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martedì 20 maggio 2014

Thailandia, censura su tutti i media, soldati in centro a Bangkok




BANGKOK - Dopo aver decretato la legge marziale in Thailandia, l'esercito ha anche ordinato la censura di tutti i media. Dieci canali tv, accusati di "distorcere l'informazione" e "aggravare il conflitto", sono stati addirittura privati delle antenne di trasmissione. Intanto soldati e mezzi militari sono stati schierati in centro a Bangkok. Manifestanti hanno affermato di essere stati circondati in un quartiere della capitale dai militari.
Le forze armate hanno fatto sapere di voler "restaurare la pace e l'ordine pubblico", dopo i 28 morti e le centinaia di feriti degli ultimi scontri di piazza, e negano che l'iniziativa sia la premessa di un nuovo colpo di stato (l'esercito ne ha compiuto 18 dal 1932 a oggi). La settimana scorsa, in seguito a un attentato costato tre morti e una ventina di feriti, l'esercito thailandese aveva già minacciato d'intervenire "con tutte le forze" se la crisi politica non fosse rientrata.

L'ultimo intervento dei militari nel Paese risale al 2006, quando i soldati scesero in campo per rovesciare l'allora primo ministro Thaksin Shinawatra. Dal suo auto-esilio, Thaksin è poi rimasto il finanziatore del partito di governo; ma sua sorella Yingluck, diventata a sua volta premier, è stata destituita due settimane fa per abuso di potere dalla Corte costituzionale, in quello che i suoi sostenitori considerano un "golpe giudiziario". Nel frattempo non demorde nemmeno la protesta degli oppositori, con l'obiettivo di "estirpare il regime Shinawatra".

Stati Uniti e Giappone hanno intanto espresso preoccupazione per l'introduzione della legge marziale. Washington ha sottolineato che la democrazia non deve essere messa a rischio e che "tutte le parti in campo devono rispettare i principi democratici e garantire la libertà d'espressione", mentre Tokyo sollecita "con forza le parti interessate a dare prova di moderazione e a non usare la violenza".

Thailandia, l'esercito impone la legge marziale

BANGKOK - L'esercito thailandese sta imposto la legge marziale "per il rispetto della legge e l'ordine". L'esercito si è anche concesso ampi poteri per far rispettare la sua decisione.
I militari, cheavevano preso il potere nel 2006, hanno dichiarato che la mossa, che dà il controllo dell'esercito della sicurezza nazionale, non è  un colpo di stato.
La legge marziale arriva necessariamenyte dopo una crisi politica lunga e mesi di crescenti tensioni tra il governo e l'opposizione. Il consigliere capo del primo ministro ad interim ha detto che il governo non era stato consultato sulla decisione dell'esercito. "Tutto normale perché i militari sono responsabili di tutte le questioni di sicurezza nazionale", ha detto Paradorn Pattanatabut.
All'inizio di questo mese un tribunale aveva ordinato al primo ministro Yingluck Shinawatra e a diversi ministri a dimettersi. L'opposizione vuole un altro premier, i governativi invece vogliono il voto. E gli scontri nella capitale sono continui, tra lo sbigottimento dei molti turisti stranieri.
L'ordine militare è stato firmato dal capo dell'esercito Prayuth Chan-Ocha, citando una legge 1914 che consente di intervenire in tempi di crisi. Ha detto che la mossa era stata presa in quanto manifestazioni di massa tra rivali politici "potrebbero urtare la sicurezza e le proprietà dei cittadini del Paese". Ieri il primo ministro recitazione Niwatthamrong Boonsongphaisan insistito il suo governo non avrebbe dato le dimissioni, resistendo alle pressioni di manifestanti anti-governativi.
La situazione di stallo nella seconda più grande economia del sud-est asiatico è peggiorata da quando la signora Shinawatra ha sciolto la camera bassa del parlamento in dicembre e un tribunale ne ha poi ordinato la rimozione e l'eliminazione di nove ministri ai primi di maggio per abuso di potere.
L'imposizione della legge marziale potrebbe far infuriare i sostenitori del governo, soprattutto se è vista come un colpo di stato. L'esercito ha messo in scena almeno 11 colpi dopo la fine della monarchia assoluta nel 1932.