioni rilasciate da un anziano prete diocesano all'emittente. Egli, interpellato dalla cronista in un contesto del tutto casuale, ha espresso argomentazioni che non rappresentano in alcun modo la posizione dell'Arcidiocesi di Trento e il sentire dell'intera comunità ecclesiale".

Quindi, è arrivata immediata anche la sanzione nei confronti di don Flaim: "Revocati l'incarico di collaboratore pastorale e la facoltà di predicazione" al sacerdote, "finora collaboratore pastorale della parrocchia di San Giuseppe a Trento".

venerdì 28 agosto 2015

FATTI DELLA VITA/ Morto l'ex arcivescovo WESOLOWSI, accusato di pedofilia. Autopsia in corso


CITTA' DEL VATICANO, 28 agosto - E' morto nella notte in Vaticano l'ex Nunzio nella Repubblica Dominicana ed ex arcivescovo Josef Wesolowski. L'ex presule polacco, già ridotto allo stato laicale dalle autorità della Santa Sede, era sotto processo in Vaticano per atti di pedofilia commessi a Santo Domingo e possesso di materiale pedopornografico.
"Alle prime ore di questa mattina - afferma un comunicato della sala stampa vaticana- è stato trovato defunto nella sua abitazione in Vaticano S.E. mons, Jozef Wedolowski, già Nunzio Apostolico. Subito intervenuta l'autorità vaticana per i primi accertamenti, i quali indicano che la morte è dovuta a cause naturali. Il Promotore di Giustizia ha ordinato un'autopsia, che sarà effettuata oggi stesso e i cui risultati saranno comunicati appena possibile. Il Santo Padre è stato doverosamente informato di tutto".