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| Arrmando Cusani |
SPERLONGA (Latina), 16 gennaio – Terremoto a Sperlonga dove questa mattina all’alba in un’operazione dei carabinieri del Comando provinciale è stato arrestato il sindaco ed ex presidente della Provincia Armando Cusani. Con il primo cittadino, rieletto con Forza Italia con un consenso altissimo nelle elezioni amministrative di giugno, provvedimenti di custodia cautelare sono stati eseguiti anche nei confronti di altre nove persone tutte accusate di corruzione e associazione a delinquere finalizzata alla turbata libertà degli incanti. L’inchiesta è stata condotta dal sostituto procuratore Valerio De Luca, le ordinanze emesse dal gip di Latina Giuseppe Cario. Quattro degli indagati andranno in carcere e sei ai domiciliari.
L’inchiesta cominciata con il sequestro dell’Hotel Grotta di Tiberio di proprietà di Cusani e del suocero, ha portato all’operazione di oggi che è stata infatti denominata “Tiberio”.
Le indagini del Nucleo Investigativo dei carabinieri sono scattate dopo aver accertato il mancato intervento da parte del Comune di Sperlonga per gli abusi edilizi connessi alla realizzazione dell’ albergo. A destare sospetto l’inerzia dei responsabili dell’ufficio tecnico che non avevano disposto il ripristino dello stato dei luoghi, in applicazione della legge 380/2001, “nonostante – sottolineano gli investigatori – fosse evidente l’esistenza di un abuso edilizio emerso durante e dopo la realizzazione dell’albergo in parola, peraltro sancito da una sentenza di condanna emessa dalla Corte di appello di Roma nel 2014”. Circostanza che aveva fatto ipotizzare il reato di corruzione in capo ai responsabili dell’Ufficio Tecnico del Comune di Sperlonga che si erano succeduti nel tempo.
“Le investigazioni svolte dal Nucleo Investigativo in collaborazione con il personale del Norm della Compagnia di Terracina, oltre a confermare la sussistenza dei reati di corruzione, hanno consentito di accertare l’esistenza di un’associazione per delinquere finalizzata alla commissione dei delitti di turbata libertà degli incanti ed alla corruzione, al fine di pilotare le aggiudicazioni di una serie di gare di appalto”, spiegano ancora i carabinieri.
Sotto la lente sono finite la valorizzazione del complesso archeologico Villa Prato di Sperlonga per un importo di 700mila euro; la ristrutturazione del Comune di Prossedi per un importo di 230mila euro; l’affidamento del Servizio di spazzamento delle strade extraurbane del comune di Priverno per un importo di circa 40mila euro ; il restauro dell’istituto scolastico “Don Andrea Santoro” di Priverno di circa 35mila euro.
Il “sistema corruttivo” operava attraverso una serie di società colluse con i responsabili dei procedimenti, che riuscivano ad “inquinare” le gare pubbliche di piccole e medie dimensioni tentando, ed in alcuni casi riuscendovi, a predeterminare la scelta del contraente.
“Le investigazioni svolte dal Nucleo Investigativo in collaborazione con il personale del Norm della Compagnia di Terracina, oltre a confermare la sussistenza dei reati di corruzione, hanno consentito di accertare l’esistenza di un’associazione per delinquere finalizzata alla commissione dei delitti di turbata libertà degli incanti ed alla corruzione, al fine di pilotare le aggiudicazioni di una serie di gare di appalto”, spiegano ancora i carabinieri.
Sotto la lente sono finite la valorizzazione del complesso archeologico Villa Prato di Sperlonga per un importo di 700mila euro; la ristrutturazione del Comune di Prossedi per un importo di 230mila euro; l’affidamento del Servizio di spazzamento delle strade extraurbane del comune di Priverno per un importo di circa 40mila euro ; il restauro dell’istituto scolastico “Don Andrea Santoro” di Priverno di circa 35mila euro.
Il “sistema corruttivo” operava attraverso una serie di società colluse con i responsabili dei procedimenti, che riuscivano ad “inquinare” le gare pubbliche di piccole e medie dimensioni tentando, ed in alcuni casi riuscendovi, a predeterminare la scelta del contraente.

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