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giovedì 3 settembre 2015

ECONOMIA: FMI: la crescita (moderata) accellera in Germania, Francia, Italia e Spagna



WASHINGTON, 3 settembre -  "La moderata ripresa dell'area euro è prevista continuare nel 2015-2016, sostenuta da più bassi prezzi del petrolio, l'allentamento monetario e il deprezzamento dell'euro". Lo afferma in un documento preparato per il G20 il Fmi, secondo cui "la crescita accelera in Germania, Francia, Italia e soprattutto Spagna". Mentre la ripresa economica globale resta "moderata" con rischi al ribasso, fra i quali, si legge ancora, la transizione cinese. A pesare è l'ulteriore rallentamento delle economie emergenti e la debole ripresa in quelle avanzate. "In un contesto di aumento della volatilità finanziaria, calo dei prezzi delle commodity e deprezzamento delle valute delle economie emergenti, i rischi all'outlook sono aumentati".

"E' necessaria una forte azione per aumentare la crescita e mitigare i rischi" mette in evidenza il Fmi. Le riforme strutturali e politiche di bilancio che sostengano la crescita sono importanti nelle economie avanzate. "Le riforme del mercato del lavoro nelle economie avanzate alle prese con l'invecchiamento della popolazione dovrebbero puntare ad aumentare la partecipazione al lavoro. Azioni per aumentare la domanda di lavoro e rimuovere gli ostacoli all'occupazione sono necessari nelle economie dell'area euro".

"Negli Stati Uniti la crescita dovrebbe accelerare nella seconda metà dell'anno. Nell'area euro la moderata ripresa è prevista continuare nel 2015-2016. Le prospettive della Grecia sono difficili dopo il prolungato periodo di incertezza all'inizio dell'anno". 

lunedì 27 luglio 2015

Disoccupazione come nell'Italia pre-crisi? Tra 20 anni, parola del FMI


ROMA, 27 luglio - "Senza una significativa accelerazione della crescita, ci vorranno 10 anni alla Spagna e quasi 20 anni a Portogallo e Italia per ridurre il tasso di disoccupazione ai livelli pre-crisi". Lo afferma il Fondo monetario internazionale, sottolineando che la disoccupazione nell'area euro è "alta" e "probabilmente lo resterà ancora per qualche tempo".
"Aumentare l'efficienza del settore pubblico e migliorare quella della giustizia civile". Sono alcune delle raccomandazioni del Fmi all'Italia, che dovrebbe anche "migliorare la flessibilità del mercato del lavoro e aumentare la concorrenza nei mercati dei prodotti e dei servizi". E' necessario, sempre secondo il Fmi, "adottare e attuare la prevista riforma della P.a, che dovrebbe includere riforme all'approvvigionamento dei servizi pubblici locali, delle gare pubbliche e della gestione delle risorse umane".

mercoledì 15 luglio 2015

DEBITI TROPPO ALTI, il FMI potrebbe non aderire al salvataggio della GRECIA


WASHINGTON, 15 luglio - Il Fondo monetario internazionale (Fmi) potrebbe non aderire al nuovo piano di salvataggio della Grecia. E' quanto emerge da un memo di tre pagine - ottenuto dal Financial Times - inviato dall'Fmi alle autorità della Ue. Memo in cui si parla di un debito greco alle stelle e che sale troppo velocemente, nonché di obiettivi sul fronte dell'avanzo primario che Atene non potrà mai raggiungere.

    Nel memo di tre pagine - spiega l'Ft - il Fondo spiega che le recenti turbolenze nell'economia greca porteranno il debito di Atene a sfiorare il 200% sul pil nell'arco dei prossimi due anni, mentre all'inizio della crisi dell'Eurozona era al 127%.

    L'Fmi argomenta quindi che solo attraverso un vastissimo piano di aiuti, molto più ampio di quello proposto dall'Europa, il debito greco potrebbe scendere a livelli più sostenibili che permetterebbero ad Atene di tornare a finanziarsi sui mercati.

    Dunque "attraverso misure - si legge - che vanno ben oltre quelle che l'Europa finora si e' detta disponibile a considerare". Del resto le regole del Fondo monetario gli impediscono di partecipare a salvataggi di paesi il cui debito è giudicato insostenibile e senza alcuna prospettiva di tornare sul mercato. Lo ha fatto in passato, ma non intenderebbe piu' farlo. Il Fondo - scriva ancora l'Ft - suggerisce quindi all'Europa diverse opzioni, tra cui una proroga eccezionale del piano di ripagamento dei debiti di Atene con un "periodo di grazia" di altri 30 anni sull'intero stock del debito greco, vale a dire fino al 2053. In alternativa i creditori dell'eurozona dovrebbero garantire trasferimenti annuali sul bilancio della Grecia o prevedere un profondo taglio del debito.

martedì 7 luglio 2015

FMI e Italia, elogi e cautele


WASHINGTON, 7 luglio - L’economia italiana “sta emergendo gradualmente da una prolungata recessione” ma “la ripresa è ancora fragile”. E’ quanto sostiene il Fondo Monetario Internazionale, pur lodando le autorità italiane per “le azioni politiche coraggiose che, insieme con le azioni a livello europeo hanno contribuito al rilancio dell’economia italiana e hanno migliorato la fiducia”. In un comunicato relativo all’analisi del rapporto sulla Penisola, completato il 16 giugno corso, i direttori esecutivi dell’Istituto di Washington sottolineano come “le prospettive di medio termine siano tenute a freno da colli di bottiglia strutturali, alta disoccupazione, bilanci deboli e un debito pubblico elevato”. Il Fondo prevede un PIL in crescita dello 0,7% nel 2015 e dell’1,2% nel 2016. Promossa la politica fiscale, che “ha il giusto equilibrio tra sostenere la crescita economica e ridurre il debito pubblico”. In particolare, secondo i tecnici di Washington, il rapporto tra deficit e PIL si attesterà al 2,7% quest’anno per poi scender al 2,1% il prossimo. Il debito salirà invece al 133,3% nel 2015 per poi ricollocarsi al 132,1% nel 2016. Il FMI promuove poi “l’ambiziosa agenda di riforme per rivedere il sistema economico e produttivo”, ricordando che si può agire più in profondità sfruttando la “finestra di opportunità” data dal Quantitative Easing e dai germogli di ripresa. Secondo gli economisti, l’effetto combinato del Jobs Act e della ripresa economica farà calare la disoccupazione, che in Italia resta ancora tropo alta. Il tasso dei senza lavoro dovrebbe infatti scendere al 12,5% quest’anno e al 12,2% il prossimo. 

mercoledì 1 luglio 2015

Il FMI conferma, la GRECIA non ha pagato il debito


WASHINGTON, 30 giugno - Il pagamento della Grecia di 1,2 miliardi di dollari (circa 1,5 miliardi di euro), in scadenza a mezzanotte, non è arrivato: lo conferma l'Fmi, che sottolinea come Atene non potrà ricevere nuovi finanziamenti finché non avrà pagato gli arretrati. Il portavoce del Fondo, Gerry Rice conferma anche di aver ricevuto una richiesta da Atene per una proroga dei pagamenti, che sarà esaminata dal board esecutivo del Fondo monetario internazionale "a tempo debito".

martedì 16 giugno 2015

TSIPRAS accusa: Fmi, responsabilità "criminale" della nostra crisi


ATENE, 16 giugno - Il Fondo monetario internazionale ha una responsabilità "criminale" per la situazione in cui versa la Grecia. Lo ha detto il premier Alexis Tsipras rivolgendosi al Parlamento. E ha aggiunto , 'I creditori stanno chiedendo alla Grecia di accettare una soluzione che non solo non risolve il problema, ma riporta l'economia "in recessione". Il premier greco ha affermato che Atene potrebbe non pagare il Fmi a fine mese senza un accordo. Varoufakis, 'Non ci sono margini per altre concessioni'

martedì 26 maggio 2015

VAROUFAKIS, la Grecia pagherà il5 giugno la rata al FMI

ATENE, 26 maggio - La Grecia pagherà la rata da 312 milioni dovuta al Fmi il 5 giugno, perché per allora sarà raggiunto l'accordo con i creditori. Lo ha detto ad Atene il ministro delle Finanze, Yanis Varoufakis, annunciando una tassa sulle transazioni bancarie e una sanatoria sui depositi occulti all'estero tassandoli al 15%.
Moscovici, danni ad euro con uscita Paese - Per l'Eurozona "sarebbe un grande problema se un paese dovesse uscire" dalla moneta unica. Lo ha detto in un intervento a Dublino il commissario Ue agli affari economici e monetari, Pierre Moscovici, secondo quanto riferisce Bloomberg, aggiungendo che "nelle ultime tre settimane sono stati fatti più passi avanti" sulla Grecia "di quanti ne siano stati fatti negli ultimi tre mesi".

mercoledì 6 maggio 2015

La GRECIA rimborsa 200 milioni all’FMI

ROMA, 6 maggio - Il ministero delle Finanze greco ha versato la tranche da 200 milioni di euro all’ Fmi per il rimborso del prestito. La prossima tranche da 750 milioni di euro dovrà essere versata entro martedì 12 maggio, all'indomani dell'Eurogruppo previsto a Bruxelles, in cui difficilmente si arriverà a un accordo sulle riforme in cambio dell’ultima tranche sui prestiti da 7,2 miliardi di euro.

Giornata importante oggi che prevede un incontro del ministro delle Finanze greco, Yanis Varoufakis, con il nostro ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, nelle sede del ministero in via XX settembre a Roma.

mercoledì 9 aprile 2014

Il "benvenuto" del Fmi al Def del governo italiano

Sanjeev Gupta del Fondo Monetario internazionale
WASHINGTON - Dopo l'ok dell'Ue anche il Fondo monetario internazionale "augura il benvenuto" al Documento di economia e finanza presentato dal governo, rilevando come "si muove nella direzione" indicata dalla stessa istituzione. Lo ha affermato Sanjeev Gupta, facente funzioni di capo del dipartimento sui conti pubblici (dove ha sostituito Carlo Cottarelli).

"L'Italia - ha detto - dovrebbe continuare a fare progressi verso il suo obiettivo di pareggio strutturale. Ma deve "ribilanciare", la sua politica economica "tramite l'attuazione di misure sulle spese, cosa che è stata fatta con la spending review, e poi deve intervenire con riforme strutturali per agire sui costi".

Da Bruxelles anche la Commissione europea ha accolto con favore, gli annunci fatti ieri dal governo riguardo al Def, anche se ha promesso una valutazione più approfondita quando saranno stati approvati e le saranno stati comunicati tutti i dettagli. Bruxelle, tuttavia, ha insistito sulla necessità per l'Italia di conseguire il pareggio strutturale di bilancio (che il governo ha rimandato al 2016) per garantire la costante e sostenuta discesa del suo elevato debito pubblico.

martedì 8 aprile 2014

Fmi: nel 2015 l'economia dell'Italia superata perfino dalla Grecia


WASHINGTON - La crescita dell'economia italiana arranca e il prossimo anno la nostra economia sarà superata perfino dalla Grecia. Lo prevede il Fondo Monetario Internazionale nel World Economic Outlook indicando una chiave di volta nella maggiore offerta di credito che potrebbe far lievitare il Pil italiano di almeno il 2%. In Italia il tasso di sviluppo, tra i piu' bassi in Europa, e' stimato in aumento di appena lo 0,6% quest'anno (in linea con la Grecia) e dell'1,1% nel 2015 quando invece Atene volerà del 2,9%.
Nel 2014 e' inoltre previsto un aumento del tasso di disoccupazione in Italia al 12,4% dal 12,2% nel 2013. Solo nel 2015 la disoccupazione risulterà in diminuzione all'11,9%.
 L'indice dei prezzi al consumo in Italia crollerà quest'anno allo 0,7% dall'1,3% del 2013 per risalire all'1% nel 2015, secondo le stime del Fondo che considera la bassa inflazione una seria minaccia per la ripresa.

"Ulteriori misure per far ripartire l'offerta di credito" in Italia, oltre che in Francia, Irlanda e Spagna, consentirebbero "un aumento del Pil del 2% o anche di piu'", avvertono gli economisti di Washington che hanno analizzato l'impatto sul tasso di creacita della contrazione dei prestiti bancari scatenata dal fallimento della Lehman Brothers. In Italia, ad esempio, "nel 2008 l'offerta di credito e' diminuita meno che in Francia e in Germania per la minor esposizione rispetto agli asset Usa e ha anche recuperato fino alla meta' del 2011 - si legge nel rapporto - tuttavia le condizioni del credito risultano fortemente deteriorate alla fine del 2011, con una conseguente contrazione del Pil di circa il 2%".