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mercoledì 9 agosto 2017

RIVELAZIONE, i carabinieri incrociarono IGOR, ma non erano "in condizione di sparargli"


FERRARA, 9 agosto - I carabinieri incrociarono il killer di Budrio, soprannominato "Igor il russo", ad aprile, in fuga dopo il secondo omicidio. La circostanza emerge da un rapporto degli stessi militari che sottolineano come non ci fossero le "condizioni per sparargli". La pattuglia si limitò a tenerlo d'occhio in attesa di rinforzi. "Igor" scese da un furgoncino e si inoltrò in un bosco dal quale non è mai stato visto uscire, ma neppure è stato mai trovato.
Grazie al rapporto dei militari, di cui ha dato notizia La Nuova Ferrara, è possibile ricostruire l'incontro tra carabinieri e Norbert Feher alias Igor Vaclavic, il killer di Budrio.

L'incontro - Alle 19:45, mentre erano in via Nazionale Nord, in direzione Argenta, i militari videro sopraggiungere in senso opposto un veicolo corrispondente alla descrizione, che girò in via Cavo Spina. Fecero dunque inversione e lo seguirono, allertando "fin da subito la centrale operativa di Molinella, indicando sia la posizione che la direzione di marcia".

"Limitarsi a osservare" - Lo raggiunsero, tenendo una distanza di 100-150 metri, nei pressi di un piccolo bosco, dove il Fiorino sul quale era a bordo rallentò, come per parcheggiare. Poi il conducente fece inversione e si avvicinò lentamente ai militari, che a quel punto erano fermi in mezzo alla strada. "Il soggetto - raccontano - veniva costantemente monitorato, e mediante contatto via telefono la centrale operativa veniva costantemente informata. I militari venivano esortati a mantenere la calma e a limitarsi ad osservare i movimenti dell'individuo", visto che di lì a poco sarebbero arrivati i rinforzi.

Intimano a Igor di scendere - I tre allora si misero nella parte posteriore dell'auto, "che al momento risultava essere l'unico riparo". Nel frattempo l'uomo sul Fiorino continuava ad avvicinarsi, con le luci abbaglianti accese. Quando arrivò a circa 50 metri, fermò il veicolo e con un cenno con la mano sinistra fuori dal finestrino chiese di poter passare. A quel punto uno dei tre intimò di scendere e mostrare le mani, ma il conducente partì in lenta retromarcia per circa 150 metri.

Il killer entra con calma nel bosco - Lasciato il veicolo a motore acceso, si addentrò "con molta calma nel bosco". I carabinieri si avvicinarono quando "improvvisamente lo stesso usciva dal bosco, si avvicinava nuovamente al veicolo, prelevava uno zaino militare dal cassone e poi si addentrava nuovamente nel boschetto". In tutto questo, "durante le operazioni l'uomo non mostrava nessuna arma". I tre presero allora posizione cercando di controllare tutti i lati della piccola macchia, fino a quando alle 20:15 arrivarono i rinforzi.

mercoledì 26 aprile 2017

FERRARA, rubato kit di pronto soccorso da un casolare. E' stato IGOR?


FERRARA, 26 aprile - Un kit di pronto soccorso, con bende, garze e disinfettante: la cassetta era in un garage-ripostiglio vicino ad un casolare ed è sparita nella zona in cui si sta concentrando da giorni la caccia a Norbert Feher, serbo accusato di tre omicidi dalle Procure di Bologna, Ferrara e Ravenna. A constatarne la mancanza è stato di recente il proprietario dello stabile, che però non ha saputo dire agli investigatori con esattezza a quando risale il furto.
Bisognerà approfondire se parte del contenuto del kit sia il materiale trovato l'8 aprile nel Fiorino abbandonato dal killer a Molinella, prima di far perdere le tracce. Nel furgoncino erano state repertate garze e cerotti, utilizzate presumibilmente dal ricercato per le ferite rimediate il primo aprile nella colluttazione con il barista di Budrio Davide Fabbri, ucciso con un colpo di pistola. Intanto le ricerche proseguono e in mattinata c'è stato un nuovo approfondito controllo in un casolare a Consandolo (Ferrara) da parte dei Carabinieri.

martedì 11 aprile 2017

FERRARA, pare scomparso nelle paludi Igor, l'assassino dalle mille identità


FERRARA, 11 aprile - Dopo due notti e due giorni di caccia continua con i reparti speciali, non c'è traccia nelle paludi del Ferrarese di "Igor il Russo-Ezechiele il Serbo", l'uomo dalle molte identità responsabile degli omicidi di Budrio e Portomaggiore, commessi a una settimana di distanza. Il Comandante generale dei carabinieri, Tullio Del Sette, ha chiarito che l'assassino è nato e vissuto in Serbia ed è "ricercato nel suo Paese per rapina con violenza sessuale".

l "super testimone": "Non ha nulla da perdere e in carcere non vuole tornare" - Spunta intanto un "super testimone", un uomo che vuole rimanere anonimo, ma che al quotidiano "Il Giorno" ha raccontato la sua conoscenza di "Igor-Ezechiele". "Ci siamo visti l'ultima volta a giugno, poi è scomparso. Adesso temo di trovarmelo davanti". Secondo l'uomo Igor-Ezechiele, il cui vero nome sarebbe Norbert Feher, era un uomo elegante, sempre in giacca e cravatta e spesso scambiato per un avvocato. Ma oggi "é cambiato. Certo in Italia ha sempre vissuto di furti e rapine, ma non immaginavo potesse arrivare a sparare alle persone. Non ha più nulla da perdere e in carcere non ci vuole tornare".

Franco Gabrielli: "Armato e pericoloso" - Igor-Ezechiele sarebbe armato con due pistole e una quarantina di munizioni. E' una persona "con una grande capacità di muoversi, un soggetto pericoloso che non si arrende alle prime difficoltà ma stiamo facendo un grande sforzo per prenderlo e lo prenderemo", ha detto il capo della polizia Franco Gabrielli.

I tanti alias e le difficoltà per l'identificazione - Igor-Ezechiele, secondo le ultime notizie ufficiali, sarebbe dunque serbo, ma è comunque ampia la rosa di alias al vaglio degli inquirenti. Igor Vaclavic, 41 anni, nato in Russia, come dagli atti del tribunale ferrarese che lo condannò per rapine in passato, certamente non esiste. Ezechiele Norberto Feher, originario di Sobotica, in Serbia, come dal profilo Facebook che lo ritrae in giro per Ferrara come un turista qualsiasi, è probabilmente altrettanto inventato ma più vicino alla realtà. Ezechiele, si dice, sarebbe il nome con cui è stato battezzato nel carcere a Ferrara, dove è stato detenuto dal 2011 al 2015. Ora dalla Serbia dovrebbe arrivare la vera identità, anche se quello che conta davvero è la sua cattura.