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sabato 20 maggio 2017

I legali di TRUMP stanno studiando le procedure di IMPEACHMENT


WASHINGTON, 20 maggio - I legali della Casa Bianca avrebbero iniziato a studiare le procedure di impeachment per essere pronti nel caso in cui Donald Trump dovesse essere messo in stato di accusa. Lo rivela la Cnn, citando fonti dell'amministrazione che comunque sottolineano come al momento questo scenario resti un'ipotesi remota. Nel corso dell'ultima settimana - riporta in particolare la Cnn - gli avvocati della Casa Bianca avrebbe consultato alcuni esperti in impeachment per raccogliere piu' informazioni possibili.
Intanto il Wp rivela che un alto funzionario della Casa Bianca molto vicino al presidente Donald Trump sarebbe coinvolto nelle indagini in corso sul Russiagate. Il Wp sottolinea come il caso stia oramai raggiungendo i più alti livelli del governo. L'inquisito sarebbe il genero di Trump Kuhsner. Il Washington Post parla di un consigliere di alto livello alla Casa Bianca quale persona interessata dall'inchiesta sul Russiagate, citando fonti anonime informate. Una rivelazione, scrive ancora il giornale, che giunge mentre l'inchiesta sembra entrare in una fase particolarmente intensa, un'intensita' che ci si aspetta aumenti ulteriormente nelle prossime settimane. Fonti sottolineano tuttavia che l'accelerazione non implica che una imminente virata su accuse penali o di altro tipo. 

giovedì 18 maggio 2017

OSTRUZIONE ALLA GIUSTIZIA, Trump come Nixon? Rischia l'impeachment


WAHSINGTON, 18 maggio - Ostruzione della giustizia: è questa la pesante accusa che si stende su Donald Trump e che potrebbe aprire la strada a un procedimento di impeachment. Intanto il dipartimento di giustizia americano ha nominato un commissario speciale per sovrintendere le indagini federali sul Russiagate: l'incarico è stato affidato all'ex direttore dell'Fbi, Robert Mueller. La bufera di critiche che fa tremare Washington e la Casa Bianca non risparmia le Borse mondiali.

Tensione sui mercati internazionali - I listini, spaventati dall'incertezza, hanno chiuso tutti in rosso dall'Asia all'Europa, dove Milano è stata ieri maglia nera con -2,3%. Tonfo per Wall Street, che ha chiuso archiviando la peggiore seduta del 2017. Il Dow Jones perde l'1,76%, in quello che è il calo maggiore da otto mesi. Il Nasdaq cede il 2,57%. Lo S&P 500 lascia sul terreno l'1,80%, la peggiore perfomance da settembre.

Preoccupano gli scandali a Washington - A preoccupare gli investitori è il susseguirsi di scandali a Washington che vedono come protagonista Trump. Se non fosse bastata la condivisione di informazioni classificate con la Russia prima, ad agitare sono le indiscrezioni sulla richiesta del presidente all'ex direttore dell'Fbi, James Comey, di mettere fine alle indagini su Michael Flynn, l'ex consigliere alla sicurezza nazionale di Trump travolto dal Russiagate. Rumors che se verificati potrebbero configurarsi nel reato di ostruzione alla giustizia e possibile impeachment.

Trump sarà costretto a lasciare come Nixon? - Un caso questo che rievoca il precedente di Richard Nixon. I paralleli fra le due presidenze si spingono al di là della politica e sono anche economici, con gli esperti che ritengono che se l'amministrazione Trump dovesse rivelarsi come quella Nixon, e quindi costretta a lasciare, gli investitori devono prepararsi a una correzione del 40%.

Robert Mueller commissario speciale sul Russiagate - Il commissario speciale scelto da Trump, Robert Mueller, fu nominato direttore dell'Fbi nel 2001 da George W.Bush ed ha ricoperto quell'incarico fino al 2013. Mueller viene autorizzato a perseguire ogni reato penale che dovesse emergere dalle indagini. La mossa di Trump viene vista come un tentativo di placare le polemiche proprio sul Russiagate dopo la decisione del presidente americano di licenziare il capo dell'Fbi, James Comey.

lunedì 18 aprile 2016

BRASILE, la Camera vota sì all'IMPEACHMENT della Rousseff. Ora toccherà al SENATO






BRASILIA, 18 aprile - Al termine di una sessione durata tre giorni, la Camera brasiliana ha approvato in nottata l'apertura del procedimento d'impeachment nei confronti della presidente Dilma Rousseff.
    Esplode la gioia tra i deputati di opposizione e nelle piazze. Daremo battaglia al Senato, afferma il Governo.

'''Le possibilita' di invertire il trend sono pari a zero, daremo battaglia al Senato'', ha annunciato il capogruppo alla Camera del Partito dei lavoratori, Jose' Guimaraes. Al momento del raggiungimento del quorum e' esplosa la gioia tra i deputati di opposizione e tra i militanti radunatisi davanti alla Camera e nelle strade di numerose citta', dove erano stati allestiti maxi schermi. Una tv ha paragonato l'esplosione di gioia con quella della vittoria di un mondiale di calcio. Sconforto e lacrime invece tra i sostenitori del governo. E una ''grande delusione'' anche per Dilma e Lula, che hanno assistito alla votazione nella biblioteca del palazzo presidenziale di Brasilia, assieme ad alcuni ministri e governatori del Pt. E' stata una votazione ad altissima tensione, al termine di una sessione durante la quale a tratti si e' sfiorato anche lo scontro fisico tra i deputati a favore e quelli contrari alla destituzione del primo capo di Stato donna della maggiore economia sudamericana. Si tratta di un voto storico dal forte valore politico e simbolico, ma non ancora definitivo. L'iter è infatti ancora lungo: il procedimento deve ora passare al vaglio del Senato, dove il presidente Renan Calheiros dovrà istituire una speciale commissione incaricata di decidere se accogliere o meno la proposta. In caso positivo, l'impeachment sarà votato dall'aula. La presidente avra' poi fino a 180 giorni di tempo per difendersi davanti ai giudici della Corta costituzionale. E, infine, il Senato dovrà votare una seconda volta, dopo aver ascoltato la difesa della presidente. Solo in caso di voto favorevole, a maggioranza dei due terzi degli 81 senatori, Dilma Rousseff decadrebbe dall'incarico e il vice presidente Michel Temer, che assumerebbe l'interim durante i 180 giorni di sospensione della presidente, si insedierebbe ufficialmente. L'impeachment della presidente Rousseff ha un solo precedente nella storia del Brasile post dittatura, quello di Fernando Collor de Mello, che si dimise prima del voto del Senato travolto dalle accuse di corruzione. Dimissioni escluse, almeno per il momento, da Dilma, che ha annunciato l'intenzione di volersi battere ''con tutte le forze'' contro quello che definisce ''un golpe contro il governo democraticamente eletto''. Dilma, come ha ammesso anche il leader dell'opposizione, Aecio Neves, da lei sconfitto alla presidenziali del 2014, paga soprattutto "per la sua incapacità di governare il Paese", alle prese con una grave crisi economica che lo ha portato alla recessione. Ad incrinare l'immagine dell'ex guerrigliera marxista di origine bulgara anche gli scandali di corruzione che hanno decapitato i vertici del suo Partito dei lavoratori ed hanno coinvolto direttamente anche l'ex presidente Lula, suo mentore politico. Due fattori che hanno convinto gli alleati centristi a voltarle le spalle e a stringere accordi con la destra per governare il Paese. Un golpe bianco, secondo Dilma. nato'', ha annunciato il capogruppo alla Camera del Partito dei lavoratori, Jose' Guimaraes. Al momento del raggiungimento del quorum e' esplosa la gioia tra i deputati di opposizione e tra i militanti radunatisi davanti alla Camera e nelle strade di numerose citta', dove erano stati allestiti maxi schermi. Una tv ha paragonato l'esplosione di gioia con quella della vittoria di un mondiale di calcio. Sconforto e lacrime invece tra i sostenitori del governo. E una ''grande delusione'' anche per Dilma e Lula, che hanno assistito alla votazione nella biblioteca del palazzo presidenziale di Brasilia, assieme ad alcuni ministri e governatori del Pt. E' stata una votazione ad altissima tensione, al termine di una sessione durante la quale a tratti si e' sfiorato anche lo scontro fisico tra i deputati a favore e quelli contrari alla destituzione del primo capo di Stato donna della maggiore economia sudamericana. Si tratta di un voto storico dal forte valore politico e simbolico, ma non ancora definitivo. L'iter e' infatti ancora lungo: il procedimento deve ora passare al vaglio del Senato, dove il presidente Renan Calheiros dovra' istituire una speciale commissione incaricata di decidere se accogliere o meno la proposta. In caso positivo, l'impeachment sara' votato dall'aula. La presidente avra' poi fino a 180 giorni di tempo per difendersi davanti ai giudici della Corta costituzionale. E, infine, il Senato dovra' votare una seconda volta, dopo aver ascoltato la difesa della presidente. Solo in caso di voto favorevole, a maggioranza dei due terzi degli 81 senatori, Dilma Rousseff decadrebbe dall'incarico e il vice presidente Michel Temer, che assumerebbe l'interim durante i 180 giorni di sospensione della presidente, si insedierebbe ufficialmente. L'impeachment della presidente Rousseff ha un solo precedente nella storia del Brasile post dittatura, quello di Fernando Collor de Mello, che si dimise prima del voto del Senato travolto dalle accuse di corruzione. Dimissioni escluse, almeno per il momento, da Dilma, che ha annunciato l'intenzione di volersi battere ''con tutte le forze'' contro quello che definisce ''un golpe contro il governo democraticamente eletto''. Dilma, come ha ammesso anche il leader dell'opposizione, Aecio Neves, da lei sconfitto alla presidenziali del 2014, paga soprattutto "per la sua incapacità di governare il Paese", alle prese con una grave crisi economica che lo ha portato alla recessione. Ad incrinare l'immagine dell'ex guerrigliera marxista di origine bulgara anche gli scandali di corruzione che hanno decapitato i vertici del suo Partito dei lavoratori ed hanno coinvolto direttamente anche l'ex presidente Lula, suo mentore politico. Due fattori che hanno convinto gli alleati centristi a voltarle le spalle e a stringere accordi con la destra per governare il Paese. Un golpe bianco, secondo Dilma. Il vice presidente Temer è convinto che l'impeachment passerà anche al Senato ma rischia anch'egli una analoga procedura, che spianerebbe la strada al presidente della Camera, Eduardo Cunha, che Dilma ritiene essere il suo vero sicario politico. Cunha è coinvolto in numerosi procedimenti giudiziari per presunta corruzione e un suo governo, hanno messo in guardia sindacati e movimenti sociali, innescherebbe forti tensioni sociali nel Paese. Per questo motivo, il Pt sta cercando di raccogliere il maggior numero di adesioni alla proposta di elezioni anticipate, che comincia ad essere vista con favore anche da alcuni dei 25 partiti presenti in parlamento.

   

martedì 12 aprile 2016

BRASILE, la ROUSSEFF più vicina all'impeachment

BRASILIA, 12 aprile - Il presidente del Brasile Dilma Rousseff ha subito un duro colpo alle sue speranze di allontanare procedimento di impeachment, dopo che una commissione ha votato che dovrebbe andare avanti.
La commissione del Congresso di 65 membri ha votato 38-27 a raccomandare l'impeachment per averei manipolato conti pubblici per nascondere un deficit in crescita.
Tutti gli occhi saranno ora su un voto pieno nella camera bassa, il 17 o 18 aprile.
La votazione ha avuto luogo in mezzo a scene caotiche con sostenitori e oppositori del presidente Rousseff cher gridavano slogan sventolando cartelli.
Il voto di impeachment è previsto per la camera bassa domenica o lunedi. Una maggioranza di due terzi è necessaria per poter andare avanti al Senato. Gli ultimi sondaggi indicano il numero a favore è al di sotto del totale necessario.
Se il caso della Rousseff verrà inviato al Senato, la maggioranza semplice è sufficiente per sospendere il suo mandato fino a 180 giorni, mentre lei è messa sotto processo. Il Vicepresidente Michel Temer interverrebbe in questo periodo.La signora Rousseff puòessere rimosso dal suo incarico in modo permanente se  i due terzi del Senato voteranno a favore. Temer rimarrebbe presidente per un periodo transitorio.