domenica 22 marzo 2015

APPELLO deI terroristi TUNISINI: colpiamo ancora i turisti, senza pietà

TUNISI, 22 marzo - Il presidente della Repubblica tunisina  Beji Caid Essebsi, in un'intervista in tv dal Bardo, ha detto oggi che gli inquirenti "stanno dando la caccia" al terzo attentatore, che è in fuga ma - assicura - "non andrà lontano". Il presidente ha inoltre ammesso qualche responsabilità dal punto di vista della mancata sicurezza al Museo.
Beji Caid Essebsi ha annunciato che il 29 marzo si terrà una marcia di solidarietà per le vittime dell'attentato al museo del Bardo e contro il terrorismo. Verrà anche inaugurata una stele in onore delle vittime. Il corteo partirà da Bab Saadoun con destinazione il Bardo e la sede del Parlamento.
Il commando dell'attacco di Tunisi intanto invita a colpire ancora i turisti, citando quelli "americani, britannici, francesi e israeliani". "Investiteli con le auto, sgozzateli sulle spiagge e affogateli nel mare" è l'appello che un complice del commando fa in un documento ottenuto da 'Terra', il settimanale di Toni Capuozzo in onda domani su Retequattro.
I due terroristi uccisi dalle forze speciali tunisine durante il blitz al museo del Bardo farebbero parte del gruppo tunisino Katibat Okba Ibn Nafaa, diretto dall'algerino Lokman Abou Sakher, che - a quanto sembra - avrebbe dichiarato da pochi mesi, fedeltà allo Stato Islamico (Isis), dopo essere stato legato ad Al Qaida Maghreb. E' quanto emerge dalle prime indagini delle autorità tunisine secondo quanto trapela sui media locali. Il grupo Katibat Okba Ibn Nafaa, distintosi in passato per azioni particolarmente violente contro le forze armate come quella del luglio 2013, che costò la vita a nove soldati, e quella del luglio 2014 dal bilancio tragico di 14 soldati morti e 23 feriti, fa capo a Lokman Abou Sakher con cui i due avrebbero avuto contatti prima dell'attentato e da cui avrebbero avuto le armi pesanti per l'attacco. Il gruppo tunisino che si avvale anche di elementi algerini, opera principalmente nei pressi del monte Chaambi, nel governatorato di Kasserine.

I due terroristi che entrano al museo del Bardo armati di kalashnikov pochi minuti prima di compiere la strage che ha causato la morte di 21 persone, tra cui quattro italiani. Le immagini sono contenute in un video delle telecamere di sicurezza pubblicato in esclusiva dal ministero dell'Interno tunisino sulla sua pagina Facebook. Nel video di circa 1 minuto Jabeur Khachnaoui e Yassine Laabidi, la testa nascosta nel cappuccio della felpa e in un cappellino da baseball, si aggirano circospetti per il museo che sembra deserto. Alla fine del filmato si vedono le foto dei cadaveri dei due terroristi uccisi nel blitz delle forze dell'ordine.

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