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| Robert Dust |
L'ultima puntata del documentario "The Jinx" è andata in onda ieri 15 marzo su Hbo, 48 ore dopo l'arresto di Durst a New Orleans in relazione a una delle tre morti nelle quali era coinvolto. La registrazione risale a tre anni fa ma è stata scoperta casualmente solo l'anno scorso. La procura di New Orleans ha detto di aver messo le manette a Durst perché "temeva che sarebbe fuggito".
L'uomo sarà adesso estradato in California. Suo fratello Douglas, che ha ereditato i beni di famiglia, ha espresso sollievo per l'epilogo del caso: "Finalmente potrà rispondere per quel che ha fatto".
Chip Lewis, l'avvocato di Robert Durst, ha rivelato che da settimane il suo assistito si aspettava di essere arrestato. Da qui l'accordo con la polizia sulla possibilità che Durst si presentasse spontaneamente per rispondere delle accuse. Lewis non ha però nascosto il sospetto che gli inquirenti e il regista del documentario Andrew Jarecki – che collabora con la polizia di Los Angeles sin dal 2013 – abbiano concordato il giorno dell'arresto, al fine di promuovere la puntata finale di The Jinx.
Rubert Durst è nato il 12 aprile 1943 in una famiglia di New York molto ricca: suo nonno Joseph Durst era stato un noto imprenditore edile di New York, e ancora oggi la Durst Organization possiede e gestisce undici grattacieli di Manhattan, fra le altre cose. Berenice Herstein, la madre di Robert Durst, era morta quando lui aveva sette anni a causa di una caduta dal tetto di casa (in The Jinx, Durst sostiene che si uccise). Durst si laureò in Economia alla Leigh University, una prestigiosa università privata, nel 1965: ma non volle occuparsi degli affari di famiglia. Otto anni più tardi conobbe e sposò Kathleen McCormack, una ragazza di vent’anni che lavorava come igienista dentale: si trasferirono in Vermont e aprirono un negozio di alimentari. Negli anni successivi Durst diventò sempre più violento e prese a picchiare sua moglie, che andò a vivere a New York, si iscrisse a un’università di Medicina e a un certo punto assunse un avvocato divorzista, proponendo il divorzio a Durst. La sera del 31 gennaio 1982, Kathleen McCormack andò a una festa a casa di una sua amica fuori New York: Durst raccontò di essere andato a prenderla e di averci litigato, e di averla poi accompagnata a prendere un treno per New York la sera del 31 gennaio. Nei giorni successivi McCormack non fu vista a lezione, ma Durst non avvisò la polizia della sua scomparsa se non alcuni giorni dopo, spiegando che capitava spesso che i due non si sentissero per giorni. In diversi passaggi di The Jinx, Durst spiega di non avere avuto nulla a che fare con la scomparsa di sua moglie: ma è noto dai giornali che all’epoca Durst fornì alla polizia informazioni molto contraddittorie sulla sera della scomparsa di McCormack, e che evitò di informare gli investigatori dei loro problemi matrimoniali.
Nei primi giorni per esempio spiegò che dopo avere accompagnato McCormack a prendere il treno si era fermato da un vicino per chiacchierare, e che successivamente l’aveva chiamata da un telefono pubblicò mentre portava fuori il cane, nella tarda serata. Il portiere della casa dei Durst, inoltre, disse che quella sera aveva visto McCormack entrare dal portone principale. Ma in The Jinx Durst ha ammesso di aver mentito sia riguardo la chiacchierata col vicino sia riguardo la telefonata, a suo dire per cercare di evitare ulteriori domande da parte della polizia. Più tardi venne fuori che anche il portiere aveva mentito. Nonostante ciò, Durst non fu mai incriminato per la scomparsa di sua moglie (la cui notizia rimase per mesi sui giornali di New York), e in generale cercò di evitare ogni contatto con la stampa: in quei giorni, aveva incaricato di fargli da portavoce a una sua amica scrittrice, Susan Berman. Kathleen McCormack non venne mai ritrovata.
Nel 1994 Seymour Durst – il padre di Robert – decise di lasciare l’azienda a Douglas, il fratello minore di Robert. Il quale Robert da quel momento decise di allontanarsi dalla propria famiglia (aveva iniziato a lavorare in azienda a metà degli anni Settanta). Nel 2000, Durst venne a conoscenza del fatto che la giudice repubblicana Jeanine Pirro – che più tardi sarebbe diventata un personaggio televisivo protagonista di reality di ambito giudiziario, oltre che una commentatrice per Fox News – aveva intenzione di riaprire l’inchiesta sulla scomparsa di sua moglie: scappò allora da New York e affittò una stanza da trecento dollari al mese in una piccola casa di Galveston, in Texas. Durst non l’affittò a suo nome: si finse una donna muta – per l’occasione comprò anche una parrucca – e rimase per mesi a Galveston. A un certo punto però, nel 2000, riprese i contatti con Susan Berman, che gli disse di essere stata contattata dalla polizia riguardo alla scomparsa di McCormack e anche che aveva bisogno di un po’ di soldi. Ma Berman fu ritrovata morta nel suo appartamento il 24 dicembre del 2000, uccisa da un colpo di pistola alla testa. La polizia riuscì a ricostruire che Durst si trovava in quei giorni in California, ma non riuscì mai a dimostrare che fosse a Los Angeles.
In una delle scene più forti di The Jinx, al figlio adottivo di Berman viene mostrata una lettera spedita al dipartimento di polizia di Beverly Hills il 23 dicembre 2000, che conteneva l’indicazione che a casa di Susan Berman c’era un cadavere. Il figlio adottivo di Berman (con cui Durst ha mantenuto i contatti negli anni, e a cui ha pagato l’università) paragona davanti alle telecamere la busta della lettera ricevuta dalla polizia con un’altra spedita nei giorni precedenti da Durst a Berman. Su entrambe, il nome “Beverly” è scritto con una ‘e’ in più. Un esperto di grafia contattato dalla produzione di The Jinx ha detto che la grafia delle due lettere è la stessa. Durst, durante una scena di The Jinx, ha negato di avere scritto la lettera spedita alla polizia di Beverly Hills.
Qualche mese dopo, il corpo del vicino di casa di Durst, Morris Black, venne ritrovato a pezzi in alcuni sacchi della spazzatura nel tratto di mare vicino Galveston. Durst fu immediatamente arrestato, ma pagò una cauzione di 300mila dollari e non si presentò a una successiva udienza. Per giorni fu ricercato dalla polizia. Lo arrestarono diversi giorni più tardi in un supermercato di Bethlehem, in Pennsylvania, mentre cercava di rubare un panino al pollo. Si era rasato i capelli, e nella sua macchina furono ritrovati 38mila dollari, due pistole e una borsa contenente della marijuana.
Passò alcuni mesi in prigione, in attesa del processo che iniziò nel 2003. Durst ammise di aver ucciso Black e di averne disperso il corpo a pezzi, ma di averlo fatto per legittima difesa in seguito a una lite. Fra la sorpresa di molti, i suoi avvocati riuscirono a convincere la giuria della versione di Durst, insistendo sul presunto accanimento del procuratore Jeanine Pirro nei suoi confronti. Durst fu dichiarato innocente riguardo all’accusa di aver ucciso Black, condannato per reati minori e nel 2005 uscì di prigione.

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