BRESCIA, 17 agosto - "Abbiamo raccolto la confessione piena di chi ha commesso il duplice omicidio. Gli autori sono gli stessi dell'agguato di un mese fa ai danni del dipendente dei Seramondi". Lo ha detto il procuratore capo di Brescia Tommaso Buonanno nel corso della conferenza stampa sull' arresto di un indiano e di un pakistano per l'agguato dell'11 agosto alla pizzeria Frank dove sono stati uccisi marito e moglie titolari dell'eserizio. Sono un pakistano di 32 anni e un indiano di 33 anni. Gli investigatori sono risaliti a Sarbjit Singh, cittadino indiano di 33 anni, irreperibile da tre giorni, perchè una sua impronta è stata rinvenuta nella pizzeria. Gli uomini della Mobile lo hanno rintracciato a Casazza e nel corso degli appostamenti hanno visto raggiungerlo Muhammad Adnan, 32enne cittadino pakistano titolare del Dolce e Salato, del quale sono stati individuati presto i collegamenti con la famiglia Seramondi. L'uomo era già stato denunciato per l'incendio del Dolce e Salato. Il collegamento tra i due è stato determinante per comprendere la matrice del delitto.
A sparare sarebbe stato il cittadino pakistano titolare del Dolce e Salato. Deve rispondere di duplice omicidio volontario premeditato e tentato omicidio. Il dipendente albanese non era stato in grado di riconoscere i suoi aggressori perché avevano il volto travisato da passamontagna. Lo ha sottolineato il capo della Squadra Mobile Giuseppe Schettino. "Determinante per le indagini è stato il rinvenimento sulla porta del negozio di un'impronta del soggetto indiano, che non aveva alcun collegamento con Brescia. Il suo ultimo domicilio era a Casazza e lì lo abbiamo tenuto costantemente sott'occhio. Abbiamo avuto la fortuna di assistere all'incontro tra i due e poi al tentativo di disfarsi di pezzi del motorino. A quel punto li abbiamo bloccati. Abbiamo poi recuperato anche il fucile e il fodero, abbandonati in un fossato di via Roncadelle. Ma abbiamo recuperato anche l'Alfa usata anche per il tentato omicidio di Arben Corri, sempre in zona via Roncadelle". Lo ha rivelato il capo della Squadra Mobile Schettino.
Il legame con la famiglia Seramondi è da ricondurre alla vicinanza dei due esercizi commerciali, in particolare il cittadino pakistano era stato denunciato per l’incendio dell’altro esercizio.
Il cittadino pakistano titolare del Dolce e Salato dopo il duplice omicidio era subito tornato sulla scena del delitto, ha rilasciato dichiarazioni alla stampa sul degrado della zona e sulla scarsa incisività delle forze dell’ordine e ha persino ripreso la Polizia all’opera col suo cellulare. Lo ha rivelato il capo della Mobile Schettino.
I presunti killer avrebbero atteso due ore nei dintorni del locale dei coniugi prima di agire. Secondo quanto detto in conferenza stampa, l'indiano e il pakistano sarebbero arrivati nei pressi della pizzeria dei Seramondi alle 8,20 della mattina dell'11 agosto e si sarebbero nascosti in un edificio in disuso, prima di entrare nell'esercizio dei coniugi e fare fuoco."Fondamentali per individuare gli autori - ha spiegato ancora Buonanno - sono state le videoregistrazioni effettuate all'interno e all'esterno del locale dove è avvenuto il duplice omicidio". Il procuratore ha poi spiegato che "gli autori stavano tentando di distruggere il motorino usato per la spietata esecuzione dell'omicidio".
Dalla conferenza stampa è inoltre emerso che il pakistano Muhammad Adnan, colui che avrebbe esploso i quattro colpi di fucile per uccidere i coniugi Seramondi è tornato nel suo locale dopo l'omicidio,.
Nessun commento:
Posta un commento